M-CITY
AR: Art @ Rome (ArtAtRome )

La street art tra videogame e visione metropolitana

di Alexandre Rossi 2 Ottobre 2014Commenti

“BEAUTIFUL CRASH ”, mostra personale di M-CITY

Roma- Palazzi in distruzione, muri che cadono, ti crollano addosso per effetto dei giochi di prospettive.Catastrofi, non sempre dettate dall’uomo, ma comunque imminenti. Inesorabile, come la fine del mondo che nella sua “beautiful crash” ha le sembianze di un cartoon che si incontra col bianco e nero. E si fa urbano, se non metropolitano, tra grattacieli e incidenti stradali. Ma anche mostri che ricordano gli effetti speciali hollywoodiani che prendono di mira, per poi azzannare, gazzelle della polizia, come a segnare la fine o la distruzione delle regole che governano questa società. Società che l’artista polacco Mariusz Waras, in arte M-City contesta e contestualizza.

BEAUTIFUL CRASH dunque, un felice, urbano e –per questo- ed armonioso bell’incidente di percorso. Felice e bello, esattamente come potrebbe essere giocare a videogame dal quale l’artista prende ispirazione. Da qui l’installazione posta al centro della Galleria Varsi: una macchina, tutta in bianco e nero, come le opere qui esposte, che ha appena subito un violento tamponamento. Oppure la caduta di uno corpo celeste. Oppure, ancora, vittima di un incidente multiplo, molto più invasivo, e drammatico, come a rappresentare un suo dettaglio.

Una mostra personale, BEAUTIFUL CRASH, inaugurata lo scorso 18 settembre presso la Galleria Varsi, curata da Marta Gargiulo. Con la riapertura dopo la pausa estiva, la galleria ha rinnovato l’arredamento, per l’occasione della personale di M-City, ma continua con la sua promozione della street art in giro per il continente ed il resto del pianeta.  La galleria ospiterà “Beautiful Crash” fino al 19 ottobre in via di San Salvatore in Campo, 51.

Beautiful Crash @ Galleria Varsi

Dalle note della curatrice: “Lo street artist di origine polacche ha animato lo spazio con la narrazione di differenti storie, dove il soggetto principale è sempre la metropoli, con le sue infinite declinazioni. La sua produzione trattiene un emblema stilistico che si struttura grazie a due ispirazioni distinte: la prima ci avvicina in un atmosfera ludica, quella del videogame, l’altra di natura geopolitica sottolinea la necessita di un approccio critico nei confronti della società. Il progetto di M-City –conclude la nota pubblicata dalla curatrice della mostra- nasce per metà influenzato dalla personalità del cantiere metropolitano e per l’altra metà dalla grafica dei giochi per PC”.

10388582_802975369766026_520922598445310395_nTutte rigorosamente in bianco e nero –con alcuni sfondi grigi, di raro il giallo- come anticipato, le sue tele esposte ed in vendita all’interno della Galleria Varsi altro non sono che riproduzioni di gigantesche opere fatte in strada, presso palazzi dismessi, luoghi periferici, al limite dei margini. Seguendo la tecnica dello stencil, M-City raggiunge una precisione che rende minimale il reale. Ma non solo. La caratteristica principale di M-City sulle sue opere murali e quelle in esposizione è lo stancil, come per traslare una realtà che si riproduce in profondità e anche all’infinito.

L’artista, nato e cresciuto a Gdansk, in Polonia, ha passato molto del suo tempo in età adolescenziale nei cantieri navali della sua città, dove lavorava suo padre. Oggi, i suoi soggetti preferiti sono industriali, le navi, i cantieri, macchinari di costruzione, treni. M-City, intervistato da Rai Arte, racconta: “i miei paesaggi sono urbani – se non sub urbani, ndr- ma non sono proprio invitanti, sono piuttosto sporchi, con il fumo che esce dai comignoli…” Mariusz Waras ha scelto M-City come suo Tag, firma per le sue opere, ma ci tiene a far presente che “non è un nome d’arte ma un progetto che comprende le città industriali ed il paesaggio urbano.” Un progetto, un concetto più ampio di inclusione sociale e rivisitazione dell’arredo urbanistico.

In collaborazione con la Venexia Edizioni, collana che si occupa da sempre di tutt’altro (dall’esoterismo ad altre materie dell’occulto), la Galleria Varsi pubblica un catalogo per ogni mostra che definisce l’opera di ogni artista che giunge presso la galleria, in prossimità di Campo dei Fiori, per esporre i propri lavori.

Massimo Scrounge Scrocca, che ha curato il catalogo “M-City;BEAUTIFULCRASH”: “Il tutto è nato dalla voglia di poter dare a chiunque la possibilità di collezionare o avere qualcosa della mostra e a prezzi accessibili”. All’interno della raccolta c’è tutta, o quasi tutta la storia dell’artista.

“Nel catalogo si trova la storia dell’artista attraverso le sue opere nel mondo, dalla Turchia, all’India, arrivando in Malesia , muri fatti in Francia, in Germania….” Ovviamente l’Europa M-City se l’è girata tutta, in particolare ad est, in Polonia dove è una vera e propria star, e anche nella federazione russa: Mosca e San Pietroburgo. Stupefacenti le foto che ritraggono opere eseguite sui muri delle moschee ortodosse, dalle cupole dorate, con i suoi soggetti urbani ed industriali e con il particolare in contrasto. Scrocca continua: “un documento importante che rimane e adesso abbiamo avuto la fortuna di essere negli spazi delle librerie laFeltrinelli da circa due mesi, negli scaffali dedicati alla Street Art, o all’ arte contemporanea in generale.”

opere esposte e disponibili @ Galleria Varsi (4)

A proposito del catalogo della mostra BEAUTIFUL CRASH, la curatrice della Galleria Varsi, Marta Gargiulo racconta: “nella totale assenza di ricerca culturale che c’è oggigiorno nel settore del contemporaneo, la Galleria Varsi ha deciso invece didedicare lo spazio sì, anche al commercio, ma di dedicare l’intero spazio soprattutto alla sua grande passione e cioè la Street Art. Passione che approfondisci su dei testi, la ricordi attraverso delle immagini. Puoi fare una ricerca attraverso un archivio. Quello che la Galleria Varsi porta avanti attraverso la sfida mensile, o al massimo trimestrale, con l’artista di turno è quello di creare un archivio, è quella di creare una memoria, da condividere con tutti. Un lavoro di documentazione non tanto nel rapporto indispensabilmente con noi, ma quanto più nel rapporto che l’artista ha avuto con se stesso e con la sua crescita. Quindi per lo più i cataloghi trattati fino adesso narrano dei percorso e li narrano in chiave e in modalità sempre diverse a seconda dell’artista.

Galleria Varsi ospita la mostra Beautiful Crash

Ogni qualvolta un artista realizza un catalogo insieme alla galleria, questo prende la forma che l’artista stesso desidera seguendo la linea e il format che la casa editrice ha sposato dal principio. Quindi l’idea è quella di creare un’azione documentaristica in primis, e in secondo luogo di creare un archivio che un domani possa essere un pezzetto della storia della Street Art, la storia di Varsi, la storia di chi ha partecipato a tutti gli eventi, artista, curatore, gallerista, montatore, grafico, tutti coloro che ci sono stati. Il sogno è quello di raccontare una storia che è già esistita. Che è quella personale dell’artista che lo ha portato alla notorietà a livelli anche planetari, in un circuito galleristico, e allo stesso tempo raccontare il nostro percorso attraverso gli artisti che poi, di volta in volta,  si presentano sotto forma di interviste, o saggi, ma sostanzialmente è una raccolta di immagini che parlano di qualcosa che è successo soprattutto e principalmente nelle strade e molto spesso rivive in galleria attraverso una modalità che proprio su questi cataloghi che a mano a mano andiamo a spiegare”.

Viva l’Arte.

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