Il Pasto Nudo

Gli sdraiati

di Antonio Massara 15 febbraio 2014Commenti

Michele mi ha steso. Michele scrive bene, anzi benissimo. Ha questa prosa fluida, zampillante, in cui la luce si rifrange a tratti curiosa, sorniona. La mente altalena, su e giù, scorre, si lascia condurre. Ma alla fine conta il “cosa”. Di cosa parlano queste parole costruite in modo tanto magistrale? Un padre cinquantenne, annichilito dall’incipiente vecchiaia e lamentoso fino al soffocamento, ha un figlio teenager coglione come tutti i teenger della storia dell’umanità. Com’era anche lui alla sua età, solo che lo ha dimenticato, completamente. Michele, tu sei un grande, ma con questa cosa degli sdraiati mi hai steso tra conati di noia di tale spossata profondità che mi son fatto scudo dei diritti elementari di lettore e ti ho abbandonato al sesto capitolo.  

Perchè il sesto capitolo si apre con il ricevimento dei professori, e quello proprio no, non lo sopporto, mi basta quello che vivo come genitore cinquantenne coglione di figlio coglione.

Io almeno, e spero, me lo ricordo di com’ero disadattato a diciannove anni. Certo non avevo smartphone e computer, ma di cazzate ne facevo lo stesso a iosa. Ma siccome scrivi bene, allora ti ho sfogliato, non ti offendere, capita quando sei incazzato perchè hai buttato via i soldi. E scopro che, al capitolo 12, ti sei inventato la Grande Guerra Finale tra Vecchi e Giovani. Quella si che era una grande idea! Quella si che te la potevi giocare alla grande, con un bel libro che, nella prospettiva fantascientifica, poteva dire tutto. Ma in un solo capitolo? Nooooo! L’unica storia godibile di questo nauseabondo e lamentoso saliscendi me lo liquidi in un capitolo? E mi mandi invece avanti sta cosa della scalata alla montagna come la prova sciamanica dell’uscita dall’infanzia? Ma andiamo, più trito di così viene da piangere! Campbell ha forse ragione quando dice che solo gli artisti possono salvare questo nostro mondo assurdo. Purtroppo tu non ci sarai, se continui a sbagliare storia. Ed è un peccato, perchè di metri di stoffa ne hai.

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