Il maestro del colore.

Paul Klee a Londra.

di Paola Cacciari
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Arte
N.12 del 8.1.2014
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stepsPittore, disegnatore, incisore, insegnante, scrittore e teorico. E ancora: innovatore, fumettista, puntinista, musicista, Paul Klee (1879-1940) ha molte facce, tutte ugualmente vere. Aspetti che la . Paul Klee: Making visible, la grande retrospettiva che la Tate Modern di Londra ha dedicato a questo grande del XX secolo, esamina con cura meticolosa. Sono centotrenta le opere (disegni, acquerelli e dipinti ad olio, fotografie) per diciassette sale: è una mostra di dimensioni mastodontiche che richiede tempo (molto) e molta energia.

Nato nel 1879 vicino Berna in una rispettabile famiglia di musicisti da padre tedesco e madre svizzera, Klee mostra sin da bambino un’impetuosa necessità di creare. Arte o musica? Per anni si dibatte sulla questione e, indeciso sulla strada da intraprendere continua incessantemente a disegnare e suona il violino a livello professionale. Alla fine decide per l’arte. Trasferitosi a Monaco nel 1898 per studiare pittura, il Klee prima maniera è tutto e il contrario di tutto. E i sei mesi trascorsi in Italia con l’amico Hermann Haller per studiare i grandi del passato non fanno altro che peggiorare la sua inquietudine. Scrive nel suo diario: “Veduto Leonardo non si pensa più alla possibilità di fare molti progressi.” È una frase che suona come una sentenza…

red green and violet yellow rhythmsTorna a Berna convinto del fatto che i linguaggi espressivi tradizionali siano ormai inadeguati. Bisognava cambiare e liberarsi di una cultura accademica anacronistica. A che scopo, si chiede il nostro eroe, rappresentare qualcosa che esiste già, che ha già una forma? Non è forse meglio visualizzare qualcosa che non esisteva priva? Alla ricerca di un mezzo espressivo più vitale e diretto, Klee guarda con rinnovata attenzione ai suoi disegni di bambino. L’arte dell’infanzia e dei malati di mente gli appare il primo atto di un pensiero che procede per immagini, piuttosto che per concetti. E disegna come un bambino Klee, ma la sua fanciullesca impetuosità si accompagna ad un matematico rigore formale. Colpa  del musicista che è in lui, che convive per tutta la vita con il pittore…

Klee concepisce le sue opere in modo puramente intuitivo, con cautela. Mettere il colore giusto al posto giusto è per Klee la più grande delle preoccupazioni, soprattutto durante gli anni gloriosi del Bauhaus (1920-31). Ma allora, a ventisette anni Klee non poteva neppure permettersi uno studio e lavora sul tavolo della cucina, mentre la moglie Lily Stumpf, sposata nel 1906, li mantiene entrambi dando lezioni di pianoforte nella stanza attigua. I soldi sono pochi e con la nascita di Felix nel 1907, Klee accantona la pittura e si concentra sulla grafica, più economica e facile da vendere. Bisognerà attendere un viaggio in Tunisia nel 1914 con il pittore August Macke e Louis Moilliet (lo stesso che tre anni prima lo aveva introdotto nel circolo del Blaue Reiter di Wassily Kandisnky e Franz Marc e all’Astrattismo) perché Klee ritorni al colore.

Static-Dynamic IntensificationMa non appena il nostro trova la sua posizione in seno all’avanguardia, arriva la Prima Guerra Mondiale a rovinare tutto ponendo fine al Blaue Reiter. Il russo Kandisky, ora nemico della patria, è costretto a lasciare la Germania mentre Macke e Franz Marc cadono sul campo. Chiamato a servire nell’esercito tedesco nel 1917, Klee evita il fronte per un soffio grazie ad una legge che protegge gli artisti. Tornato a Monaco nel 1918, seproduce paesaggi dai colori  brillantissimi con la nuova tecnica dell’oil transfert, come They’re Biting (1920) e Comedy (1921).

Nel 1920 approda al Bauhaus, la “casa della costruzione” fondata dall’architetto Walter Gropious in cui teoria e pratica, arte e artigianato hanno l’unico scopo di riscattare l’oggetto d’uso dall’appiattimento della produzione industriale. Insegna pittura, ma si occupa anche dei laboratori di legatoria e delle vetrate dipinte poiché compito di ogni maestro della scuola era quello di facilitare l’unione di arte e artigianato. Klee si applica alla didattica con entusiasmo, avendo la possibilità di organizzare in maniera più sistematica l’aspetto teorico del suo fare artistico. Ma come armonizzare la sua poetica magico-naturalistica con quella del Bauhaus, votata alla soluzione di problemi pratici nella vita sociale? Gli anni di Weimar e Dessau sono anni felici dal punto di vista della ricerca e della sperimentazione e che portano alla creazione della serie dei ‘quadrati magici’. Ancora una volta il  Klee musicista non è mai troppo lontano e in questi quadrati il colore sembra possedere una vitalità ritmica di stampo musicale. E non sorprende: come emerge dai suoi numerosi diari e taccuini, le regole utilizzate da Klee per armonizzare e ordinare le sue opera sono fondamentalmente quelle del contrappunto utilizzato da Mozart e Bach.

Park near LuMa anche l’esperienza del Bauahus è destinata a finire: frustrato dai continui obblighi legati all’insegnamento e dalle politiche interne della scuola, nel 1931 Klee accetta un posto docente presso l’Accademia di Düsseldorf. Sempre un grande sperimentatore, sviluppa in questo periodo una nuova tecnica ispirata al Puntinismo di Georges Seurat costituita da pennellate puntiformi poste a formare una fitta e omogenea tessitura cromatica, come in Ad Parnassum (1932) in cui minuscole pennellate dense di colore donano  all’immagine il sapore mistico dei mosaici bizantini.

Park bei Lu.Accusato dal regime nazista di produrre arte degenerata, nel 1933 Klee lascia l’Accademia e la Germania per trasferirsi nuovamente nella casa paterna di Berna. Nella relative pace della Svizzera, continua a dipingere, nonostante le difficoltà causategli dalla sclerodermia progressiva che lo porterà alla morte nel 1940. Eppure, guardando la gioiosa esplosione di colore di Fiori nella Notte (1940) non si direbbe che quello sarebbe stato il suo ultimo dipinto. È anche l’ultimo quadro della mostra: una mostra  straordinaria dedicata ad una vita straordinaria. E per qualcuno che ha scritto: “Un solo giorno basta a farci un po’ più grandi oppure, un’altra volta, un po’ più piccoli” Paul Klee è rimasto un gigante.

 

Tate Modern, Bankside London SE1 9TG
Orario d’apertura: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (ultima ammissione ore 17.15); fino alle 22.00  venerdì e sabato.  Ingresso: £15.00.
Info: Tel. +44 (0)207887 8888
visiting.modern@tate.org.uk
www.tate.org.uk/britain/

Immagine di copertina: Paul Klee, Comedy 1921 Watercolour and oil on paper support: 305 x 454 mm on paper, unique Tate. Purchased 1946

Immagini interne all'articolo:
- Paul Klee, Steps 1929, Moderna Museet (Stockholm, Sweden)
- Redgreen and Violet-Yellow Rhythms 1920 Lent by The Metropolitan Museum of Art, The Berggruen Klee Collection, 1984 (1984.315.19) Image © The Metropolitan Museum of Art / Source: Art Resource/Scala Photo Archives
- Static-Dynamic Intensification 1923Watercolour and transferred printing ink on laid paper with gray and green gouache and black ink mounted on light cardboard. Metropolitan Museum of Art, New York
- Paul Klee 1879–1940 Park near Lu 1938Zentrum Paul Klee
- Paul Klee, Fire at Full Moon 1933, Museum Folkwang, Essen, Germany
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