Tacchetti a spillo

10ª giornata di campionato

di Silvia Alù e Martina Di Matteo 1 novembre 2013Commenti

In questo mondo ormai alla deriva sono poche le certezze a cui aggrapparsi quotidianamente. La prima su tutte è che 1 euro corrisponde a 10 Goleador (che poi sono 20 perchè in ogni bustina ce ne sono 2): quando proprio ti senti povero se provi a convertire tutti i tuoi risparmi in Goleador la soglia della povertà si abbasserà notevolmente. Veronica Lario guadagna al giorno 500.000 Goleador, che poi sono 1.000.000: in ogni caso vince sempre la dura battaglia contro la povertà. La seconda certezza è che il giorno in cui ci sono le partite di campionato è la domenica. Ieri c’erano le partite, ergo ieri era domenica, di nuovo. Per ridurre la sindrome da jet-lag dovuta a week-end che si propongono aggressivi con scadenze di due giorni, l’unica cosa da fare è comportarsi come se il lunedì e il martedì non esistessero e accettare il fatto che il week-end duri ormai circa 7 giorni. La parte negativa è chiaramente quella economica. I week-end richiedono sempre un esoso investimento di denaro, che non può essere convertito il Goleador perchè il Punto Snai non le accetta come pagamento, anche se noi accetteremmo volentieri una vincita in Goleador.

Un altro problema della domenica pare ormai essere il Bologna, che come lo giochi lo giochi perdi sempre. Un tempo eravamo convinte che il Parma ci portasse male, per tanto tempo l’abbiamo escluso dalle nostre bollette e vincevamo. Quest’anno gli abbiamo dato una chance e probabilmente abbiamo fatto male, perchè il Parma è talmente infimo che ci fa prendere le partite del Parma e ci fa perdere quelle del Bologna. Probabilmente se smettessimo di giocarci il Bologna ricominceremmo a perdere le partite del Parma. È evidente comunque che in Emilia Romagna ci sia del marcio!

 

Fiorentina – Napoli: Under 3,5

(risultato: 1-2) 

Non è mai bello non giocarsi la vittoria del Napoli (forza Napoli) ma in questo caso, spaventate da Cuadrado e Rossi, abbiamo optato per un under 3,5 dal momento che abbiamo la palla di vetro, eravamo sicure che il Napoli avrebbe vinto 2-1. E se il ragionamento vi suona contorto fatevene una ragione. Al 12′  il bellissimissimo Callejon, con assist di Higuaìn, fa un gol di quelli che un po’ ti commuovono quando li rivedi. Quel rompipalle di Calvarese al 28′ assegna un dubbissimo rigore alla Fiorentina e per risultare ancora più antipatico ammonisce Maggio per proteste. Chiaramente Rossi segna. Al 36′ Martens fa il suo primo gol in serie A, un grandissimo gol, sempre su sponda di Higuaìn. Il secondo tempo è angosciante: il Bologna sembra essersi impossessato del Napoli (intanto il Napoli si era impossessato del Bologna che stava vincendo la sua seconda partita in campionato, a Cagliari). I giocatori del Napoli si convincono che l’unico modo per mantenere il risultato è non toccare mai la palla e azzoppare tutti i giocatori della Fiorentina. Cosa che al 35′ del secondo tempo  porta all’espulsione di Maggio e poi a quella di Cuadrado per simulazione (per cui era stato già ammonito nel primo tempo): Inler cerca di spaccare i legamenti a Cuadrado, Calvarese convinto che i neri abbiano tutti la stessa passione per il lancio del nano saponato lo espelle senza battere ciglio. Dopo un altro po’ di mazzate e una cattivissima Fiorentina che però non va a segno finalmente la partita finisce.

 

Juventus – Catania: 1

(risultato 4-0)

Non ci piace che la Juventus vinca, mai. Ma in questo caso siamo state costrette a giocarci l’uno pure perchè in qualche modo la pagnotta a casa la dobbiamo portare e poi perchè vogliamo il Catania in serie B perchè non è vero che le/gli arancine/i le/i hanno inventate/i loro. Al 26′ Vidal segna il primo gol aiutato da una (s)fortunata deviazione di uno dei giocatori del Catania. Al 34′ Pirlo segna su punzione come sua abitudine mandando il Catania in un profondo sconforto. All’inizio del secondo tempo però il Catania ha un guizzo energetico e prova più volte a portare a termine qualche azione decente con la complicità di Bonucci che a un certo punto fa una cosa bellissima, inciampa in se stesso, si rotola a terra e lascia passare la palla avanti che però non va a segno. Al 66′ segna Tevez che non se ne fa mai mancare uno e al 71′ Bonucci per farsi perdonare conclude la partita col gol del 4-0. A fine giornata il Bologna raggiunge il Catania con 10 punti in classifica che ancora non sappiamo a quante Goleador corrispondano.

 

Livorno – Torino: X

(risultato: 3 – 3)

Quando abbiamo guardato la bolletta prima dell’inizio delle partite non riuscivamo a spiegarci perchè ci fosse una X. Probabilmente l’aveva messa il Parma, perchè noi volevamo giocarci l’X2. E invece c’era una bella X, impietosa (ecco cosa succede quando allo sportello del Punto Snai ci trovi un indiano rincoglionito). L’attacco cardiaco ci viene quasi subito, al 4’minuto Immobile, su assist di Cerci, segna. All’8′ ci pensa Glik a peggiorare le nostre condizioni psicofisiche. A quel punto iniziamo a tifare Livorno come nemmeno un livornese riesce a tifare Livorno. Litighiamo per la X che ci siamo giocate finendo per dare la colpa all’indiano e ci accaniamo contro Padelli sperando ritorni a essere la pippa che è. Al 25′ Paulinho ci da una ragione per vivere e per lasciar vivere l’indiano del Punto Snai e al 33′ Greco ci manda in visibilio segnando a Padelli che nel frattempo era in ginocchio. Al 62′ Emerson fa un gol da centrocampo a cui non si riesce a credere e noi da brave dissociate cominciamo a tifare Torino. Ci sentiamo morire dentro fino alla fine e decidiamo di perdonare l’indiano, perchè se pure avesse messo X2 avremmo perso lo stesso. E invece all’83’ Cerci segna su rigore dopo un fallo che non abbiamo visto perchè eravamo troppo agitate. La partita finisce 3-3. Grazie indianino, ti vogliamo bene!

 

Genoa – Parma: 1

(risultato 1 – 0) 

La partita si apre con un calcio di rigore concesso da Carmine Russo al Genoa per fallo di Benalouane su Feftazidis (che speriamo non faccia mai più un’azione decente nella sua vita perchè scrivere il suo nome ci costa troppo impegno). A questo punto iniziamo a pensare che l’aver chiuso le nostre relazioni con uomini di Parma (ebbene si a Parma ci sono degli uomini) avesse debellato la nostra maledizione, guardiamo Gilardino avvicinarsi al dischetto, lo vediamo concentrarsi, e poi lo vediamo fallire. No, la maledizione del Parma non ci aveva ancora abbandonato. Il primo tempo si chiude con uno 0-0 e noi malediciamo i nostri ex. Al 57′ Gilardino dopo essere stato consolato negli spogliatoi per il rigore si riscatta e si guadagna nuovamente un posto nei nostri cuori. Il resto della partita è uno scongiuro perpetuo, ci aizziamo a vicenda con cori razzisti nei confronti del Parma. Evidentemente questo tipo di scongiuri porta il risultato desiderato, il Parma perde, ci dispiace per il nostro supereroe della scorsa settimana Parolo e perchè non abbiamo potuto vedere i ballettini di Cassano ma alla fine non ce ne fotte proprio.

 

Cagliari – Bologna: 1

(risultato: 0 – 3)

Adesso sarò solo io (Silvia) a scrivervi perchè Martina si è rifiutata di commentare questa partita sostenendo che io dovessi assumermi le mie responsabilità e le dovessi delle scuse pubbliche.

Martina perdonami.

Sono sicura che in realtà voi non vogliate veramente un’analisi di questa partita, credo che l’antefatto possa interessarvi molto di più.

Martina si considera per varie ragioni che scoprirete soltanto digitando il suo nome e cognome su Google l’alter-ego di Pasolini, e siccome questa settimana cade l’anniversario della sua morte, e Pasolini tifava Bologna, Martina si è sentita tifosa del Bologna e spingeva per giocarsi il 2. Io però ieri compivo gli anni e a mio favore avevo (oltre a una maggiore anzianità, sinonimo di esperienza e saggezza interiore) il fatto che finalmente il Cagliari aveva ricominciato a giocare a Cagliari e non sulle Alpi. Ecco come è andata:

S: Martì quelli ora sono tornati a giocare in Sardegna almeno un paio devono vincerle.

M: La Sardegna non esiste, e comunque quelli come te hanno ucciso Pasolini.

S: E’ il mio compleanno io mi gioco l’1 e tu vai a lavare i piatti.

M: Lavo i piatti ma ci giochiamo l’1-2.

S: Va bene, vado al Punto Snai.

Quello che poi è successo al Punto Snai si chiama tradire la fiducia della propria coinquilina e insinuare il germe della diffidenza nel prossimo, mi pento, ho giocato l’1 fisso, adesso stiamo divorziando e Pasolini non è risorto. Confesso pure di non aver avuto il coraggio di fare vedere la bolletta a una Martina esultante prima dell’espulsione di Murru.

Abbiamo perso anche questa settimana e la colpa è solo mia.

 

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