La Loge d'Apollon

I gioielli di Franca Florio

di Conny Catalano 4 aprile 2014Commenti

La storia al femminile di casa Florio ha come protagonista indiscussa Donna Franca. Nata dalla nobile famiglia siciliana degli Jacona della Motta, baroni di San Giuliano, sposò l’industriale Ignazio Florio, incallito donnaiolo. La povera moglie era molto innamorata dell’infedele marito e dopo ogni tradimento lo riaccoglieva sotto il tetto coniugale. Da parte sua, Ignazio si faceva perdonare con un prezioso regalo. Nasce così l’esclusivo corredo di Franca, fatto di gioie di altissimo valore e di impareggiabile bellezza.FF

Tra la baronessina e i gioielli c’è sempre stato un rapporto complementare e sinergico. Lei con la sua silohuette autorevole, la vita sottilissima, le spalle ampie il petto prosperoso, ben si prestava a sfoggiare i leggendari gioielli. Questi, a loro volta, esaltavano la bellezza della loro indossatrice. La Florio amava i gioielli ed era conscia della perfetta simbiosi che si istaurava tra loro. Ma nonostante questa passione, la signora decise di non indossare più orecchini dopo che D’Annunzio le fece notare come qualsiasi gioiello pendente dalle sue orecchie avrebbe alterato i lineamenti del suo viso dove, da sempre, si concentrava gran parte della sua bellezza.

I Florio acquistavano i gioielli presso le più importanti maison dell’epoca, come Lalique e Cartier. Ignazio si serviva da loro sia per i gioielli che regalava alla moglie che per quelli che usava per far diventare più… intime l’amicizie con le sue “amiche”. Come dimenticare il bolero di smeraldi disegnato da Cartier che fece cadere tra le sue braccia la Bella Otero, la ballerina delle Folies Bergère famosa in tutto il mondo!

Dei monili di Franca oggi non rimane più nulla alla famiglia. Il loro sfavillare sopravvive grazie alle cronache del tempo, alle foto e a qualche racconto di vita mondana immortalato nelle pagine dei diari delle nobildonne siciliane.perle

Fra tutti i gioielli il più famoso è sicuramente la collana di perle lunga sette metri. Era composta da 365 perle, una per ogni lacrima versata a causa dei continui tradimenti del marito, di invidiabile calibro, pesante e maestosa. Si dice che la collana fosse stata al centro di un’improbabile sfida con la regina Margherita, una gara a chi aveva il giro di perle più lungo. La sfida ovviamente venne vinta dalla nobildonna siciliana. Per di più, si dice che in occasione di una visita reale, un funzionario di corte avrebbe chiesto a Donna Franca di non indossare i gioielli, come la famosa collana di perle, che avrebbero potuto suscitare l’invidia della regina. Addirittura fu messa in giro la voce che Franca fosse stata costretta a farla accorciare per non mettere in imbarazzo la Regina d’Italia che possedeva una collana di perle, ma non all’altezza. La notizia però resta un pettegolezzo.

È risaputo infatti, come la regina adorasse le perle, per le quali nutriva una passione smodata e la collana di Donna Franca, era certamente un gioiello di tale pregio e tanto conosciuto, da poter essere ammirato quanto, se non più, i gioielli che indossava la regina.

La collana di perle è il gioiello che più degli altri accompagna la bella Florio. La troviamo nelle foto scattate in occasione della visita del Kaiser alla villa all’Olivuzza, nelle due versioni del ritratto di Boldini e nella caricatura di un certo Sam autore delle “Macchiette e profili di casa Florio”.bergler

Nel ritratto di Ettore De Maria Bergler, amico personale dei Florio, nonché autore dei celebri dipinti di Villa Igiea, la regina della Sicilia indossa un paio di orecchini di perle e un collier de chien con diamanti fermati da barrette e terminante con un giro di grosse perle, un gioiello molto in voga ai tempi e disegnato da Cartier. Si adattava bene con la moda del tempo che osava lasciare il collo sgombro da colletti altissimi che arrivavano fin sotto il mento.

La cronaca dell’inaugurazione del Teatro Massimo, avvenuta il 19 maggio del 1896, parla di una signora Franca avvolta da una stola di zibellino a coprirle le ampie spalle che nude spiccavano dal favoloso vestito di seta chiara che amplificava i raggi di luce sfavillante emessi dai diamanti che adornavano la sua parure.

In un ritratto fotografico di inizio secolo, invece, spicca un vistoso collier di diamanti con lavorazione a giorno a resille secondo una tecnica adoperata da Cartier nel primo decennio del XIX secolo .Indossa anche un diadema terminante con perle e un lussuoso ornamento da corsetto in perfetto stile a ghirlanda della maison francese. Durante una cena romana con la coppia reale, Franca porta appuntata sul petto, una spilla con le cifre regali.

Se potessimo sbirciare nel portagioie dell’Unica, potremmo ammirare orecchini solitari in perle grossissime come quelle della famosa collana; orecchini con brillanti fenomenali, con zaffiri e brillanti, con rubini e brillanti e un vezzo di grossissime perle. E molte altre preziose rarità che Tina Whitaker e le altre nobildonne isolane ricordano con invidia e delizia.

Ma questi bijoux non facevano gola solo alle signore, ma anche ai ladri che dalla loro vendita avrebbero potuto ricavare tanti, tantissimi soldi… Quattro milioni di lire, che negli anni Venti erano una fortuna! La cifra non è casuale, ma corrisponde alla stima del bottino racimolato in seguito al furto del 1922. Nel novembre di quell’anno, la signora Florio si era recata con la figlia Giulia e l’amica Miss Dory Champman in Nord Italia. Il marito le aveva raggiunte e insieme si erano recati a Viareggio. La notte tra il 6 e il 7 novembre, Franca stava giocando al casinò. Nel mentre, una coppia di ladri entrava nella sua camera d’albergo riuscendo ad impossessarsi di un sacco di fitta maglia d’oro che da solo valeva tantissimo. Secondo quanto riportato dal quotidiano “L’Ora”, il prezioso contenitore custodiva monili con brillanti, rubini, smeraldi rilegati in oro e platino. E in più vi erano diademi, collane, braccialetti, anelli donati dalla regina Elena e da altre personalità della corte. In molti vi era inciso lo stemma reale. Il bottino venne ritrovato venti giorni dopo al confine bavarese che i ladri stavano valicando per dirigersi a Parigi. Dalla razzia si salverà solo la lunghissima colonna che quella sera era stata indossata dalla sua proprietaria. Da sola, la collana valeva due milioni di lire!

Lentamente ma inesorabilmente, tuttavia, nel primo decennio del XX secolo, per motivi assai complessi di ordine economico e politico, inizia la parabola discendente del casato, che avrà il suo drammatico epilogo negli anni Venti, quando Franca sarà costretta a vendere all’asta i suoi favolosi gioielli e i Florio, con il rovinoso fallimento di tutte le loro imprese, si vedranno privati di tutti i loro beni. Già una volta una donna dei Florio era stata costretta a vendere i propri gioielli per salvare la famiglia: Lucie Henry, seconda moglie di Vincenzo Florio. Ma al contrario della prima volta, l’asta e il pignoramento dei gioielli di Franca non serviranno ad ottenere il risultato sperato!FF1

Sicuramente sarà stato un sacrificio troppo grande separarsi da tali oggetti preziosi. Ma Franca ebbe la forza di farlo perché ci teneva a mantenere in auge il buon nome dei Florio.

Tuttavia, dice Anna Pomar, parlando dei suoi bijoux la regina di Palermo non parlerà mai delle aste che furono battute tra il 1929 e il 1935. Raccontando di loro farà riferimento solo al furto di Viareggio, come se già allora li avesse persi per sempre.

Queste gioie, dunque, entrarono in possesso di chissà chi. Noi non possiamo che sognarle e lasciarci investire dall’aura del loro splendore che traspare dalle tracce che hanno lasciato qua e là nelle cronache del tempo. Donna Franca Florio morirà nel 1950 a Migliarino Pisano, in Toscana, rivangando i tempi dorati della sua gioventù. Con lei si spense la vera icona del Liberty italiano, che con la sua eleganza e il suo stile ha segnato un’epoca. Oggi, riposa nel cimitero di Santa Maria del Gesù a Palermo nella cappella dei Florio. Ma se andassimo a Villa Igiea, non troveremmo solo il suo ritratto di Boldini ad accoglierci. Se chiudessimo gli occhi avremmo l’impressione di essere trascinati da musiche e danze. Scorgeremmo teste coronate e preziosissimi vestiti di gala aggirarsi sotto lo sguardo languido delle dolci fanciulle dipinte da Bergler. Rimarremmo abbagliati dalle luci della Palermo felicissima, la città che accolse re e regine di mezza Europa, la città della regina dalla chioma corvina stretta in lussuosi diademi… Lei che per sempre sarà, l’Unica, la stella d’Italia.…Donna Franca Florio.kaiser

 

 

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