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Sono l’aria che talora sospira
e che al sol del mattino più dolce si fa.
Son la furia che improvvisa si adira
e che va, fugge e va
dove andrà non lo sa.
Io sono il Vento, G.C. Testoni e G. Fanciulli

L’Ariete è il primo del ciclo e non per convenzione. Il Leone potrà ruggire quanto vuole sul palcoscenico, la Vergine farci due palle così e l’Acquario menarcela con l’eguaglianza…l’Ariete sa che essere il principio è un onere ed un onore che lo rende speciale in tutto il caravanserraglio zodiacale.
È il Vello d’Oro, il tosone per il quale Giasone ed i suoi, i primi eroi della razza umana, intrapresero il primo viaggio in nave.
Gli Ariete sono i primi tra i pari, come il montone che guida il gregge. Mentre il Leone pretende di regnare su tutti gli animali, riconoscendo per lui una diversa natura, l’Ariete guida sentendosi parte della specie, pur mantenendo l’autonomia che il Leone non può avere, nutrendosi di consenso.

Feroce primavera

Quale potenza sei tu, che dal profondo
mi ha fatto sorgere nolente e lento
dai letti di neve perenne?
John Dryden, King Arthur

Il suolo è ancora duro quando il Sole entra in Ariete, la Natura ancora assonnata passa dalla rigidità invernale alla mollezza dei languori primaverili. Eppure nel tenero verde virgulto che fa capolino, alberga una forza dirompente che è Pura Vita, la forza che permette alla pianta di germinare, rompendo il seme dall’interno.

Hausbuch_Wolfegg_13r_MarsIl vento che soffia in primavera fa mrr. L’antico guerriero indoeuropeo lo riconosceva al primo soffiare. Una frequenza che solo lui interpretava coscientemente, come se fosse l’estrema eco dei tamburi di guerra. Un vento che mette a disagio tutti tranne l’Ariete, vessillo di Rama. Un vento che indica la fine della pace, coatta imposizione dell’Inverno e, dunque, la ripresa delle campagne militari. Il vento fa mrrr e più soffia più viene coperto dall’inquieto zirlare degli uccelli, dagli schianti dei palchi dei cervi maschi in lotta.
Il vento fa mrrrr e gli armeni lo chiamarono Mir, i persiani Mithra, gli indiani Marutus, i romani Marte e così nacque il dio guerriero.

Il fuoco dell’Ariete non è la conflagrazione del Leone né la brace pulsante del Sagittario: è una torcia. La fiaccola con cui i razziatori appiccano incendi durante le loro scorribande.

In sanscrito l’ariete è uranah, dalla radice ur che sta per bruciare (come Urano, il cielo che arde di stelle). Aries ed Arneios (rispettivamente latino e greco) riprendono con questa rotante l’ardere del fuoco. Ignis parente del vedico dio fuoco Agni, facile il parallelo anche con l’agnus, il piccolo della pecora immolato negli altari fiammeggianti.

Seguite il vostro tamburo;
con sangue d’uomo dipingete il suolo, rosso, rosso;
i canoni religiosi, le leggi civili sono crudeli;
allora cosa sarà la guerra?
William Shakespeare, Timone d’Atene

La primavera è la stagione delle urgenze, con le urgenze la Natura si spinge al dovere. La primavera risveglia e permette le urgenze belliche e sessuali; non a caso, Ares e Afrodite erano amanti e dalla loro unione nacque Armonia.
Idiozie orientali confondono Armonia con Atarassia, propongono un deserto da chiamare pace mentre solo in guerra si perpetua la vita. Guerra intesa ovviamente come principio eracliteo di unità dei contrari. I principi contrari, nel loro opporsi l’un l’altro, creano la dinamica alla base della vita e dell’evoluzione, la guerra è interdipendenza delle cose.
L’Ariete così si tempra nei contrasti, nella dialettica. Come la macchina d’assedio colpisce tenacemente le difese nemiche, con intensità sempre maggiore perché si deve arrivare ad un esito, sia questo una breccia nella mura o nel proprio cranio.

Sidereo e siderurgico desiderio

“L’oro è per la dama, per la vergine l’argento,
il rame per l’artigiano nel suo lavoro di talento.”
“Bene!” il Barone disse, seduto nel suo salone
“Ma il Ferro – freddo ferro – di lor tutti è il padrone.”
Rudyard Kipling, Cold Iron

La guerra è mettere a ferro e fuoco. Il fuoco dell’Ariete fa strada all’armata e occupa il nemico mentre questa passa, ma la spina dorsale dell’Ariete è di ferro.
Freddo ferro, materiale che l’uomo conobbe prima in forma meteoritica che mineraria. Infatti lo chiamarono Sider che sta per stella.
Questa scura stella spenta, donata dal Cielo per fare del male, è stato per molto tempo un materiale tabù nei luoghi sacri più ancestrali.
I Culti Matriarcali, tetre teocrazie superstiziose fondate sul sacrificio, odiavano questo ferro che, dal maschio cielo, precipitava vigoroso a penetrare il ventre terrestre. Materiale che incoraggiava i guerrieri a nutrire la terra con sangue straniero, più che con quello della loro progenie.
Così il ferro ha risvegliato urgenze, desideri (etimologicamente “dalle stelle”) che hanno fatto espandere e perire civiltà, tirando fuori l’Uomo dal guscio materno e mandandolo a inseminare tutto il globo.
L’aratro di ferro, per quanto fallicamente controverso per le sacerdotesse, era più efficiente e strumento quindi di pace.
Tra i due fiumi, Tigri ed Eufrate, le grandi civiltà agricole, guerriere e sapienziali chiamavano la costellazione dell’Ariete: il Seminatore.

Ma ecco Amore

Non v’ha bella che resista
alla vista d’un cimiero;
cede a Marte iddio guerriero
fin la madre del’Amor.
Felice Romani, L’Elisir d’Amore

Il fascino della divisa, in amore, conta quanto il fascino della divisione, del contrasto. L’Ariete è guerriero anche in amore.MarsVenus
Il suo sentimento parte da un’urgenza. La sua corte è testarda e caparbia, deve far breccia nelle difese senza inganni. Più che sedurre deve conquistare, e lo fa per onestà e rispetto dell’oggetto della sua urgenza.
Non ci sarà inganno, non ci sarà mistificazione, non mi mimetizzerò, non punterò sulle cose in comune facendoti pensare alle fole delle anime gemelle. Il nostro destino sarà dato dai contrasti, come nelle pitture più impressionanti.
Quando l’Ariete riesce poi a far breccia l’urgenza non si esaurisce, bisogna essere efficaci. L’efficienza per l’Ariete è fondamentale e la sua missione è la soddisfazione.
Chi viene conquistato da un Ariete immaturo rischia però di essere invaso dall’ingombrante montone marziale.
L’Ariete che ha invece maturato la spinta emancipatrice della sua natura ignea, che ha imparato ad amare la propria libertà invece di viverla con paura, sarà invece un esercito liberatore dalle proprie catene intime o sociali.
Ma l’Ariete però può anche essere conquistato, o peggio sedotto. L’Ariete innamorato diventa un inquieto ma fedele vassallo, l’arma del partner per affrontare i problemi quotidiani e straordinari. L’Ariete conquistato o sedotto rischia di essere frustrato da questa condizione di sudditanza, le catene non gli appartengono e lottare per l’oggetto delle sue urgenze è solo un palliativo.
L’ideale dell’Ariete in amore è l’alleanza. La complicità degli amanti alla conquista del mondo infame.

Copertina di Ste Tirasso

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