Arte e social network 2

La vendemmia

di Vincenzo Profeta
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Arte
N.30 del 4.6.2014
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Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”

Ecce bombo, Nanni Moretti.

“Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”
(Gv 8,7)

“Acidduzzu nà sò aggia o canta pi stizza o canta pi raggia”
“L’uccellino nella sua gabbia o canta per stizza o canta per rabbia”

Proverbio siciliano

È il momento del cazzate a Palermo dei preeesidiii sul webbe, è il momento della critica dal basso contro la kasta e per la gggente, della messa alla berlina su fb per creare una critica costruttiva per tutti yo yo, è il momento dove il fare artistico diventa retorico, mentre il parlare anzi lo scrivere su fb diventa il non retorico, capitelo bene lo scrivere cazzate slealmente su di una mostra non vista, lo scrivere prima, il fare il processo alle intenzioni fino all’auto-esaltazione più totale è il non retorico, così la casalinga mancata lascia la torta e la laurea nel forno e ci fa le pulci su internet accompagnata magari da qualche critico un po’ fru fru e da qualche attivista  fregato dal suo stesso egocentrismo, ma i veri fregati siamo noi tutti invece, col rischio di essere messi alla berlina su fb nuovo campo di battaglia del nulla più cretino, uccisi dalla noia e dalla paranoia di questi schiffarati, come si dice da noi a Parigi, rivoluzioni critiche che partono dal web, si fermano sul web e muoiono sul web, roba già stravista e fallita da anni in contesti molto più attivi del nostro, eppure dovreste leggere cosa scrivono e con che toni di riscossa e novità da circolo segreto intellettualoide e carbonaro, moralisti, avulsi dai luoghi che contano che sono fisici non psichici, fuori dai giochi veri, fini a se stessi, retorici nel loro fiatare, non fanno neanche parte del loro circoletto, perchè non sono neanche un circoletto del the, perchè il the non lo prendono neanche fisicamente solo sul web tutto sul web. il momento dell’ipocrisia scatta anche per Uwe  Jantsch  novello cristo che si fa ricoprire di sputi da un intera città (tutti meritati per carità) che pur di riesumare un lavoro artistico  tra i più banali mai apparsi in circolazione, sfregia una fontana del 500 quella del Garraffello, e che fa la gggente impegnata di quì sopra? Gli intellettuali che vedono i complotti degli altri e non i loro bruciando ogni coerenza al fuoco della faziosità? Lo linciano mediaticamente, si perchè la fontana non si tocca cuore di mamma, cuore di Palermo, “Palermo in serie A”, “siamo tornAti,” peccato che prima che l’austriaco artista-sporcaccione venisse denunciato per il suo “si vende “ rosso su marmo cinquecentesco, io sul bel petto di quella fontana mi ricordo un punto interrogativo nero, nessuna denuncia scattò allora, nessun tam tam su fb, mentre mi affretto a pubblicare questa fotina di pochi pixel che per caso ho trovato su google, prova dissolubile dell’ipocrisia non solo di uwe che denuncia il degrado essendo lui stesso degrado, ma dell’ipocrisia dei palermitani tutti che proprio come uwe denunciano il degrado pur essendo loro stessi il degrado, scarafaggi nelle notti estive in Vucciuria, cicaloni sui social network e divoratori ajmè di libri di filosofia (poveri libri di filosofia costretti a dare ideuzze a chi di per sè ne ha pochine) e mi ci metto pure io in questo calderone anche se palermitano non lo sono, ed aldilà delle kaste che pure ci sono e di cui persino uwe a discapito di quanto si possa pensare fa parte, diceva Longanesi che la bandiera italiana ideale doveva essere il tricolore con su scritto “tengo famiglia”,  così ci  riscopriamo tutti intoccabili con la nostra famigghia, col nostro orticello pulito e la fontana del Garraffello piena di piscio al gin tonic ricordino dell’ultimo rave e con le discutibili scritte “Uwe ti ama” a fare da contorno e  se c’è stato ed ha deturpato uwe, qualcuno glie l’ha pur consentito o no? E se non è stato il sindaco, siamo stati noi tutti col nostro silenzio e la nostra indifferenza, la nostra stupidità ed il nostro puntare il dito al momento sbagliato come facciamo ogni giorno su fb e quando le palazzine cadono, e gli speculatori edilizi arrivano ed un intero quartiere simbolo va a fanculo, devo dire che c’è lo meritiamo uwe e ci meritiamo pure i nuovi  e gli ajmè non più giovani guru ritardati della critica via web, due tipi di piaghe d’Egitto che anticipano la nostra apocalisse. Ma c’è un antidoto a tutto questo, fare più l’amore, fare il proprio lavoro bene e denunciare i vandali a tempo debito alle autorità competenti.

 

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