Il Grande Spolvero

E se questo non è amore perchè ci si sente così bene?

di Alessio Scavuzzo 28 marzo 2014Commenti

Arriva una stagione in cui i cattivi pensieri sembrano abbandonarci per lasciar posto ad una rinnovata serenità, intravedendo all’orizzonte sole, mojitos e venti di scirocco.

Inauguriamo così Primavera nel modo migliore, regalandovi uno spolvero di platino, preludio di future danze estive: il disco messo sul piatto per voi è Groovejet (If This Ain’t Love), celebre singolo prodotto da Cristiano Spiller, disc jockey veneziano classe ’75, orgoglio di quella House old school italiana che ha spopolato le dancefloor tardo novantine.

Sin da giovanissimo selector nei principali club della movida veneziana, resident all’Exess di Jesolo, comincia subito a produrre musica propria dedicandosi ad un certosino lavoro di editing e reworking di brani dance. Da qui prende vita il sample di Groovejet, che utilizza come banco di prova nelle notti estive in laguna e da cui riceve un buon feedback nell’estate del 1996.

Poco più tardi il debutto ufficiale con il progetto Laguna, pseudonimo utilizzato con l’amico Tommy Vee, con cui incide il suo primo disco Spiller from Rio (1997): l’allegro brano, tripudio di bassi e fischietti brasileiros, appare prima in Italia nella raccolta Vol.1 uscita per l’etichetta  Downtown Base, poi nel Regno Unito per la Azuli Records.

L’anno successivo segna una svolta per la carriera del giovane Spiller, regalandogli una sfilza di contratti con etichette di successo quali: la tedesca Peppermint Jam – che annovera tra le sue uscite la famosa Horny (1998), hit firmata Mustafa Gündoğdu a.k.a Mousse T., le label britanniche Twisted e Positiva – vera e propria industria della house mainstream fondata dalla major EMI, che ha dato alla luce una gran varietà di dischi famosi, seppur discutibili: da Up and Down dei Vengaboys alle produzioni di Barbara Tucker e Joe T. Vannelli.

Rilasciato in una prima versione strumentale dal titolo Groove Jet contenuta nell’EP Mighty Miami (1999), il brano venne stampato in vinile nell’agosto del 2000: il 12″ si compone dell’Original Mix, dello Spiller’s Extended Vocal Mix e del Solar’s Jet Groove Dub Mix: un fortunato cocktail di stile e qualità preparato con l’ausilio sapiente di Boris Dlugosch, celebre produttore tedesco di musica house che, insieme al già menzionato Mousse T. ed a Michi Lange, rese gloriosa la Peppermint Jam.

La composizione prende avvio su una morbida scia di aeroplano che subito lascia spazio ad un intro di percussioni dal sapore tribale: prelievo strategico di samples del brano Love is you (1976) di Carol Williams, musicista della scena disco americana settantina e prima artista donna scritturata dalla Salsoul Records.

Poi un riff funky in LA minore struttura la ritmica di base, dando vita ad un coinvolgente fraseggio con un basso cadenzato che ripete : LA-LA SOL-LA- DO-DO. Una breve frase di ottavi in RE maggiore a completare l’intro, poi il vocale:

Holding you closer, it’s time that I told you
 Everything’s going to be fine
 Know that you’re leaving, and try to believe it
 Take me one step at a time”

Ed infine ritornello a squarciagola

“And if this ain’t love
Why does it feel (why)
Why does it feel (why)
Why does it feel (why)
Why does it feel so good”

E le farfalle nello stomaco?

Ci si può sentire bene, innamorati, anche solo in compagnia di un giradischi, un bicchiere di vino e di un disco house dal groove rovente? Crediamo di si.

Poi qualche variazione in Re maggiore con nuove performance canore, un lungo intermezzo di percussioni, reprise del principio a chiudere il tutto.

Un disco sfavillante che merita di essere goduto da chi come noi e voi ama celebrare i fasti di Euterpe.

comments powered by Disqus