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-RomaVarsi+Blade. King of Graf Curated by Marta Gargiulo

La Galleria Varsi compie un anno e festeggia invitando per la prima volta in Italia BLADE, artista di fama internazionale, nome 2014-05-08 19.16.59leggendario del Writing made in New York, con la mostra personale KING OF GRAF, curata da Marta Gargiulo che ci spiega il perché di questa scelta in questo “primo anno, partito molto veloce e ricco di eventi”. “Blade e’ uno tra i precursori del movimento Writing, già dal ’72 sulla strada, nell’84 era intervenuto su oltre 5000 vagoni (cinquemila) della metropolitana di New York e dintorni… Insomma parliamo di personalità che facevano i loro primi passi negli anni in cui noi, della nostra generazione,  nascevamo, tra i ’70 e gli ’80.”

Certamente, l’abitat culturale era quello e Blade, il suo talento, l’ha potuto coltivare e condividere con altri personaggi che si facevano strada in quegli anni, come Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. Il tutto, mentre si evolveva a grandi passi una fenomeno ad esso parallelo, la Pop-Art, con il suo indiscusso maestro Andy Warol!

Ad un anno dalla fondazione della Galleria Varsi, Marta Gargiulo racconta che 2014-05-08 15.04.05proprio dal Writing  è partita l’avventura e così continuano, dando voce ed espressione a vari artisti. La mostra , che durerà fino al 26 giugno, espone diverse  riproduzioni dei lavori che attraversa un lungo periodo dagli anni 70, fino agli ultimi lavori. Lo spazio della Galleria Varsi è allestito  riprendendo lo scenario della tipica subway della Grande mela. Là, dove scorrono vagoni, e salgono e scendono moltitudini di persone. Location che meglio rappresenta la scuola  dell’artista, il sotterraneo, il notturno, il rischio e, why not?, l’illegale… L’illegale, sì. E’ il metodo che Blade adottava: scendendo nei depositi dei vecchi vagoni da demolire, e una volta finiti, anche quelli ancora in uso.

2014-05-08 18.55.25E, così facedo, fino ad arrivare a “decorare” oltre 5000 (cinquemila) treni! Sfidando la polizia, la notte, le partenze improvvise dei vagoni e il pericolo. Tutti i lavori dell’epoca sono ormai scomparsi e di essi rimangono le foto, con un giovane Blade in segno di vittoria e di compiacimento. Perciò, quelle che vediamo noi oggi sono delle riproduzioni di lavori che lui stesso svolge, ma su tela, di varie misure. Rigorosamente con lo sfondo dei treni, reinterpretandoli ed aggiornandoli.

Steven Ogburn, in arte BLADE, si lascia fare una breve intervista, senza reticenza, per i lettori di KILL SURF CITY.

Cosa ne pensi della Street Art e del Writing in Europa e, soprattutto inMarta Italia?

“E‘ la prima volta che vengo in Italia e non conosco la cultura street di questo bel paese. Ma già a Roma ho potuto vedere delle interessanti installazioni in un contesto artistico di per sé molto bello. Comunque noto che c’è un collegamento tra le varie location in giro per le città che ho trovato anche qua, come le metropolitane… intorno tutto è rivolto ai giovani, e sono questi gli spazi dove le creatività possono svilupparsi così da creare un movimento artistico globale.”

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Come lo spieghi il movimento artistico contemporaneo del Writing, tu che sei tra i principali creatori di quest’arte?

“Il Writing è un movimento che apre le porte dell’underground ad un esperienza globale.  Dagli anni ’80 è e resta un movimento attuale perché è lo specchio del nostro vivere quotidiano: dinamico, veloce, d’impatto, semplice e comprensivo!”

 

 

Perché la scelta di allestire lo spazio espositivo proprio come una subway, una stazione della metropolitana di New York?

Gli organizzatori della mostra hanno scelto di farlo, nella persona di Marta che ha ideato e realizzato questo e lo trovo molto gentile, come fosse un omaggio al lavoro e li ringrazio perché mi fa sentire come tornare alle origini.

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Cosa è cambiato nell’opinione pubblica rispetto al Writing da quando hai iniziato ad esprimerti, negli anni ’70, ad oggi a New York e anche nel resto degli Stati Uniti d’America?

Bè, la differenza è notevole, oggi considera che il Writing viene esposto  nei musei, nelle gallerie. E i lavori hanno maggiore visibilità, tanto da essere anche acquistati. Così si crea un circuito innovativo, che va dai collezionisti agli espositori, tutti sotto l’impulso della creatività. D’altra parte il Writing è stato compreso perchè ha avuto nomi molto importanti che negli anno 80 sono entrati in un circuito completamente nuovo che era quello della comunità dei collezionisti. Dagli 80 non più persone provenienti dal ghetto ma anche quelle di altri strati sociali, che  avevano il desiderio di comprare, lavori d’arte figurativa, o interessate al Writing in particolare iniziavano ad uscire allo scoperto. La differenza sì, e tanta  tanti cambiamenti ancora vedremo.

 

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