Marzullo e l’intervista impossibile

10 domande a… Søren Kierkegaard

di Simone Giuffrida
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N.13 del 15.1.2014
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Buonanotte,  per chi è ancora sveglio, per chi non ha voglia o non può dormire, per chi vuole sapere di più, questa notte il nostro ospite è Søren Kierkegaard, filosofo danese nato nel 1813, 946 anni dopo l’imperatore giapponese Uda e cinque anni prima di Karl Marx (tutti e tre il 5 maggio, giorno in cui nel 1821 morì Napoleone).

Esimio partiamo con la prima domanda. La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?
La vita di certo non è un sogno, mi sento decisamente molto più aristoteliano che idealista: l’esistenza si basa sulla realtà singolare e non su una fantomatica essenza. Hegel, Fichte e gli altri idealisti scambiano pensiero e realtà dimenticando l’importanza del ‘singolo’: ciò che vale per l’ideale non può valere parimenti per il concreto, è un concetto molto netto. Lo stesso errore fa Spinoza: Gesù Cristo stesso fu il ‘singolo’ venuto a salvarci, anche io mi sento un sacrificato. Certamente la vita non è un sogno e, francamente, non credo che i sogni ci aiutino nella nostra vita reale. Freud deve ancora nascere quindi ancora non conosco bene il mondo onirico.

Lei crede in quello che fa o fa quello in cui crede?
Direi entrambe le cose. Credo fermamente nella religione e mi prodigo affinché essa possa rendere la vita migliore. Ma evidentemente non ci riesco o, più semplicemente, non lo voglio realmente. Sono cresciuto in un clima di severa religiosità; mio padre, uomo molto anziano, mi fece iscrivere alla facoltà di teologia di Copenaghen. La religione è una meta, anzi LA meta. L’unica possibilità di salvezza risiede nel Cristianesimo; io detesto tutte queste involuzioni con cui la religiosità si è dovuta rapportare, come le istituzioni religiose. Dio è, si, rifugio ma nello stesso tempo ci concede la possibilità di una vita estetica basata sullo splendore dell’”attimo” che però non fa altro che creare angoscia e noia proprio per una sorta di ‘ansia’ di volere una vita diversa.

La saggezza ha ancora qualche speranza?
actakierkegaardiana.comCome ha giustamente detto lei nella premessa, io sono nato cinque anni esatti prima di Marx , diciassette giorni prima di Richard Wagner e venticinque anni dopo Schopenauer. Credo di aver avuto maestri eccelsi del calibro di Aristotele, Kant  e Schelling (per un brevissimo periodo, come ha visto non vado d’accordo con gli idealisti) e dopo di me verrà l’era Positivista ed il nichilismo di Nietzsche. Non voglio farmi bello mostrando ‘quante cose so’ ma adesso credo proprio che il panorama culturale sia leggermente diverso, i saggi si devono cercare sempre più con il lanternino. Io ho cercato, anche se poco: qui in Italia ho trovato Fabio Volo, Ligabue, Moccia e Alfonso Signorini. O forse era quello che volevano farmi trovare.

Cosa vuol dire essere liberi oggi come oggi e ieri come ieri?
Per me non vuol dire assolutamente niente. Io porto avanti un realismo metafisico cominciato con Aristotele e distrutto da Hegel. È l’individuo singolo a porsi dinanzi a Dio, al di fuori della massa. Ognuno è libero ieri come oggi, nel proprio Io non al di fuori di sé ma dentro di sé. La verità e la libertà risiedono nella soggettività di ognuno: i tempi cambiano, è vero, ma non la singola esistenza. Per quanto mi riguarda ho una pena da espiare; io, protestante, baso la mia esistenza sul senso della colpa (ereditata da mio padre) e sulla perenne indecisione. Io sono il nulla che prende forma solamente nella fede ed evidentemente l’essere libero – viste queste premesse – non mi è permesso.

Cosa chiede a se stesso?
wikipediaIo mi sento una ‘cavia da esperimento’ in mano all’Esistenza, vista come entità soprannaturale. La fede dà sicurezza ma nello stesso tempo angoscia ed indecisione, un’angoscia paralizzante come se molte schegge mi penetrassero la carne, l’avevo già accennato forse. Dopo la separazione da Regina, peraltro forzata da me medesimo, (ndr. Regina Olsen fece di tutto per sposarsi con Kierkegaard ma lui rifiutò per timore che l’angoscia divina si potesse abbattere sulla futura famiglia) sono stato come attanagliato da una forza paralizzante che non mi ha permesso una vita felice. Il matrimonio vincola, non posso assumermi questo onere. Forse sono psicopatico, chiedete a Fornero. Non l’ex ministro, il filosofo.

La vita va presa a baci o a schiaffi?
La vita è un dono per tutti, per me è una croce da portare. Prendete la vita come viene, senza fare troppi conti ed abbracciatela più che potete che io resto qui a piangermi addosso quanto basta. Ma credo che se hai vissuto con coerenza non hai tempo di pensare ai rimpianti, io forse qualcuno ne ho ma in realtà è stupido averne.

L’intelligenza libera o imprigiona?
Dovrebbe liberare ma, molto spesso, imprigiona. La condanna di una mente normodotata è quella di subire, in eterno, le ingiustizie che la vita terrena nasconde quindi figuriamoci per una mente eccelsa. L’unica salvezza sta nella fede e nel Cristianesimo, a volte incoerente, che salva dall’angoscia: stare a casa, a pregare, a leggere senza avere nessun contatto con l’altro all’infuori di te, per poi (vivendo una vita piena di delusioni ed angosce) raccontare tutto a Dio. I martiri parlano da soli, come Thomas Becket o la sarda Santa Suina martirizzata a 15 anni.

Lei appare come realmente è o è come appare?
Francamente spero di apparire come sono realmente, credo di riuscirci. Non che questo sia un bene…

Una cosa a cui avrebbe voluto assistere ma non era ancora nato o era già morto.
Senza dubbio la vittoria della Danimarca di Laudrup e Olsen ai campionati europei di calcio del 1992. Dopo Cristo, ovviamente.

Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Esiste Dio? “Le risate più pazze” (come dirà Francesco Guccini). Per quanto mi riguarda credo e spero proprio di si altrimenti la mia vita sarebbe maggiormente priva di senso di quanto lo è già stata e con molta probabilità mi dovrei suicidare. Ovviamente qualora non fossi già morto.

Ieri è appena finito e un nuovo giorno è appena cominciato; un giorno in più per amare…, per sognare…, per vivere. Buonanotte.
(fuori campo) Ahahahah ma che cazzo dici?

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