La Loge d'Apollon

Gioie da polso

di Giovanni Messina 17 gennaio 2014Commenti

La Loge si è fermata mentre i suoi autori, presi da spleen o frenesie, si attardavano a contemplare l’anno morente e l’alba del successivo. Poi si sa, indolenza e tedio si uniscono sovente, danzando divinamente all’unisono, nella vita di un gentiluomo esule sulla terra.

Ritorniamo, dunque, perché stanchi dell’ozio e perché desiderosi di quel brivido capriccioso che solo un limpido divertissement può concedere.

Gioie da polso siano, dunque. Pensate agli orologi? Fuori strada. Parliamo di oggetti dalle fogge più disparate e dei materiali più varî. Unico obbligo è che si comprino, indossino ed interpretino a coppie.

Pensate ad una camicia. Stiratissima, tramatura Oxford o con effetto più lucente, bianca, celeste, rigata all’italiana. Pensate alle maniche nascoste sotto una giacca blu, ad esempio, che fanno ostinato capolino dall’orlo sovrastante e si stendono fino a lambire il polso, libere da sovrastrutture.

È in quello spazio che si gioca una delle differenze che possono caratterizzare l’uomo per il suo modo di porsi. Pensateci, le opzioni sono tre.

Il polsino della camicia è oscenamente aperto ed il tutto ha un sapore di sciatteria o, peggio, di precostituita trasandatezza; il polsino è chiuso dal bottone; semplice, pulito. E poi ci sono le gioie da polso: fermapolsi gemelli e copribottone (che nobilita la seconda opzione).

Il gemello è volume e stato d’animo. D’oro o con gemme per le serate importanti come di seta colorata per le occasioni informali. In mezzo, di tutto. Indossarli è un atto estetico, un rito ed una autorappresentazione. Ironici e leggeri, preziosi e severi, luminosi o cupi, pacchiani o sobrî. Tipicamente hanno la chiusura a T (tecnicamente, ferma polsi) oppure la classica foggia speculare (gemelli, appunto) che, sebbene necessiti di un po’ di pazienza per essere accomodata nelle asole, garantisce un effetto completo.

Da conservare in apposite scatole di legno nel cassetto più caro che si abbia.

 

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