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Alex Katz, il pilastro del Nyc E-state of art. ada katz

Conosce Larry da una vita, di lui ce ne parla volentieri al telefono, lo chiamiamo da un I-phone di ceramica, questo il succo della prima telefonata:

 

<< …Tutte le emozioni erano ormai prese e utilizzate come strumenti precisi, non tanto quanto un bisturi, ma un buon spazzolino da denti collegato alla furia rende l’idea, LO TROVI IN FARMACIA SE VUOI.

Denti bianchi come quelli di un cavallo? Te lo ricordi il cavallo?

-no-

Chiudere la Realta+ e vivere quel nauseante senso di libertà casalinga, per Larry non era affatto semplice. Ogni volta che riprendeva la normo-routine, ogni volta che metteva giu i piedi dall’amaca/ragnatela, si sentiva sempre un po’ più pesante.

La forza? Ottimo-stura-cessi.

Il coraggio è il demone dei vetri sporchi. In pochi secondi la scura pellicola si adagia su qualsiasi vetrata e la rifà trasparente come non mai.

Le azioni ripetute? Le frasi farfugliate?

La timidezza si mangia i denti cariati e in un attimo ti rida sorriso.

Il mondo del lavoro era cambiato, adattato alle nuove categorie che sconvolgevano i beni primari. Non era più indispensabile l’elettricità. Non venivano più acquistate scarpe, altre cose avevan preso il posto delle vecchie, altri modi di camminare per strada.

I dentisti ad esempio li trovavi di rado ormai, relegati ai bassifondi, nei loro camici bianchi riproducevano, a scopo puramente estetico, gli apparecchi ferrati per giovani gengive sanguinanti.  Tra i punk andava un casino.

La giustapposizione, ferrovie molari come ponti dai bulloni pesanti, lingua unta e accogliente, un oggetto religioso da conservare in bocca, cassaforte preziosa. Era il crocifisso della real+, con quell’apparecchio eri connesso, anche se in standby, sempre.

katz

La paura? Trattata e soffiata come deodorante.

Non sai ballare? CARAMELLE ALLA GIOIA!

Gli equilibri di mercato subirono sconvolgimenti, poi a poco a poco..

Ora in qualsiasi ambiente devono esserci almeno tre ventole aspira-memoria, è un’ordinanza del DiscoDuro, il nuovo capo del cazzo..

La prevendita di memorie portatili nacque come un gioco, pupazzetti per bambini.. cubi argentati per giovani insicuri.. L’esplosione fu rapida e indolore.

Varie nicchie sociali vennero occupate da cavi e messe al sicuro chiudendo le porte Usb.

Frasi repellenti

“Che ne dici di guardarci e basta?”

Non importa chi dei due l’abbia detta.. Il tavolo della cucina si fece trincea lignea, zona sdrucciolevole tanto per larry quanto Per lulu. Molte volte lei aveva cucinato della zuppa  di legno a larry, nel tentaivo di riprenderlo, risvegliarne il lato bovino.. Lei ad esempio rivoleva indietro la sua parte di delfino.. Le sue scappatelle nelle scale evolutive erano frequenti sulla rete, quelle rare volte che il marito non era nei paraggi dell’amaca connettiva, lei ci si tuffava in cerca di antenati lontani.Coltellaccio in bocca e nastro trasparente sempre in tasca.

La <realtà+ era un flash per tutti.. bastava solo nominarla, che ai più subito si scaldava la schiena e qualche gocciolina di sudore spuntava da una gobba arancione.

“Senti Lucrezia.. Lo so che i nostri rapporti per ora sono storti..”

Occhi sgranati da parte di lei.

“Però.. tutto si potrebbe risolvere.. se noi chiarissimo quella fottutissima  questione della coperta/preghiera.:”

Le ferite si riaprono in fretta.

“Ti ho detto che la coperta/pregh del cazzo è ed è sempre stata nel cassetto-di-sotto!”

Le isterie avevano sostituito l’aceto per l’insalata, ancora meno grassi a tavola con diet+!

l’aceto balsamico di modena ormai lo trovavi solo nei musei del parmigiano imbalsamato. Cultori del gusto, per ricavare un sapore più netto, rinchiudevano l’isterica in una botte di noce, facendola decantare per quasi cento anni.. ne bastavan due gocce per bagnar un mare d’insalata.

le coste IKEA  verranno presto raggiunte dalla marea nera.ulla-alex-katz

“Li non c’è” Larry atonoatomo.

“AAAAAAAAAAAAA!” Lucrezia svalvola.

Gli aspiratori di memoria ronzarono alla grande quella notte, forse anche i vicini potrebbero subire un turbine di dimenticanza ingiustificato, ma in quelle condizioni bisognava approfittarne, c’era un sacco di sostanza grezza da raffinare in carburanti di vario genere. Non ci si andava alla leggera in quei casi, quando c’era da succhiare la rete succhiava, incanalando tutto in tubi duri fatti di sola energia. Le teste pronte a rimbombare di nuovo.

La sofferenza? Uno straccio asciugatutto posto in una tasca presente ormai in ogni sedia del mondo. EpE modificava anche il design.

Energia pulita Emotiva, non inquina, non sacrifica, non rappresenta danno.

L’origine non conta?

La paranoia? Un ricercatissimo ragno da giardino per le vecchine stufe di stare in ansia.

Il pianto? un ottimo deterrente per l’acne.

Larry, come ogni sera dopo  l’incontro in tinello con lei, saltava sull’amaca riconnettendosi felice, enorme tela intrecciata a luce  e solitudine molesta, l’odore stantio dei piedi soprassedeva.

Quella però non fu una sera come le altre, bussarono alla porta. Lui era troppo dentro la connessione, ma ancora vigile sul lato domestico.

Lucrezia si precipitò raggiante verso l’uscio, sguardi umidi e polpastrelli veri.. Livio era un soldato postpunk.

“Ciao come stai?  che hai fatto oggi?” poi abbracci e risate calde.. uno della legione straniera.

Larry, percepiti solo gli istanti iniziali della scena, si perse del tutto nella sua buia rete, isolato, andò coricandosi nel letto di un’avvenente signora fasciata in pizzo nero.. Invidia cosce calde stasera gli avrebbe fatto passare bei momenti..

 

Agli occhi di Lu, Livio portava con sé tante particelle di colore e movimento nuovo. Dentro casa era come se vi fosse una nuova luce accesa, la vita in gran forma seduta sullo sgabello a gustar un bicchier di tamarindo.

Lei gli va giù pesante, lui risponde senza scortesia ma con distacco..

Lu con lui di fronte passava sopra a tante cose.. lei era contenta!

Le scale mobili dei gas salivano e scendevano, aria stile scalini.

“Ma che dici?!” tuonava grazioso il legionario, la sabbia su di lui incastrata, pallini gialli che epatite non erano.

Lucrezia.. una bellezza non aiutata dalla memoria che risultava ancora più esplosiva.

Pìetas latina? Una buona marca di spazzole per capelli.

Pettini che districando gentilmente i nodi rilasciano filamenti di una fibra misteriosa. Come un piccolo telaio nudo e luccicante, disponeva i capelli in maniera originale e stabile. Capigliature termoresistenti, struttura antisismica. Se un ciuffo finiva fuoriposto, il piccolo equilibrio infranto veniva subito ristabilito con movimento elastico, come se richiamato da molle interiori.

 

Larry tra-i-tubi.

Non mi ricordo più quante braccia hai..

-Sei sicuro di quante ne hai tu? Ora ti conto le costole.

Ritrovarsi connesso alla rete dei tempi, soprattutto se lo si faceva per lavoro come Larry Carter, addetto al caos livello3, era come ritrovarsi, in carne ed ossa, nel mondo di un videogioco. Luigi era sul serio tuo fratello e tu per muoverti surfavi il guscio di una tartaruga scattante.

La matematica, folle, si tracannava due birre su una piattaforma di snodo grandi informazioni. Paccottiglia porno tuttalpiù. seduta in fondo, irradiava una luce rossastra, solare. Proprio in quel momento l’algoritmo di un rutto stava galleggiando di fronte a una bonazza con le zeppe di gomma (Buffalo).

“Alla fine, le cose sono materiche perché ne percepiamo i limiti, linee e tagli, sospensione e profondità dell’immagine.”

“Se io posso far apparire un ologramma ben stagliato -una bocca di calamaro ad esempio- di fronte a qualcuno, potrei confonderlo verso l’infinito ed oltre.”

“Prendi da Bere? toystory?”

Voci da in fondo , una nebbia fatta di brillantina vaporizzata copre le teste della gente presente.

In quel frangente gli ordini di Larry eran quelli di scendere giu per il tubo un bel po’.. Attraversando vari livelli reality+ aperti al pubblico, cercava il varco verso le stanze altre.

Del tutto all’oscuro di ciò che stava accadendo in casa sua, a pochi metri dal suo corpo fisico, Larry, paffuto e viaggiante incontrava tizi sconosciuti, scambiava versi senza senso e cambiava zona..

Un unico grande essere.. ma noi che parte siamo.. Capicollo zampone filetto prosciutto.. geng.. Coda? come quasi.. >>

 

Eva Katz, compagna di vita di Alex, e sicuramente la sua più grande Musa (Erato),

Vincent Katz, loro non giovane pargolo, è poeta.

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