Breaking Bad

Majestic though in ruin

di Roberto Sajeva
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N.4 del 13.11.2013
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Dal Ciel come cadesti, o Stella del Mattino?
(Isaia, 14:12)

Br e Ba, bromo e bario, sono gli elementi capitolari del titolo di questo serial. Bromo vuol dire puzza e bario vuol dire pesante, sono dunque parole che evocano alla mia fantasia il tema fondamentale della serie: la corruzione, del corpo e dell’anima. Perché è nel moto armonico tra l’avanzare e il recedere ora del cancro, ora della cattiveria, che viene pennelleggiata quest’opera maestosa.
A questi due elementi voglio affiancarne un terzo, per marchiare la lettura che in quest’articolo si vuol dare a Breaking Bad: lo Zolfo.
Zolfo che in inglese è la brimstone, la pietra dell’orlo, l’orlo del cratere. L’elemento diabolico per eccellenza, e non è certo una forzatura affiancare il diavolo questo breaking bad, quest’irrompere nella cattiva strada.

L’Inferno e i suoi abitanti

Messico e nuvole,
la faccia triste dell’America
Paolo Conte

La cultura anglosassone pecca di un forte manicheismo, specialmente  quando, se loro han da rappresentare un altare di Virtù al Disegno Divino…han da trovare in altro un contraltare di vizi per uno scarabocchio luciferino.
Per esempio per gli inglesi l’Italia è stata il paese di delitti basati sull’intrigo machiavellico, sul diritto maramaldesco, sull’ipocrisia cattolica e chi più ne ha più ne metta.
Gli States hanno ereditato quest’impostazione.DB-f108r-d2l
L’America Latina, “il cortile di casa”, e in particolare il Messico, è vista come un mondo di forsennata violenza, un’Alta Parte dove Natura e Uomini sono agitati da una folle febbre. C’è da ammettere che la cronaca ci parla di un’America Latina dove la vita umana ha veramente scarso valore.
Nella serie i messicani sono autori di delitti truculenti ed efferati, non distanti dalle torture infernali immaginate dall’Uomo nel corso della Storia.

Dal cielo brunito alla terra rugginosa, dalla tostatura impietosa delle pelli alla tetra miseria degli edifici, in Breaking Bad il Messico è presentato come se fosse sul serio l’Inferno in Terra.
La fotografia è eloquente: la luce ambientale non ha fonte, gli esterni appaiono come immersi in un estremo, dilatatissimo tramonto senza sole. Sembra un incubo di Boetticher, e non mi riferisco al nerd della serie Gale Boetticher ma a Budd, regista di western che in Breaking Bad ha ricevuto più dell’omaggio al cognome.

Cavallo Pazzo

Via e via e via e via,
valli e monti esso varcò.
Il re scendere vorrìa,
ma staccar non se ne può.
da Giosuè Carducci, La Leggenda di Teodorico

cavallopazzoIl primo diavolaccio arriva dal Messico subito dopo i primi delitti del protagonista.
Tuco Salamanca, uomo di un Cartello della Droga, è incontinente e matto come un cavallo, e ricorda quello demoniaco che trascinò Teoderico giù all’Inferno. Tuco infatti rapisce Walter White, chimico divenuto grande cuoco di metanfetamina, per portarselo in Messico, per farlo trapassare in quell’Altrove in cui il protagonista era atteso per una nuova terribile vita come schiavo del Cartello, a vivere lontano dai suoi affetti e immerso in quelle colpe che, almeno all’inizio, compiva solo in funzione di quegli affetti.

Thaumiel

Così si fosse pur degnato il cielo
di gemellarci anche nella morte!
da William Shakespeare, La Dodicesima Notte

thaumielIn una delle scene più impressionanti dell’intera serie, due giovani gemelli ispanici giungono in un miserabile villaggio messicano. Scesi dalla loro vettura, si mettono a strisciare a terra (Super pectus tuum gradieris et polvere comedes cunctis diebus vitae tuae), unendosi a decine di contadini in un’inquietante processione verso il santuario della Santa anzi Santissima Muerte, perché il cattolicesimo, così come nel mediterraneo ha fatto propri certi riti pagani, in Messico ha integrato macabri culti precolombiani.
Questi due fratelli sono cugini di Tuco, agenti di vendetta, inesorabili e silenziosissimi guerrieri armati d’ascia, che seguono un Canone dal sapore primordiale.
Ricordano gli dei gemelli Kratos e Bia (Potere e Violenza) che, nel Prometeo Incatenato, presiedono alla vendetta contro chi aveva osato violare l’Olimpo.
Inserire dei gemelli (in questo caso “dei” è preposizione articolata) in una trama ha sempre avuto facile presa. La nascita di gemelli ha sempre suscitato vocazioni mistiche nell’Uomo. Anche nella Cabala si parla di “Dei Gemelli”, Thaumiel. Sono la diarchia demoniaca, i due Principi della Divisione (due è il numero dell’antitesi e dell’assenza di sintesi), e rappresentano l’archetipo oscuro dei gemelli, oscuri Dioscuri, i Cabiri che abitano fucine sotterranee.

 Il Giaurro

L’immagine di una  perversa abominevole colpa
vive nei suoi occhi; quel suo aspetto chiuso
mostra l’umore d’un animo molto turbato
da William Shakespeare, Vita e morte di Re Giovanni

giaurro - schedoniGustavo Fring è uno dei personaggi più drammatici di Breaking Bad. Se molto nella serie sembrerebbe importato dalle tragedie greche o shakespeariane, questo fuligginoso cileno (di cui non conosciamo il vero nome, né la ragione per cui lasciò il Cile, né granché d’altro se non la tragica morte del suo compagno) ricalca il modello degli “uomini fatali dei romantici” di cui Mario Praz fa l’identikit: “la misteriosa origine, che si congettura altolocata, le tracce di spente passioni, il sospetto d’un’orribile colpa. […] V’è decisamente qualcosa del Satana di Milton”.
Effettivamente come il Satana di Milton Gustavo Fring “getta attorno i suoi sguardi funesti, che testimoniano immensa afflizione, e sgomento commisto a odio tenace, a inflessibile orgoglio, ed è come il cupo monaco Schedoni, personaggio di uno di quei romanzi tardo settecenteschi in cui l’Italia stava all’Inghilterra come il Messico oggi sta agli Stati Uniti:
“ La sua non era melanconia d’un cuore sensitivo ferito, ma apparentemente quella di una tetra e feroce natura. […]Mestizia e severità abituali predominavano nelle profonde linee del suo volto, e i suoi occhi così intensi, che con un solo sguardo parevano penetrare nel cuore degli uomini e leggervi i segreti pensieri.” (da Italian, or the Confessional of the Black Penitents, di Mrs Radcliffe)

 

Lo Storpio

Lo ‘mperador del doloroso regno
da mezzo ‘l petto uscia fuor de la ghiaccia
Dante, Inferno

lostorpioBrutto, sporco e cattivo è Hector Salamanca, lo zio di Tuco e dei gemelli. È il cattivo assoluto, spietato educatore dei suoi nipoti a quel perverso Canone in cui “la famiglia è tutto” e il resto vale niente.
Tutte le sue atrocità sembrano però aver avuto un prezzo, quello che oggi piace chiamare “Karma“, ma che a me occidentalista non convince perché il Karma è giustizia senza soddisfazione. Tra l’altro in Breaking Bad gli Autori-Dio si son prese tante, tante soddisfazioni nell’architettare il tutto.
Questo vecchio boss del Cartello ci viene presentato da subito paralizzato da un ictus. Comunica attraverso un campanello da reception fissato alla sua sedia a rotelle. Il suo ceffo è continuamente sconvolto da tic, è prigioniero nella fortezza del suo stesso corpo di cui non è padrone, come Satana incatenato nell’Inferno.
Le deformità, i limiti fisici, sono simbolo di una minaccia: il seme del non umano che cresce nell’umano cambiandone la Natura, rendendolo Altro, abitante dell’Altrove.  Anche Walt diceva di fare tutto per la Famiglia e quei crimini marciavano mentre il suo corpo marciva, a causa di un altro alieno densissimo di significato: il cancro.

Il Caduto

«Il mio nome è Ozymandias, re dei re:
ammirate le mie opere, voi Potenti, e disperate!»
da Percy Bysshe Shelley, Ozymandias

ozymandiasC’è un bellissimo episodio intitolato Ozymandias in cui Walt, praticamente a un passo dal pagare le estreme conseguenze, si trova solo e derelitto nel deserto, come le rovine dell’impero di Ramesse il Grande, appunto Ozymandias, assurto a simbolo della vanità degli uomini nel sonetto di Shelley citato qui sopra.
Il Tema della Caduta è forte e antico, facile sarebbe chiamare in causa la ybris dei tragici greci, altrettanto facile che continuare a seguire la puzza di zolfo come farò io.
Walt è un genio luminosissimo della chimica, fondatore di una società che abbandonerà ritrovandosi però tra gli stenti economici (“Oh, sei tu forse…ahimè, come caduto! Come diverso da colui che nei regni felici della luce ravvolto di splendore trascendente superava perfino le più fulgide miriadi”, dal Paradiso Perduto di Milton). Questa condizione di caduta coltiverà in lui la frustrazione che, con la scoperta del cancro, farà mettere in moto tutta la trama della serie.
Costruirà un grande Impero infernale, sfiderà il Diritto Precostituito facendo della Caduta un’Apoteosi.

Samael

Che più ti resta? Infrangere
anche alla morte il telo,
e della vita il nettare
libar con Giove in cielo.
da Vittorio Monti, Al signor di Mongolfier

 SamaelIl nome del serpente dell’Eden è Samael. Vuol dire “Veleno di Dio” e non è solo il Tentatore ma un intero mondo. Uno scarto della creazione, uno mondo abortito. Per essere precisi è il mondo dell’intossicazione. Con Veleno di Dio si intende tra l’altro la differenza che passa tra il Mondo delle Idee e il Mondo Materiale, il cabalismo si è sviluppato molto dal neoplatonismo. Insomma chi pratica la magia passa spesso e volentieri attraverso Samael, assume cioè veleni o droghe che dovrebbero aprire la mente ai mondi superiori o inferiori. La droga è grande protagonista e fomite della trama di Breaking Bad, è l’opera alchemica di Walt che però preferisce inebriarsi nell’Opus più che nel prodotto in sé.

Cosa è più luciferino della Scienza? Avvocati del Diavolo erano quelli che usavano la scienza per spiegare i miracoli nei processi di canonizzazione. Il caso del Dottor Jekyll è la storia di chi sfida Dio e Natura attraverso la Scienza. La Torre di Babele è la tecnica punita e così via.
Walt è un chimico geniale, vede i massimi sistemi, osserva il mondo dall’alto e dall’interno, ragiona con gli Elementi che fondano la realtà e dunque diviene, fisiologicamente, ostile all’imperfezione e si ribella e nella ribellione cerca di coniugare la sua intima soddisfazione con il senso della famiglia.

Il Ribelle

Salute , o Satana,
o ribellione,
o forza vindice
della ragione!
da Giosuè Carducci, Inno a Satana

L’errore che fa, cercando di spezzare il circolo vizioso di compromessi (il lavoro, la routine, ecc), è quello di fare altri compromessi, di non sposare mai abbastanza una strada precisa (sia essa quella della soddisfazione personale o quella della “giustizia”).
Il mondo è avvelenato ed è difficile temperare il desiderio di rivalsa ed emancipazione dell’individuo con il contratto sociale, con la famiglia. Mio padre mi ha sempre ripetuto uno degli slogan della sua generazione “La famiglia è repressione, ariosa e gaia come una camera a gas”. Ed è Cabala. La famiglia è incarnazione (?) sociale delle forze centripete dell’Universo, è l’aggregazione, la condensazione. L’Uomo in Rivolta è invece la disintegrazione, le forze centrifughe, l’entropia.

 

Il Cancro

Un’unica infezione invade
gli omeri, il collo, la bocca, le braccia,
il petto, le spalle, i fianchi, le natiche, il ventre, l’inguine, i polpacci:

il corpo è tutto una ferita,
da esso scorre un biancastro marciume; coagulato
dappertutto gocciola il sangue: non c’è nessuna tregua alle sofferenze
Da Poliziano, Sylva in scabiem

Oriana Fallaci lo chiamava “l’Alieno”, è qualcosa che è difficile accettare come parte di sé. È qualcosa che cresce senza senso, serve solo a stravolgere l’organicità, l’equilibrio della nostra macchina corporale. Il cancro è come un’emozione, che per etimo è qualcosa di estraneo, la avvertiamo proprio perché estranea agli altri moti dell’anima. Come il cancro genera le sue metastasi, così le emozioni contaminano ogni aspetto della nostra vita, fronteggiano la ragione e non si capisce chi tra Emozione e Ragione abbia usurpato il trono all’altra.
Come tutte le religioni ci insegnano, la Luce è arrivata a dare ordine ad un Caos preesistente, quindi l’Emozione regnava prima, come la Notte dalle Ali Nere. Non per far poesia ma si potrebbe dire allora che il Cancro è materia primordiale, forza selvaggia della riproduzione cellulare, il MEMENTO ruggente di una Natura che ci vuole ricordare sempre che l’ombra che ci lasciamo alle spalle è sempre pronta a rivendicare la sua primogenitura. Goethe ci dice di riconciliarci con l’ombra.
Anche la veglia della ragione genera mostri e a volte della ragione il sonno può generare bei sogni.
Breaking Bad è il tentativo schilleriano di un uomo di riconciliarsi con la propria ombra, in un Mondo in cui l’Uomo è così abituato a stare solo in compagnia…da non sopportare il Buio perché il Buio ricorda alla parte del cervello ereditata dai rettili che soli non siamo, e non parlo di entità esterne a noi, ma di alieni che ci crescono dentro e che dobbiamo combattere o integrare, scegliendo quindi se diventare o no “un urlante Abbadona in mezzo ai fiori del felice mondo”.

E se quindi il mio stuol vinto cadeo,
il tentar l’alte imprese è pur trofeo.

Ultima

 

Copertina di Rino Lionetto
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