La Loge d'Apollon

Autunno urbano

di Giovanni Messina 6 dicembre 2013Commenti

Ascolta. Piove

dalle nuvole sparse. 

G. D’Annunzio

 

L’autunno splendido e signore impazza per città e contadi. Nubi scure cariche d’acqua volano pel cielo sospinte da fiati ululanti. Turbinii di foglie smorte animano le prospettive dei viali alberati. Pozzanghere di piombo riflettono fugaci figure d’uomo, specchio effimero di nulla.

 

E’ autunno e ci si intabarra, finalmente. Riposti per almeno sei mesi, negli scaffali, lini e cotoni leggeri ebbri di calura, ci si lascia avvolgere dal calore amorevole di lane e velluti. Si tiran fuori i soprabiti, lo si fa con sorriso.

 

Il re dei soprabiti autunnali è incontrastato. Il trench coat attraversa le sponde dello stagno atlantico e si riconferma signore di sobrietà, stile e praticità. Preferisce senz’altro la cittade alla campagna, si esalta nelle capitali, trionfa di esotismo nelle provincie che lo bollano come d’antan.

 

Inglese per eccellenza, ampiamente masticato da Holliwood ed accettato in Italia (ah, se ti vedessi col tuo trench stile Bogart, Keaton – Guccini-) il trench coat assume trasversalità e vigore ad ogni stagione. Splendido quanto più è vecchio, infinitamente aggiornato e riproposto per chi si accinge a comprarlo. Tipicamente carissimo, doppio e mono petto, preferibilmente amplissimo e lunghissimo – oggi anche sciancrato e davvero troppo corto per noi di una certa scuola- e soprattutto incontrastabilmente beige –blu e nero sono solo varianti sul tema-.

 

Impermeabile vero, copre e protegge le giacche o gli abiti sottostanti; baluardo contro Eolo, specie nella versione colletto all’insù, permette di essere ingoiati senza ostacoli nella rutilante vita cittadina. Esce solo di giorno, la sera fa freddo ed esso cede volentieri il posto ad un più consistente paltò, ma questa è una storia che qui non raccontiamo…per ora.

 

Dunque, lettore ora ascolta fuori. Probabilmente piove. Sai cosa fare.

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