Cold Tunes: Danimarca

Musica per organi freddi

di Marco Sciarrino
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Musica
N.23 del 26.3.2014
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Quest’anno visitate Copenhagen, ma saltate musei, sirene e fabbriche di birra. Il periodo consigliato per trascorrere le vostre vacanze nella capitale del Paese più felice della Terra è la settimana a cavallo di Ferragosto. Il motivo? A parte il Copenhagen Cooking vietato però ai diabetici, in quei giorni, aprite le orecchie, si tiene uno degli eventi di musica elettronica più importanti d’Europa: lo Strøm festival. Quasi duecento artisti danesi e internazionali si sfidano a colpi di bit per le vie di Copenhagen. I parchi della città, per otto giorni all’anno, si trasformano in workshop dell’elettronica a cielo aperto: potete partecipare a masterclass e convegni, assistere alla lezione su come si usa un Pad, persino apprendere i fondamenti della cultura elettronica scandinava direttamente dai Pan Sonic. Il cerchio si apre e si chiude con due monumentali concerti organizzati da Mike Sheridan, ovvero l’enfant prodige dell’elettronica danese, e dalla Red Bull Music Academy. Dovete pagarvi solo l’aereo, l’albergo e i butter cookies. Lo Strøm è gratuito.

Sito dello Strøm festival

http://www.stromcph.dk

Nel 1995, con Exit Planet Dust, i Chemical Brothers figliano l’ennesimo imbastardimento ben riuscito della electronic body music: prende piede la generazione dei beater. Un anno più tardi, il regista Danny Boyle piazza prima dei titoli di coda di Trainspotting Born Slippy degli Underworld, dando così in pasto alle masse la nuova frontiera della trance europea. Questo per dirvi che mentre di là giocavano a inventare nuovi generi elettronici e a firmare le colonne sonore dei film cult, di qua, in Danimarca, sembra che gli anni novanta non siano mai arrivati. Quel poco che sono riuscito a scovare si assopisce sugli allori del plagio stilistico: nulla di nuovo rispetto al resto d’Europa, e quel poco è peraltro fatto male. Un esempio? Ecco, dovevate avere non più di diciassette anni, essere assidui frequentatori delle discoteche italiane, stare lontani dai Nirvana e conoscere la programmazione settimanale di MTV a memoria per piacervi i Safri Duo. E citare i chimici e gli Underworld non è certo un caso. Se a questi due affiancate The Rhythm Of The Night di Corona, infatti, avrete l’indimenticabile hit dei Safri Duo: The Bongo Song, il circo delle percussioni. È il duemila e i Safri Duo si rivelano una cometa: a tenere in piedi la baracca ancora per quattro anni sono proprio i quindici remix di The Bongo Song.

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Played A-Live (The Bongo Song) di Safri Duo

Curiosità numero uno: la Danimarca ha una lunga tradizione di diggei. Kenneth Bager e Anders Trentemøller, prima di pubblicare i rispettivi dischi di debutto, hanno trascorso dieci anni a remixare brani. Come loro tanti altri, e facendo un giro su Soundcloud Denmark troverete le versioni chillout di alcuni pezzi di Peter Gabriel e George Michael: delle chicche, fidatevi. Partiamo proprio da questi nomi: Bager e Trentemøller. Bene, questi due signori sono i pionieri dell’elettronica danese. Bager debutta con il premiatissimo Fragments From A Space Cadet (Music For Dreams, 2006) di cui ricorderete sicuramente il brano The Sound Of Swing. Il disco alterna note ballabili in puro stile Ibiza a piccoli capolavori downtempo. Bel disco, insomma. Trentemøller debutta nello stesso anno con The Last Resort (Poker Flat, 2006). Ho parlato di quest’ultimo a gennaio, quando mi chiedevo chi fosse mai Trentemøller. La risposta, sappiate, è sempre la stessa. Ora, Bager e Trentemøller rappresentano il meglio che possiate ascoltare proveniente dalla Danimarca. Non solo rappresentano il meglio dell’elettronica danese, ma ne simboleggiano anche le due facce: il primo è adatto ai festini estivi, il secondo può andare bene la notte, quando rimanete da soli in compagnia della vostra ragazza. Curiosità numero due: in Danimarca le etichette, perlomeno quelle indipendenti, sono quasi tutte ad personam. A monopolizzare il mercato elettronico danese è la Playground Music Scandinavia, con sedi sparse per tutto il Nord Europa. Chi rimane ai margini del mainstream, per volere o necessità, si affianca a un’etichetta tedesca oppure ne fonda una propria. Un esempio? Music For Dreams è l’etichetta di proprietà di Kenneth Bager, così come In My Room è quella di Trentemøller. Music For Dreams però, a differenza della seconda, fa mecenatismo. Se scorrete il roster di quest’etichetta, oltre a tutti i dischi pubblicati da Bager, troverete gli ultimi quindici anni di underground disco danese.

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The Sound Of Swing di Kenneth Bager

Trentemøller credits  Kristian Bertel

 

 

 

 

 

The Very Last Resort di Trentemøller

 

Uno di quelli fa pubblicare i propri dischi alla Playground Music Scandinavia è Mike Sheridan, classe 1991. Il suo primo album I Syv Sind (Playground Music Scandinavia, 2008) ha regnato per più di due mesi nelle chart danesi. Eppure, non si tratta del compagno di scuola di Avicii, tutto l’opposto. Sheridan è oscuro, quasi ti chiedi che tremenda infanzia abbia mai avuto questo ragazzo. I Syv Sind è un ottimo disco techno: minimal al primo impatto, poi dilaga in zona ambientdeepdub. Meglio dire che Mike è il nipotino norreno di Andy Stott, ecco. A Sheridan mi sento di affiancare, per genere e vivacità, Lulu Rouge. Lulu Rouge è il moniker di due diggei che mi hanno tenuto incollato a Spotify per una settimana: il loro Bless You (Music For Dreams, 2008) è caldamente consigliato.

Mike sheridan

 

 

 

 

 

 

 

 

I Syv Sind di Mike Sheridan

lulu rouge

 

 

 

 

 

 

 

Bless You di Lulu Rouge

Alzo il tiro, ovvero i bpm, per citare tre nomi. Il primo è quello Troels Abrahamsen, folksinger riciclato alle manopole, anche lui proprietario dell’etichetta che pubblica il suo Bipolar (Monster, 2013): alternative dance, vocalismo impeccabile, ricorda il compianto Drums Of Death. Il secondo è Kasper Bjørke, la metà di una coppia di remixer che ascolto assiduamente da qualche tempo: i Filur. Mollati i Filur, Kasper ha esordito con In Gumbo (Plant Music, 2007) guadagnandosi un contratto con la Sony fino al 2015. Si tratta di dance elementare, orecchiabile, un buon disco per i lunghi tragitti in auto. Il terzo nome è WhoMadeWho, forse il prodotto disco più esportato dalla Danimarca. Knee Deep (Kompakt, 2011) e Brighter (Kompakt, 2012) scorrono che sono una meraviglia.

Troels Abrahamsen credits Rasmus Weng Karlsen

 

 

 

Bipolar di Troels Abrahamsen

Kasper Bjorke credits Michael Falgreen

 

 

 

 

 

Liquid Propagnosia di Kasper Bjørke

WhoMadeWho

 

 

 

 

 

Every Minute Alone di WhoMadeWho

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