Il Grande Spolvero

Lunga vita al Signor Nocche

di Alessio Scavuzzo 11 aprile 2014Commenti

Arriva un momento in cui la routine giornaliera viene di repente interrotta da tragici eventi che irreversibilmente ne segnano il corso: appresa la notizia di una morte, non puoi che ingoiare il boccone amaro tentando di serbare i buoni ricordi che ti legano all’affetto venuto meno.

Così, a questo giro, il Grande Spolvero ritiene doveroso rendere omaggio ad uno dei più grandi protagonisti della musica dance mondiale: Frankie Knuckles, all’anagrafe Francis Nicholls, The Godfather Of House Music”, scomparso recentemente alla soglia dei sessanta.

Disc jokey e produttore discografico americano nato a New York, iniziò la sua carriera di selector come resident al Gallery di Soho a partire dal 1972, dove ebbe l’onore di affiancare due protagonisti della scena newyorkese: Nicky Siano, proprietario del nightclub e primo resident dello Studio 54, e Larry Levan, suo fedele amico nonchè inventore della garage house. Pionieri del suono insieme a Kenny Carpenter, introdussero la tecnica del mixaggio, suonando i dischi senza interruzione e rendendo la musica un’onda fluida priva di soluzioni di continuità.

Fedelmente al seguito di Levan per celebri club quali il Continental Baths o il Paradise Garage, insieme lasciarono la Grande Mela alla volta di Chicago per promuovere il lancio di un nuovo locale: il Warehouse, per cui fu resident nel quinquennio 1977-82.

Il disco scelto per celebrare il fratello Frankie non può che essere Your Love, inno alla gioia universalmente noto ed intonato all’unisono dai clubbers di tutto il mondo.

Uscito nel 1987 per la Trax Records – una delle label d.o.c di Chicago insieme con la D.J. International Records – costituisce il b-side del vinile 12″, di colore rosso fiammante per la prima edizione: nel lato A troviamo invece Baby Wants to Ride, 8 minuti circa di psichedelica house a 133 BPM.

La composizione si struttura intorno a due elementi cardine, capaci di sedurre l’udito del fruitore: un arpeggio composto dalle tre note DO, SOL, Mi+, che petulante si ripete come il ronzio di una mosca, ed una linea di basso grave, che con decisione scandisce le note SOL-SOL-MI-MI, LA-LA-RE-RE, SOL-SOL-MI-MI. Piccolo prelievo, quest’ultimo, di un sample del brano Feels Good (1982) degli Electra.

Poi l’avvio degli accordi e del cantato firmato Byron Walton, meglio noto come Jamie Principle, produttore iniziale del brano già nel 1984: ultima arma vincente, infine, il ritornello che così recita:

 

I need your love

   I need your love

   Don’t make me wait too long

   Oh oh i need your touch

   Don’t make me wait for your love”

 

Non è forse una la vita a disposizione di ognuno di noi?

Perchè attendere a lungo, allora, per coronare un sogno d’amore?

L’insostenibile incertezza dell’essere.

 

Inizialmente inciso come demo per la radio, il disco si rivelò una geniale intuizione del Signor Nocche, che con semplicità ed eleganza ha calibrato una melodia d’impari bellezza. Un tributo obbligato ad una delle anime più candide della dance mondiale, che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo della musica House: termine utilizzato prima soltanto a Chicago per descrivere fenomeni cool, hip, fu esteso poi a connotare il genere musicale, definitosi proprio grazie allo stile del padrino Frankie.

Con l’impegno di custodire il sacro fuoco della sua musica gli auguriamo di riposare in pace.

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