asterix e obelix
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Le dodici fatiche di Asterix: due galli e una sfida epica

di Nicola Franco 14 Luglio 2014Commenti

Esistono dei lavori animati che, nonostante l’inesorabile avanzare del tempo, rimangono ad oggi dei punti di riferimento per i soggetti più svariati e insospettabili. È accaduto con uno dei lungometraggi che vedono protagonista il guerriero gallico Asterix e gli abitanti del suo bizzarro villaggio; ultima roccaforte resistente all’impero Romano. Le dodici fatiche di Asterix è basato su un volume autoconclusivo creato dallo storico duo Goscinny-Uderzo, che racconta la sfida più esaltante tra i romani e i galli; quest’ultimi impegnati a sostenere fatiche simili a quelle del mitico Ercole. Vedremo quindi Asterix e Obelix destreggiarsi all’interno di scenari che si presentano come ironiche rappresentazioni degli sforzi del possente eroe greco, per liberare una volte per tutte il villaggio dalla morsa di Cesare. Dall’isola del piacere all’antro della bestia, dal campo di battaglia popolato da un plotone fantasma alla casa che rende folli (interessante satira sull’inquietante burocrazia odierna).

Il dinamico duo arriverà anche a scombussolare gli umori degli dei che osservano le loro gesta dal Monte Olimpo, decisi a punire la loro tracotanza come nella migliore delle tradizioni classiche. Zeus, il padre degli dei, è a capo di quella che potrebbe essere una lobby elitaria, riconducibile a molte realtà sociali; ulteriore specchio del potere che rende l’uomo schiavo. Il lungometraggio presenta continui riferimenti alla contemporaneità, proponendo anche un divertente spot pubblicitario di un prodotto per la casa, messo in evidenza da un improbabile banditore. Le gag si susseguono con un ritmo frenetico e incalzante, regalando momenti iconici come l’epocale abbuffata di Obelix che lascia la dispensa del locandiere completamente vuota, credendo di essere ancora agli antipasti. La scelta di mantenere uno stile grafico praticamente identico alle tavole originali di Uderzo si rivela vincente, così da non fare smarrire il lettore abituale e accattivare con il consueto tratto anche i non veterani. Asterix conserva da sempre la forza di unire un pubblico vastissimo, accontentando in modo diverso le esigenze di adulti, divertiti anche dal contesto storico-culturale, e ragazzi, più attenti all’intrattenimento umoristico. Troviamo delle interessanti citazioni del panorama animato, come l’uovo a forma di Paperino deposto da una gallina, e degli elementi anacronistici che arricchiscono e rendono più interessante la visione; uno in particolare quello delle patatine fritte da fast-food, pionieristica invenzione del cuoco che presiede una delle prove da superare. Rispetto ad altri lungometraggi animati del piccolo Asterix e del suo fedele compagno caduto nella marmitta in cui il druido Panoramix prepara la pozione magica, siamo di fronte all’opera più completa sia per le funzionali scelte di regia che per il brillante spirito ironico, di cui la commedia è piena. Nonostante gli ottimi “parenti” come Asterix e la grande guerra e Asterix e Cleopatra, le ultimissime produzioni che hanno visto protagonista il popolo gallico non sono riuscite a fregiarsi della stessa alchimia che ha reso i precedenti lavori delle pietre miliari dell’animazione francese. Il più recente Asterix e i vichinghi è l’esempio lampante che mostra svariate cadute di tono e notevoli lacune narrative, volte ad affossare in una disarmante vuotezza un pilastro granitico come i Menhir di Obelix. Ritornando a Le dodici fatiche di Asterix non si possono non considerare una regia impeccabile, una cristallina e solida sceneggiatura, uno stile visivo tra i migliori dell’universo animato dedicato alle creature di Goscinny e Uderzo e ultima, ma non per questo meno importante, una colonna sonora che immerge lo spettatore all’interno delle atmosfere di questa epica impresa. Il tema musicale principale, seguito dall’introduzione di un istrionico narratore che  spiega il motivo della resistenza gallica con tono colloquiale, si accosta perfettamente alla visione con un ritornello frizzante che pur essendo costantemente ripetuto non annoia.

Non mancano inoltre le consuete battaglie a suon di cazzotti tra galli e romani, quest’ultimi da sempre sopraffatti dal potere della pozione magica, in un exploit finale che vede luogo il Colosseo come scenario del più grande degli scontri. Il film è riuscito, nonostante la scarsa distribuzione, a diventare un fenomeno pop e un argomento di discussione per molte persone, che ricorderanno le avventure animate del celebre Asterix proprio grazie alla funzionale disposizione di alcuni tasselli, volti ad assemblare il più bel mosaico che la storia del personaggio baffuto abbia mai visto. Consiglio vivamente la visione del lungometraggio con il primo storico doppiaggio, che regala ai protagonisti delle incredibili interpretazioni e la giusta carica umoristica senza mai esagerare e cadere nello scontato.

Una prova pienamente superata e un ulteriore tesoro dell’animazione da vedere e rivedere.

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