Gino Blanc

Pittore Veneziano

di Marco Deserto
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Arte
N.31 del 12.6.2014
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Gino Blanc nasce a Venezia nel 1974. blanc
E’ un pittore puro.
Ha lavorato e lavora utilizzando varie tecniche e diversi media, ma le opere che più impressionano sono i quadri olio su tela.
Gino pittura anche mentre guida, l’ho visto, ci ho fatto un viaggio in macchina Mogliano-Roma. Panino Autogrill COca zero.
La macchina (della fidanzata), pareva essere una navicella spaziale nera, propulsione Biturbo..
E Gino pittava, parlava pittava, ogni tanto scalava dalla sesta alla quinta, l’Autosole illuminata da un Asfalto buio come non mai.
L’asfalto dei mezzogiorno di fuoco sul rettilineo a sei corsie che con una sopraelevata immaginaria sorpassava in un soffio tutta la zona di Barberino, foreste di autovelox rampicanti, odori truci, cespugli a bacche di sigari toscani.
Ci si immaginava di esseri viventi-sedie, pelle stoffa blu notte, sorta di ossuti canidi fatti nascere e crescere con lo scopo di essere sedie per i loro padroni viandanti.. Tavolini di costole e frustate di vetro.. A volte si sveniva in una piazzola fatta di 160 chilometri orari, un grigio strano negli occhi.. Si dicevano cose come:

“Dov’è la vita?”
La strada lastricata a lato. L’erba alta tra le gambe mentali, gli stivali svelti e bagnati di rugiada nottifera. Bave di lumache immortali segnavano il terreno, antenne viscide estraibili contenevano informazioni necessarie per turbo e pistoni, concetti racchiusi in una testa senza cranio.
“I contenitori erano di innumerevole fattura: Frutta che sa di sole. Marmellata automatizzata detta amore.”

blan c“..ci sono luoghi dove ti senti (in) preda”
Gli amici inconsapevoli di schiena seduti sul sedile posteriore erano in fase tresette.
“aCCUSO”
“cosa?”
“Non sono costretto a dirlo.”
Mani bilanciate brandivano carte rettangolari, un po’ di ordine in AutoSole, una faccia bella l’altra grigia.
“I cavalli danzano?”
Busso a mazze.
La strada fila.
Un cartellone pubblicitario grosso quanto un cielo basso, gli squilli incessanti dei cellulari tumblr_mk62p1JIkb1rjz2rwo1_500ultima generazione volteggiavano nell’aria come merli voraci di bacche/cervelli. Gli amici fecero un sacco di partite a tresette briscola e scopa.
Erani in tre, giocavano col morto, del tutto indifferenti al viaggio ai discorsi tra me e Gino, ai passanti indaffarati ed ordinati in fila per due.
I vestiti e le unghie mangiati alla stessa maniera, erano un gruppo omogeneo. I gesti attenti di chi non ha paura del tempo.
Il biglietto blu marino del casello ora era in mano loro, lo stavano facendo a pezzetti per farci delle fiches (…), prima che perdesse del tutto le sue caratteristiche fisiche, il biglietto sul retro recitava rosa:
blanc3-IBIS, e rimarrai per sempre! Assumi IBIS e butta gli orologi. Sistema bloccaricordi testato sul bagnato, in fase notturna, resistente ai sogni.-
Lucrezia, amante di uno dei tre seduti sul retro intanto, a casa , pensava al mondo sparso di un tempo, la gente che si strusciava per i viali, le sensazioni rosse si tenevano con una mano la schiena dolorante.
La tecnologia, con i suoi fiori di silicio ha assorbito l’immaginazione, ha appreso, un’ energia rinnovabile perpetua e che si muove esponenziale.
Lucrezia era bella, ma nessuno degli amici di Gino era mai riuscito a strappargli più di qualche parola, voce sporca, fatta d’inchiostro. Leggeva un sacco e aveva le sue idee:
“Le scorie del petrolio emozionale non vanno mai a fuoco, non intossicano l’ambiente nella maniera tradizionale.. la vecchia zia benzina.. La distruzione non ha più effetto sul reale.”
Lucrezia alla solita ora chiuse l’edicola al centro della piazza e si diresse verso casa.
Il cubo abitativo la accolse con luci soffuse e profumo di malva. Niente foto alle pareti, nessuna immagine presente. I ricordi venivano subito risucchiati da funzionali ventole del diametro di una lattina di birra, poste in ogni stanza abitata da un uomo nella città.
In giro ormai era difficile trovare degli oggetti da spaccare.
“Larry! Sono a casa!”
Nessuna risposta, Lucrezia non si scompose.
Il suo uomo lavorava connesso, ora probabilmente stava appeso alla sua amaca a fibre ottiche, surfando qualche onda spaziale, il corpo rannicchiato e rosa.
tumblr_mk6da8agAj1rjz2rwo1_500In quei momenti Lucrezia non poteva interagire col marito in nessun modo, la mente e gli occhi di lui chiusi per non far passare l’acqua del mare che sciabordava dentro di lui. Le bollicine disposte come note su un pentagramma rappresentante musica tekno.
Larry, dalla sua, stava cercando di uscire una volta per tutte dall’ultima missione tra-i-Tubi, che lo aveva condotto in uno strano ambiente virtuale, soggetto a léggi dette: incendi spaventati.
Polpi violacei incartavano Larry, il quale non appena si muoveva toccava un tentacolo di questi esseri che ipersensibili si illuminavano, lampadari agili e melliflui.. Quei gran figli di una totana deforme avevano un pensiero che procedeva pulsante e collettivo.
Nel mare-che-galleggia nero nella notte, quei cosi si accendevano in gruppo, spegnendo parti di trama reale intessevano comunicazioni basate su vari toni d’assenza. Come una piastra liscia per fare le castagne, intarsiata di buchi Breill che scottano i polpastrelli curiosi.
Lasciano un segno, in dono una graticola.
Larry, terrorizzato dalla situazione incomprensibile, trovò ugualmente il modo di uscire da lì. Sfiorando con la panza uno dei molluschi cuciti nel mare, capì subito che ci si poteva fidare. Il rispetto e la paura.
“Tutto aumenta con fare immobile” Disse ad uno di quegli esseri dalla faccia viola come se niente fosse . Il paesaggio attorno a Larry mutò: una strada, la pioggia, le galosce. Un’altra piattaforma Realty+. Offerte per connettersi, una rete che si tendeva al ritmo di milioni di persone che si disfavano e si aggiungevano istantaneamente.

Arriviamo a Roma.. Mangiamo .

Giovedì 13 Giugno
L’Assessorato alle Politiche Culturali di Mogliano Veneto in
collaborazione con Bugno Art Gallery,Fondazione Malutta e Venezia Arte
Contemporanea presenta
QUESTO E’ GINO BLANC! Mostra a cura di Clarenza
Catullo
Vernissage 13 giugno ore 18.30
Brolo Centro d’Arte e Cultura
Via Rozone e Vitale 5Mogliano Veneto
Aperto tutti i giornidal 11 al 24
giugno10.00-13.00/16.00-20.00

 

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