Capricorno

Ghiaccio e disagio

di Alessio Mirante
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N.10 del 26.12.2013
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Se son rose fioriranno,
se son rovi pungeranno.
Michele Besso

Il Capricorno cova. Nel bene o nel male, ogni Capricorno custodisce qualcosa che presto o tardi germoglierà. Si tratti di una segreta passione, di un progetto di vita o di un’alienazione mentale…qualcosa lievita nel forno del Capricorno.
Raramente ho avuto buoni rapporti coi nati di questo segno. In quanto Ariete ho in comune con loro un’intensa testardaggine nonché l’istinto tutto caprino di salire in alto. L’atteggiamento verso la scalata è però totalmente diverso. Non è solo questione di intraprendenza e di relazioni con l’esterno. Il Capricorno è mezzo pesce, c’è qualcosa che lo chiama verso l’Abisso.
Vetta e Abisso sono entrambi luoghi dello Spirito, ci si arriva per due strade opposte: la conquista e l’abbraccio, il dominio o il disperdersi. Il Capricorno ha sì dunque tendenza a imporsi SUL ma anche di integrarsi NEL Mondo.

Buonanotte

Ora l’aria tace, salvo ove il pipistrello debole di vista
con breve acuto stridio svolazza sulla sua ala di cuoio.
W. Collins, Ode alla sera

Nel corso dell’anno il Sagittario è come un camino che va a spegnersi, il Capricorno arriva quando tutta la legna è diventata cenere, io ho sempre freddo e sono triste e stanco.Theodore-Roosevelt_National_Park_winter
Il Capricorno è segno assai notturno di Vita nascosta ma tenace. La sua inerzia è solo apparente, in realtà cova e, sebbene sia l’inizio della Notte Invernale, è col Capricorno che la luce diurna riprende a conquistarsi giorno dopo giorno qualche minuto sul campo di battaglia.
La Natura si chiude in sé per far maturare la Luce interiore che dovrà poi irradiare il mondo. Sotto l’arida crosta terrestre il nucleo magmatico si agita e fa pressione sulla superficie. Quando questo accade la crosta si crepa, si rivela qualche bagliore del vastissimo mondo interiore del Capricorno, per il resto inaccessibile quanto una Vetta e insondabile quanto l’Abisso.
Qui si trova il fascino del Capricorno, in questo Mistero Custode, che ogni tanto dà indizi, o illusioni. Ci sono Capricorno che si declinano in squallide casseforti, altri in densa nebbia birichina, altri in funerei sudari e altri ancora in mistiche notti con poche tremule stelle insidiose, che non permettono d’orientarsi.

Fair is fool

Se dunque la luce che è in te è tenebra,
quanto grande sarà la tenebra?
Vangelo secondo Matteo, 6:23

L’impenetrabilità della materia è la base fisica della Solitudine Esistenziale. Il Capricorno, con la sua dura crosta di ghiaccio, rappresenta questa Solitudine e non ci fu mai nella storia uomo più solo del Capricorno più famoso e importante della storia: Gesù Cristo.
Sia carne che pesce, sia Vetta che Abisso, era come noi un sacco di carne, materia opaca, ma covava in sé la Luce. La covò fino a trasfigurarsi in Essa.Brooklyn_Museum_-_Jesus_Goes_Up_Alone_onto_a_Mountain_to_Pray_(Jésus_monte_seul_sur_une_montagne_pour_prier)_-_James_Tissot_-_overall
Capricorno è un segno doppio che ha in sé un principio di polarità che lega la luce esperibile il più vicino possibile al Sole, sulla Vetta, alla tenebra vivibile lì dove mai un raggio giungerà a rischiarare le profondità abissali. Senza scomodare il Tao e altre fiacchezze orientali, nella Luce v’è comunque tenebra e viceversa. Apollo solarissimo e veggente era spietato e accecante, Dioniso tenebroso e confusionario sapeva essere tenero e nella sua ebrezza alcolica l’Uomo ha sempre trovato illuminazioni forse più confortanti che negli oscuri oracoli delle Sibille votate ad Apollo.

È l’eterna formula della vita che qui viene espressa. Quando si offre all’occhio lo scuro, esso esige il chiaro; Chiede invece l’oscurità se gli si avvicina il chiaro ed è in questo modo che rivela la sua vitalità, il suo diritto ad afferrare l’oggetto nel produrre con la propria attività qualcosa che è opposto all’oggetto. (da Goethe, Beiträge zur Optik)

Nell’intima penombra dionisiaca è covata l’epifania, la rivelazione interiore del Capricorno, il seme della nostra aurora interiore.
L’Ombra ci inquieta, spegne il senso su cui facciamo più affidamento e amplifica gli altri, ci dà così l’impressione di non essere soli ed effettivamente nella Notte, come nel buio degli angoli di casa nostra, c’è qualcuno che ci attende.

Panico? Il terror ed il timor panico sono legati etimologicamente al dio Pan, che è il segno del Capricorno vero e proprio, come la capra Amaltea (simbolo sacrificale che tornerà in Cristo capro espiatorio per eccellenza) è la costellazione del Capricorno. Pan è dello stesso ambito del dionisiaco, anzi ancora più primordiale. È la vertigine che dalla gola ci catapulta all’interno buio della nostra memoria genetica più ancestrale. Che cazzo c’è nel Buio, l’Erebo sposo della Notte dalle Ali Nere? Da questo matrimonio sono nati Morte, Miseria, Sonno, Biasimo, Vendetta, Discordia, Vecchiaia, Inganno, Condanna e Morte Violenta. Figli della Notte e del Buio però sono anche Amicizia, Giorno ed Etere (il cielo supremo della purissima luce).

Der_Daemon_Baphomet

La Luce sorge dalle Tenebre dunque, ma oltre questo pantheon di astrazioni v’è Lucifero, notissimo portatore di Luce, con tutto il suo

pandemonio grottesco e bestiale di chimere e mostri deformi, tra cui ovviamente anche la Capra. C’è tutto un bitume satanico nel segno del Capricorno, e non scomoderò la Cabala per tutte le convergenze tra Messia e suoi avversari.

Il Capro Espiatorio, per quanto innocente, viene effettivamente caricato d’ogni aborto purgato via, catalizza ed integra il sé il Male. Integra. È uno scacciato, un esiliato, un caduto.

La Fatica

Macché vita!
Macché sogno!
È Saturno!
A. Arbasino, Il Principe Incostante

Il Pianeta del Capricorno è Saturno, Dio esiliato, astro dei limiti umani e delle difficoltà.

The_Mutiliation_of_Uranus_by_Saturn

Il Capricorno la fatica se la porta dentro. La sua doppia natura non fa di lui un anfibio ma un disadattato sia in terra che in acqua, non c’è un’ambiente naturale per lui.
Non è come l’albatro di Baudelaire, goffo in terra ma gagliardo in aria.  Saturno lo fissa nel disagio.
Il simbolo di Saturno è composta da una croce (la materia) e da un’iperbole (eco della falce con cui Saturno-Crono evirò il padre Urano) rivolta verso il basso. L’Iperbole è questo tendere, tendere infinito verso un obbiettivo e non raggiungerlo, è il fantasma geometrico dei paradossi di Zenone (la gara di corsa tra Achille e la Tartaruga, la freccia che non raggiungerà mai il bersaglio perché prima dovrà attraversare infiniti punti).
Fatica. Per quanto la Capra potrà inerpicarsi il Pesce la chiamerà sempre alle sue esigenze. Per quanto il Pesce potrà inabissarsi la Capra lo chiamerà sempre al suo anelare.

Ma ecco amore

Concedere te stesso ti mantiene te stesso,
e devi vivere, disegnato dalla tua stessa dolce arte
Shakespeare, Sonetto XVI

Difficile è per il Capricorno aprirsi. In certi capricci astrologici rinascimentali la metà acquatica del capricorno è rappresentata non da una coda di pesce ma da una conchiglia di paguro, a rafforzare allegramente il significato simbolico di questo segno. Uscire dal guscio ed esporsi, assecondando quindi in prima battuta il desiderio d’avventura della parte caprina. La Curiosità e l’Amore sono rispettivamente la pince e la fourchette à escargot per sgusciare e consumare il ritroso capricorno.Escargotbordeaux

Ho seguito malgrado me queste lugubri grida,
non so quali rimorsi agitavano i miei spiriti
P.J. De Crebillon, Electre

Il Panico di prima con l’aggiunta dei rimorsi, ovvero del passato che viene covato e ricovato, del continuo ruminare bocconi aspri. La capra, sebbene forte di stomaco, ha un caratteraccio ed è testarda tanto nel tirare avanti quanto nell’impuntarsi a non muoversi. Quando il capricorno si lascia alle spalle qualcosa, questo qualcosa finisce dal Conscio della Vetta all’Inconscio dell’Abisso, il Capricorno è anche segno di sedimentazioni, di stratificazioni. Ogni storia d’Amore è per questo segno un’Era Geologica, uno strato con un colore ed una consistenza proprie e diverse da ciò che segue e ciò che precede. Come in geologia gli strati denunciano tutte le immersioni e le emersioni di un’area, quindi se una storia era sorta, per esempio, dall’intraprendenza caprina e poi inabissata per profonde riflessioni ittiche o se, viceversa, l’amore era nato nei retropensieri abissali per poi manifestarsi con grandi sconvolgimenti tellurici in una vasta e imponente cordigliera.
Il punto deve essere sempre quello, per il Capricorno come per gli altri segni: l’equilibrio e la sintesi. Temperarsi ed essere

profondamente onesti con sé stessi per poterlo essere con gli altri.

In Amore il nemico del Capricorno immaturo sono i rancori, quando è maturo è invece la pericolosa vocazione alla passività, a non

tenere il punto abbastanza. Vetta e abisso, terra e pelago non devono fondersi in spiaggia, il Capricorno troppo risolto nella sua doppia natura rischia di farsi fango. Invece le due nature devono restare unite senza compenetrarsi e inquinarsi l’un l’altra, farsi dunque scoglio in mezzo al mare, apparentemente solitario ma ben ancorato alla terra come tutti gli altri scogli e a questi uniti dal continente liquido che è il Mare Oceano. Ogni Opera al Nero arriva all’Opera al Rosso.

 

Non più che roccia in mezzo al mar furioso
il cuor costante teme o paventa il pericolo.
Versi riportati nel ritratto di Sir John Luttrell,
opera di Hans Eworth

Immagine di copertina: Disegno di Al Folo, Colori di Marco Montironi
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