Adolescenza Arcana

Viaggio sentimentale tra libri musicali

di Claudio Cataldi
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Musica
N.15 del 29.1.2014
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C’era una vita oltre a Pitchfork e Ondarock. E in realtà c’è tutt’ora. Sto parlando della Sacra Diarchia Arcana & Giunti, cui devo molto, in termini di cultura musicale. Senza di loro, semplicemente, non sarei qui a tediarvi con i miei articoli. Vi salto la premessa su come prima di Internet fosse difficile reperire informazioni, dischi rari ecc., e vado subito al punto. Nick Cave InkiostroArcana Editrice nasce negli anni ’70 a Roma su impulso di Raimondo Biffi e Fernanda Pivano e costituisce un importantissimo punto di riferimento editoriale della Controcultura. Ne parlo qui per l’importanza centrale assunta nel campo della letteratura musicale del nostro paese: a ben donde, sul loro sito si definiscono “la più importante casa editrice musicale italiana”. In effetti lo sono, e io li ringrazio.

Opera centrale e imprescindibile pubblicata da Arcana è l’Enciclopedia del Rock, partorita più di venti anni fa su impulso di Riccardo Bertoncelli e continuamente aggiornata fino ai giorni nostri. Ma l’Arcana è celebre anche e soprattutto per biografie e monografie, per lo più orientate sui grandi classici della musica rock. Cito ad esempio i due seminali volumi Re Inkiostro dedicati a Nick Cave: testi, poesie e scritti.

Trilogia Berlinese Thomas J. SeabrookDopo il rilancio della casa editrice (2005) i nostri continuano a darci dentro. Di recente è uscito American Indie 1981-1991 di Michael Azerrad, imprescindibile per ogni nerd musicale che si rispetti. Esempi recenti di biografie: da Graffi In Paradiso di Aliche Echols (su Janis Joplin) a Touched By Grace di Gary Lucas (c’è bisogno di dirvi su chi?) a Bowie: la Trilogia Berlinese di Thomas J. Seabrook. Insomma, mica basta essere un gruppetto di hipster con mezzo disco all’attivo per finire nelle collane Arcana. Magari puoi avere la tua paginetta Internet. Ma, per l’Arcana, come minimo devi essere una Pietra Miliare.

Quello che più mi lega all’Arcana sono, comunque, i volumi monografici sulle band: copertine coloratissime in puro stile anni ’90, e generalmente comprensive di una prima parte con la storia della band in questione seguita da una discografia dettagliata e spesso dei testi e una mini-rassegna stampa. Piccoli, agili libri con rilegature che inevitabilmente si disfacevano sotto i colpi di una lettura continuativa. Imperdibile (per me) il volume sui Cure. Da segnalare, per chiudere la peana amorosa dedicata alla Arcana, la collana Testi: si tratta di monografie per band basate su una lettura ordinata, cronologica e commentata dei testi. Trovate Smiths, Nirvana, Doors, e chi più ne ha più ne metta.

giunti bannerLa Giunti ha invece affinato la sottile arte della guida musicale. Per la Giunti sono ad esempio usciti degli autentici feticci musicali anni’90: i volumetti monografici su autori e band, dimensione CD, da aggiungere ordinatamente in coda alla propria collezione. I suddetti volumi erano suddivisi in due parti: cronologia e discografia, con possibilità di materiale bonus in coda (interviste, citazioni ecc.). Anche questi piccoli volumi avevano il potere di polverizzarsi tra le mani del fedele lettore. Esistono quelli su Pearl Jam (fino a No Code), Kurt Cobain, Oasis (fino a Morning Glory, e in effetti può bastare), Springsteen, Peter Gabriel, Led Zeppelin, Smashing Pumpkins (fino a Mellon Collie), persino un (consigliatissimo) volume monografico sul Brit Pop, e tanti altri. Buona caccia.

I miei oggetti preferiti della Giunti sono, comunque, gli Atlanti Musicali Giunti. Ideali per una piacevole conversazione con amici e conoscenti (ovviamente se siete nerd musicali che frequentano nerd musicali), si tratta di una serie ordinata per genere musicale che raccoglie schede di gruppi in ordine alfabetico, con una piccola biografia e la discografia, album per album, giudicata per pallini neri (da uno a cinque, ma esiste anche il mezzo pallino nero). Sono molto dettagliati e ricchi di informazioni anche su gruppi più o meno passati all’oblio. Si va dal Progressive al Reggae, dal Rock Blues all’Heavy Metal (classici e moderni) Da non perdere: New Wave, Brit Rock (anche qui diviso in classici e moderni: si consiglia soprattutto la lettura dei classici) e Psichedelia. Di difficile reperibilità (credo non sia mai stato ristampato) il volume sul Grunge di Eddi Cilìa, sui cui giudizi spesso ho di che lamentarmi ma che è invero dettagliato.

odoyaA proposito: applausi ad Odoya, valorosissima casa editrice con un catalogo di tutto rispetto (in molti campi). A loro devo la stampa italiana di Grunge Is Dead – An Oral History of Grunge di Greg Prato. Per quanto mi riguarda, testo da rendere obbligatorio a scuola.  Ma esistono anche monografie su Zappa, David Byrne, Ian Curtis, Nick Cave, Patti Smith, Doors, persino un volume sulla Lounge Music a cura di Francesco Gazzara. Il catalogo della casa editrice è ricchissimo. La Odoya è davvero una realtà editoriale coi fiocchi.

Dicevo dei Doors. L’universalità e trasversalità del personaggio Jim Morrison permette una sua assidua presenza in ogni luogo, che sia la libreria come la bancarella. Anello di congiunzione tra libreria e bancarella sono i leggendari libri della Blues Brothers Edizioni, casa editrice che per il buon vecchio Jim pare abbia una predilezione: chi non avuto per le mani Jim Morrison Vivo! oppure Jim Morrison – Poesie Apocrife chiuda immediatamente questa pagina e se ne vada a leggere qualcos’altro. bbedizioniPotremmo aggiungere Jim Morrison & The Doors – Canzoni oppure Nessuno Uscirà Vivo Da Qui: cultura popolare ai massimi livelli. Per non dire della collana Proibito! che annovera: Brian Jones Proibito, Janis Joplin Proibita, Jim Morrison Proibito (poteva mancare?) Sid Vicious Proibito e via dicendo. Citazione necessaria per il Testamento di Kurt Cobain, sempre targato Blues Brothers.

Altri morrisonofili sembrano essere i tipi di Tarab, che oltre alle varie biografie e raccolte di testi doorsiani ci consegnano anche pregevoli volumi su Nick Cave (Il seme del male), Pearl Jam (Cinque orizzonti) e i vari volumi intitolati La Storia Dietro Ogni Canzone Di/Dei…(indovinate quale ho io?) Imperdibile fonte di aneddotica.

Chiudo questa rassegna sentimentale con un paio di menzioni ad honorem.

ISBN è più di recente passata agli onori delle cronache musicali per aver pubblicato in Italia Post-Punk e Retromania di Simon Reynolds, il critico più chiacchierato, amato e contestato del pianeta. Minimum Fax (prima di pronunciare questo nome occorre sempre effettuare un profondo inchino) ogni tanto ci regala (anche) perle musicali, come la recente raccolta di interviste a Tom Waits. Baldini & Castoldi ha pubblicato quello che, a giudizio di chi scrive, è semplicemente il miglior libro prodotto dall’uomo: l’Autobiografia di Johnny Cash. I fan di Bob Dylan possono abbeverarsi alla sempre ottima Feltrinelli. Su Nick Cave trovate libri un po’ in ogni catalogo, come si è visto; se non vi bastassero quelli sopraccitati, c’è un bel po’ di roba targata Mondadori (come il volume comprendente tutti i testi fino a No More Shall We Part). Stesso dicasi per i fan dei Doors.

Naturalmente ciò che più attira il nerd musicale risiede spesso nella piccola realtà editoriale, nel libro trovato per caso e che dà la sensazione della rarità e unicità della proposta. E quindi grazie, Polo Books, per il tuo libro con i testi dei Morphine.

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