La Loge d'Apollon

Forma e sostanza

di Giovanni Messina 29 aprile 2014Commenti

L’aria di primavera, i campi assolati, le vaghezze. Torniamo a parlare di cavalli ne La Loge, ne torniamo a parlare lasciando ai palafrenieri, indispensabili davvero, le parti più antipatiche di preparazione e pulizia del superbo animale e concentrandoci, ça va sans dire, sull’ebbrezza estetica, sul gusto della tradizione, sugli aggraziati accorgimenti che ruotano attorno all’arte ed alla disciplina dell’equitazione.

Tutto un giuoco di postura e ricerca del movimento esatto, di rispetto e volontà, di tensione alla perfetta euritmia. Armonia di andature e esigenze agonistiche. Libertà e concentrazione.

Compostezza. Sobrietà. Tutto ciò si rispecchia nell’abbigliamento, nella forma, pretesi come parte importante ai concorsi. Le migliori case di moda si fronteggiano in questo campo ed addirittura ne fanno un’icona distintiva ed assoluta. Si pensi a Gucci ed ad Hermes, italiani e francesi si fronteggiano spavaldi fino all’ultima staffa su seta, sullo stivale più esclusivo.

Il perfetto cavaliere monta in giacca (spesso colorata con colore nazionale, se no tipicamente blu), camicia bianca e cravatta. Pantalone affusolato bianco che contrasta con stivale alto in cuoio nero e lucidissimo. Guanti, frusta in pelle e casco di protezione. Così acconciato vola meglio sopra gli ostacoli.

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