Cosmo

Disordine e derivati

di La Fleur
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Musica
N.3 del 6.11.2013
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Frontman del trio pop-post-punk Drink To Me, Marco Jacopo Bianchi, va ‘solo’ col nome d’arte Cosmo. L’esordio quest’anno, con ‘Disordine'(42 records) tra cantautorato d’avanguardia, pop radiofonico, metafisica e smarrimento elettronico, personale ed etereo. L’abbiamo beccato su Skype per una lunga chiaccherata. 

 

1 cosmo

 

Il motivo per il quale ti faccio quest’intervista, ed il perché io abbia scelto te va palesato. Mi ero disinteressato dall’angosciante filone cantautorale che in italia è andato per le lunghe negli ultimi anni; sai ste chitarrine e ukulele del cazzo, barbe lunghe, magliette a righe, storie di periferia: poi arriva il tuo disco. Una folgorazione, la speranza ritrovata. Qualcuno ha rispolverato i sintetizzatori, e canta pure in italiano! dunque? Dopotutto, salvo la componente italiana, il tuo lavoro non si discosta poi tantissimo dalla contaminazione pop-electro-punk dei Drink To Me…

Ebbè, i Drink To me. Ogni passo che faccio è sempre abbastanza legato a quel che ho fatto prima. Non faccio mai salti a caso; si evolve tutto nella mia testa

 

Consideriamo proprio quel passato con i Drink To me. Solista. Lo sai che il tuo disco ha un richiamo piuttosto estero, dunque… perché l’Italia? in un momento così qualcuno lo riterrebbe un suicidio discografico.

Mi rendo conto che quel che faccio suona esterofilo, la musica che mi ispira arriva da UK, USA e Germania, ed è chiaro che la mia produzione va da quelle parti, come così era coi Drink To me. La scelta dell’italiano è una scelta di ‘rottura’, una sfida che ho dentro. Introdurre modifiche di linguaggio. Penso agli anni 90, a quel che successe coi Marlene Kuntz, quando importarono quel chitarrismo in Italia, che di italiano non aveva niente, eppure hanno smosso le acque, portando un pubblico ampio ed un suono nuovo. Vorrei fare una cosa simile, ‘svecchiare’ il mio paese. Poi il motivo che mi ha portato a qusta scommessa è anche privato, cioè, son sposato in Italia, mia moglie ha un ristorante, sono aapena diventato papà; il pensiero di viaggiare all’estero è una prospettiva lontana.’ Ho provato a comporre in italiano, c’ho preso gusto, ed i miei compagni dei Drink To me mi hanno spinto. Le etichette hanno risposto con entusiasmo e vado avanti. Sembra funzionare.

 

3 cosmoTorniamo a questa spinta cantautorale degli ultimi anni. Questo ritorno degli standard del cantastorie anni 70 italiano. Dove sei?

Ho comprato e ascolto Brunori, mi piace Dente, mi piace il mood delle Luci della Centrale Elettrica. Non mi sento lontano dal cantautorato, non ho pregiudizio.

 

Le tue canzoni, ridotte all’osso, sono effettivamente suonabili a mò di cantautore con una chitarra sola.

A me interessa proprio il suono, la produzione. Presentarmi come cantautore è provocatorio, a me piace Dente, però mi rendo conto che non è quello che voglio fare io e che non può essere l’unica via per la musica italiana

 

È proprio questo che ho apprezzato. E’ un disco con tanto spazio per la musica. Non succedeva da un po’. Leggo il nome di Andrea Suriani (Colapesce, I Cani, Fast Animals and Slow Kids) per quanto riguarda gli arrangiamenti. Cosa è successo?

Andrea è bravissimo, ha preso i pezzi come fossero suoi, con il cuore. Ha arrangiato certe parti ritmiche, facendo quel che secondo me manca proprio alle produzioni sopracitate: cioè un’attenzione maniacale del suono. Non mi interessavano quegli stilemi rock filo anni 90. Volevamo una produzione grossa. Anche quando creavamo una singola cassa, sovrapponevamo 5 casse diverse. Anche in un singolo clap di mani c’è un generatore di white noise ed un altro piccolo clan (qui abbiamo cominciato a menarcela su roba da musicisti nerd appassionati di produzioni, che a voi potrebbe risultare noioso, ma io mi ci flasho un macello). Tutto è curato nei minimi dettagli…

Mi sono arrivate anche critiche tipo ‘le basi son banali, è facile fare così’

 

Hipster del cazzo

Eh…

 

Come vedi l’Italia e l’Europa tra 15 anni?

Porco cane… l’occidente è in declino, è un momento di saturazione paurosa. La festa degli anni 70 è finita, l’oriente assume un ruolo più importante. Penso che l’europa diventerà la periferia del sistema economico mondiale. In italia immagino di nuovo famiglie allargate, vivremo di nuovo tutti insieme, nonni, figli, nipoti.. nella stessa casa. Sta già succedendo…

 

4 cosmoSei un grandissimo fan di Battisti, lo dimostrano le tue rivisitazioni di ‘Io ti venderei’ ed ‘Abbracciala Abbracciali Abbracciati’. Immagino che Anima Latina ti sia piaciuto tanto (conferma). Se dovessi prenderti un lungo soggiorno, volto a un disco, o ad altro, dove andresti?

Probabilmente farei l’esperienza di New York, se invece cercassi un’esperienza di ‘incontro con l’altro’ probabilmente l’Oriente…

 

Cosa pensi delle nuove piattaforme di mercato musicale? tipo Spotify ed ai dischi digitali in generale

Nè un bene nè un male assoluto. Per la distribuzione, ti dirò, ho un abbonamento premium a Spotify. Dieci euro al mese non mi costano niente, tengo i dischi su iPad e iPhone anche offline, quindi la pago volentieri.

 

Quindi quando Thom Yorke sbrocca e se la prende con Spotify tirando in ballo le percentuali sulle Royalties degli artisti a te non fa pensare?

Penso che a me non cambi mica tanto. Non ci guadagni in un senso o nell’altro. Pago un servizio perché è comodo, e non devo cercare torrent, scaricare. Disordine.

Disordine, Disordine, il rapporto con le droghe. Insomma, vengono citate. C’è uno scenario evidente. Un brano del disco lo dedichi anche ‘Al misticismo dei drogati/anche se non ci salverà

 

A me non interessa concepire la droga come necessaria, come dipendenza, per me la droga è esattamente un viaggio, come prendere un aereo, come un qualcosa che deve aprirti qualcosa di nuovo. Aprire il tuo cervello e farti vedere qualcos’altro.

A volte non siamo in grado di vedere la bellezza che ci circonda. A volte la psilocibina ti può fare vedere una stanza che vedi tutti i giorni e ti fa notare quanto sia bella ed evocativa, di quanto un oggetto ti riveli aspetti nascosti. Qualcosa che è tutto dentro di te e dentro le cose. E l’incontro arriva quando ti scrolli di dosso l’abitudine delle cose nella loro realtà.

[prima di approfondire il personaggio, pensavo che avrei fatto un’intervista cazzonissima come piace a me. Tipo ‘ketchup o maionese?’, ma mi son reso conto che il personaggio era diverso, e che forse era proprio salsa rosa]

 

Dimmi un disco degli ultimissimi anni che ti ha segnato.

Nel 2010 mi sono innamorato di M.I.A. e da lì mi si è aperto un mondo fatto di, non saprei come definirlo, grime, garage…un’anima caraibica. M.I.A. ha cambiato il mio modo di intendere la produzione pop. Dopo ti direi Merriweather Post Pavilion degli Animal Collective. Prima di laurearmi avevo ascoltato per anni Steve Reich. Ho scoperto poi J Dilla, tutto il lavoro sui campioni, le produzioni black. A Tribe Called Quest, e poi il più recente Yeezus di Kanye West, un ottimo lavoro.

 

Dischi italiani?

Gli Aucan, anche se poi han preso una strada strana. Iori’s Eyes, i ‘Movie Star Junkies’ ed i Fare Soldi. Cose italiane che mi abbiano sconvolto non ce ne sono poi in realtà…

 

‘Hai già nuovi lavori in pentola?’

‘Sto lavorando a cose nuove, ma è ancora presto. Cambiare i brani per la prossima serie di live 2013/14, rieditarli un po’. Insomma, l’ascolto di Yeezus mi ha portato a lavorare molto con le distorsioni, una cosa che avevo tralasciato per questo disco. Saturare kick, rullanti, in modi diversi’

 

‘Rismantellare la 808!’

‘Ho comprato però un MPC2500’

[altra menata tra i due su giocattoli elettronici. Il ragazzo la sa giusta.]

 

”Parliamo del collettivo Superbudda, delle improvvisazioni e dei visuals che ti accompagnano’

‘Si, in particolare Gabriele Ottino. E’ un collettivo artistico torinese. Ha una sua estetica, particolare. Mi piace fare le cose italiane con uno stile non italiano’

[Andate a vedere il video di ‘Ho visto un Dio’ per capire il tipo di estetica che Cosmo porta sul palco, insieme a led,  tre fidate ballerine, ed un grandissimo e colorato sfondo led]

2 cosmo

 

‘Ti piace fare le cose italiane con uno stile non italiano…’

‘Mi piacerebbe lavorare nella produzione, anche per altri artisti, e i rapper hanno un mercato, un mondo multiforme. Si stanno imponendo nel mercato, e secondo me la cosa può dare in realtà più ricchezza e possibilità di sperimentazione.

Vengo da un mondo diverso e mi piacerebbe lavorare per un MC introducendo la mia visione delle cose nel mondo hip hop. E’ un mondo potenzialmente aperto sulla produzione. Per fare l’MC comunque devi essere un insider, devi essere dentro, avere slang e attitudine; è difficile in realtà. Sono molto chiusi, devi farti i contest, la gavetta.E’ un mondo che conosco poco, da ascoltatore. Per fare produzione invece, ci sono artisti con grande professionalità che stanno anche dietro e nascosti. Sto facendomi un archivio, le basi, proprio perché arrivo da un mondo così strambo rispetto a loro, ho un trascorso strano.

 

‘Il concerto più bello che hai fatto?’

‘ Credo proprio al Traffic Festival. Casacci (Max) mi ha messo nello slot perfetto ed i led dietro hanno creato una scenografia unica’.

 

‘Ultima domanda ancora più Marzulliana, ci sto prendendo gusto; Nel disco citi Teorema di Pasolini e volevi gridare. Chi ti senti di più in quel film, l’ospite…il padre?’

‘In un eccesso di autostima mi sentirei l’ospite. A volte mi succede di provocare un minimo di sconvolgimento nelle persone… però ecco sarebbe una sorta di egotrip, ma a volte mi rendo conto che per la mia personalità provoco un effetto un po’ straniante. Quando scrissi quella cosa, mi sentivo come Paolo, il padre; imborghesito. Perché ormai siamo tutti medio borghesi, questo aleggia sopra di noi. Ricchi-non-ricchi, siamo la classe media. Abbiamo assunto gli stili di vita e i valori della borghesia, per quanto avanti o sovversivi possiamo essere, ogni tanto senti il peso della morale dell’educazione. Vorresti scrollarti il peso di dosso, uscire dal ruolo in cui ti sei costretto.

(Finiamo per parlare di Flying Lotus e del suo segreto artistico. I duecento dollari di erba che si fuma al giorno. Ci soffermiamo sul fatto che il fattone è anche un genio e ci guardiamo senza capire come mai. Con entusiasmo prendiamo commiato.)

 

Illustrazione di Federico Giaculli
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