Il corpo tra libro e tela

Storia di decenni di inchiostro sul corpo

di Luca Ilardo
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N.7 del 4.12.2013
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 Un tatuatore è come un confessore,lui scrive la storia di un uomo sul suo corpo

 Nicolai Lilin, Educazione Siberiana

Certi simboli hanno un significato preciso, altri variano a seconda di epoca, prigione, inclinazione del proprietario; alcuni, infine, nascono direttamente dalla fantasia del possessore, ma sempre nel paradigma del simbolismo e delle forme tradizionali. Quello di cui si sta parlando è il simbolismo e significato del tatuaggio criminale russo. Scordatevi dei tattoo shop ultra fighi e di tendenza, questi disegni venivano, e vengono tutt’ora fatti all’interno delle carceri o dai confessori delle criminalità organizzate. Nessuna macchinetta, niente aghi sterilizzati, e se si chiedesse per caso al tatuatore di mettere su dei bei guanti in lattice, beh, il passo tra la vita e la morte sarebbe molto corto. Spazzolino da denti, penne a sfera, corde di chitarra ben affilate, suole di scarpe bruciate e mischiate nell’urina come inchiostro naturale. Nessun costo, perché all’interno delle caste il denaro è il male e la cosa più sporca che esista. Il tatuaggio lo devi meritare, la tua vita deve meritare di essere raccontata per mano del confessore secondo regole ben precise.

Quella del tatuaggio criminale russo è una tradizione ricca di anni e piena di storia, di cui viene, ancora oggi giorno, difficile spiegare date le scarse fonti e spiegazioni vista l’assoluta segretezza e chiusura da parte di essi stessi. I criminali iniziano il loro rito in giovane età, all’incirca verso i 12/13 anni, perché per loro, il corpo è una vera e propria, nonché unica, carta d’identità. Le prime parti del corpo, che racconteranno la tua storia, sono le mani. Loro saranno utili a far capire chi sei e cosa hai fatto una volta entrato in carcere, o nel momento in cui ti presenti ad una nuova casta. Niente parole ne tantomeno racconti, i tuoi disegni parleranno per te e stabiliranno a che livello della piramide ti troverai e se sarai più o meno degno di rispetto e onore da parte degli altri. Nella nostra società e cultura vedere una persona interamente tatuata lascia quasi sbigottiti, e a volte incute timore, per i criminali russi è la normalità e il vedere un corpo interamente bianco è un qualcosa che non lascia tempo e spiegazione.

Stelle, teschi, simboli religiosi, cattedrali, anelli, icone politiche e militari, animali, sono loro a farla padrona nella cultura russa. La posizione in cui vengono tatuati all’interno del corpo stabiliscono la tua persona. Le stelle sono il simbolo che rappresenta il potere e ogni tipo di sovversione alle autorità politiche e giudiziarie. La maggior parte dei criminali le tatua sulle ginocchia per far capire che mai e poi mai si inginocchieranno a nessuno, mentre chi le ha raffigurate nel petto, stabilisce la sua supremazia assoluta all’interno si una casta criminale e nelle carceri. Il teschio è il simbolo che raffigura l’assassino, e ciò, indica quante persone hai ucciso per mano tua e in che modo. I simboli religiosi sono fondamentali, visto che i criminali sono persone molto devote e religiose. Le cattedrali solitamente sono tatuate nel petto e nella schiena, a seconda di quante cupole ha ogni cattedrale (ogni cupola equivale a cinque anni), si potrà stabilire quanti anni il criminale ha trascorso in carcere. Gli anelli sono fondamentali per capire per lo più l’inclinazione sessuale del soggetto oltre al potere che ha come criminale. Le icone politiche vengono raffigurate nel petto per un preciso motivo e con dei precisi soggetti. Erano Stalin e Lenin a farla padrona. I loro ritratti impressi nel petto, facevano si che nessuno, ne criminali ne autorità giudiziarie, ti avrebbero mai fucilato visto la sacralità dei soggetti. Questi, sono una piccolissima parte di esempi che ci permettono di decifrare il linguaggio dei disegni dei criminali russi, ma che ancora oggi rimangono segreti e nascosti a noi e impossibili da capire. Una tradizione, tanto affascinante quanto complessa, che vuole rimanere chiusa per la sacralità che la contraddistingue.

 

Grazie ad internet, e a delle vere e proprie enciclopedie in commercio, questa tecnica di tattoo è stata portata ai nostri occhi. Sono sempre di più le persone che si avvicinano al tatuaggio con meno remore e con la voglia di raffigurare  la propria storia e le proprie idee. Le forme, e gli stili dei tattoo, sono sempre più in evoluzione e racchiudono ampie sfere di stili e culture diverse. Alcuni tatuatori, hanno in parte attinto dalla cultura e dalla forma russa e ne hanno reinventato un nuovo e personalissimo stile. Tattoo only black che raffigurano per lo più l’anatomia umana e animale, mischiata alla geometria, all’astrologia e a simboli appartenenti alla cultura esoterica. Come per la cultura russa, la posizione e la forma dei disegni segue degli schemi. Le braccia per lo più vengono riempite da disegni medio/piccoli che formano una vera e propria collezione. I disegni più grandi e complessi trovano spazio nel petto e nella schiena.

Esempi principali di questa nuova generazione di tattoo sono, l’americano MXMhttp://mxme.tumblr.com ), il russo Ien Levin (http://ienlevin.tumblr.com), l’ucraino Andrey Svetov (http://sv-a.tumblr.com), il tedesco Valentin Hirsh (http://valentinhirsch.com). Il nord europa fa da padrone su questo nuovo stile, e le città e gli studi che ospitano questi artisti svariano da Londra a Berlino, da San Pietroburgo a Varsavia. L’italia, come ogni cosa del resto, è ancora indietro per apertura mentale e cultura dei tattoo. Vediamo così portarci via da Milano uno dei più bravi artisti sul campo, ovvero Otto Ottorino D’Ambra (http://www.ottotto.it/index.php), trasferitosi a Londra da circa tre anni e che recentemente ha aperto uno studio tutto suo, nonché galleria d’arte, dal nome White Elephant. Noi, e in particolare modo io, portiamo in alto la bandiera della nostra terra grazie al nostrano El Zingales Tattoo Artist ( http://el-zingales.tumblr.com). Il mondo dei tattoo è in continua evoluzione, ma ancora adesso non manca la vecchietta che alla posta guarda scandalizzata un corpo “disegnato”. Tutti noi abbiamo sentito le lunghe storie raccontate dai nostri nonni e bisnonni, mi auguro che questa tradizione nel comunicare il proprio passato non svanisca mai, ma che solamente possa essere accompagnata e illustrata dai disegni e dalle figure che possiede il nostro corpo, come un grande libro, come una grande tela.

 

Immagine di copertina Federico Giaculli
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