Il sound noir

Angelo Badalamenti

di Flavia Giuliano
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Musica
N.26 del 26.4.2014
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1_ASCAP Henry Mancini Award

Molti sono i compositori che nel corso del ‘900 hanno legato il proprio nome, la propria fortuna e il conseguente successo mondiale all’industria cinematografica. Nomi altisonanti, che provengono da ogni angolo del globo, costellano questo firmamento. John Williams ad esempio, padre delle musiche di film del calibro di “Star Wars”, il primo “Superman”, “ET”, “Jurassic Park” e “Schlinder’s List”. Ed ancora Ennio Morricone, famoso per le colonne sonore delle pellicole di Sergio Leone; Howard Shore, scrittore delle musiche per la trilogia de “Il Signore degli Anelli”, per “Il silenzio degli Innocenti” e “Philadelphia”; Danny Elfman, a cui si devono i temi di “Men in Black”, “Edward Mani di Forbici” e  tutti lavori di Tim Burton.

 

Nato nel 1937 a Brooklyn da famiglia di origini italiane, Angelo Badalamenti, è uno dei compositori più acclamati del nostro tempo ad aver scritto temi per il cinema e la televisione caratterizzati da note cupe ed intimistiche.  Muove i primi passi verso la sua formazione artistica già durante i primi anni di vita, quando l’amore per la musica risulta tanto evidente in lui da spingerlo a prendere lezioni private di pianoforte. Concretamente poi inizia i suoi studi musicali alla Eastman School of Music di Rochester ed infine si laurea presso la Manhattan School of Music di New York, dove principalmente si focalizza su composizione, corno francese e pianoforte, maturando anche una passione per il jazz. Proprio quest’ultima gli vale le prime collaborazioni come compositore e arrangiatore.

 

Il suo esordio nel mondo del cinema non è affatto eclatante. Rispettivamente nel 1973 e nel 1974 firma la colonna sonora e le musiche di “Gordon’s war” e “Law and4_Film Music Magazine Disorder” senza grandi entusiasmi. Ed è solo a metà degli anni ’80 che Badala – soprannome con cui viene spesso chiamato – incontra la persona con cui metterà a segno la collaborazione artistica ad oggi più importante e duratura della sua carriera: il regista statunitense David Lynch. Nel 1986, infatti, viene chiamato sul set di Velluto Blu” come tutor musicale di Isabella Rossellini, la protagonista femminile del film, per curarne interpretazione del brano “Blue Velvet” e invece finisce per scrivere l’intera colonna sonora.  Famoso è “Mysteries of Love”, brano musicale dalle atmosfere oscure, composta su testo di Lynch e interpretata da Julee Cruise (presenza ricorrente da ora in avanti).

 

https://www.youtube.com/watch?v=gBoXNket2pQ&feature=kp

 

3_ FWWM Cover by wilkee on deviantARTLa fiducia del regista viene così conquista ed il sodalizio stretto. Da quella data in poi, Lynch si avvale dell’estro creativo di Badalamenti per la maggior parte dei suoi lavori. In primo luogo per le due stagioni di Twin Peaks, serie TV cult da lui ideata e diretta. La visionaria storia incentrata sull’omicidio della giovanissima Laura Palmer che nel 1990-91 ha tenuto l’America incollata agli schermi, è animata dalle musiche del compositore, che ci regala brani ormai entrati nella storia e nella memoria di tutti, capaci di trasportare al senso dell’udito la sensazione di mistero che aleggia durante le scene visive. “Laura Palmer’s Theme” ad esempio, una melodia resa cupa dalla presenza massiccia del sintetizzatore che ruota attorno a poche e semplici note reiterate e allo stesso tempo resa dolce dalla presenza del pianoforte; l’ipnotico “Twin Peaks Theme”, pezzo dal sound elettronico con cui vince il Grammy per la Migliore Interpretazione Strumentale Pop. La versione dello stesso pezzo, cantata da Julee Cruise e chiamata “Falling”, vi sarà ben nota, essendo con tutta probabilità l’opera più famosa di Badalamenti. Ma c’è pure spazio per un po’ di jazz in questo lavoro, come in “Audrey’s Dance”, animato da vibrafono e basso. Nel 1992 chiude infine questo cerchio dedicandosi alle melodie di “Fuoco Cammina con Me”, seguito cinematografico della serie.

 

https://www.youtube.com/watch?v=45XaDKsWdug

 

Tra gli altri lavori realizzati insieme troviamo inoltre le musiche di “Cuore Selvaggio” sempre del 1990, “Stade Perdute” del 1997 e un po’ più recentemente Una Storia Vera” (1999) e “Mulholland Drive” (2001). Qui lo stile di Badalamenti da prova di poter abbracciare altre sfumature rispetto a quelle surreali e quasi magiche sperimentate fino ad ora. Abbiamo infatti un’approccio più diretto. Nel caso di “Una Storia Vera” sono gli strumenti a corda i protagonisti – violini, chitarre – che suonano al ritmo di un’ispirazione country; nel secondo, “Mulholland Drive”, i brani composti spaziano tra stili diversi, passando per lo swing, il blues e il jazz ma non dimenticando mai lo stile noir e malinconico.2_Nova fait son cinéma  mars 2007

 

https://www.youtube.com/watch?v=xk8Y-XxaAog

 

https://www.youtube.com/watch?v=GuLSIEOznwY

 

Ma i lavori di Badalamenti con si fermano a questa fortunata partnership. Tra le altre collaborazioni portate a termine nel corso della sua carriera meritano di essere ricordate, tra le altre, quelle con John D. Hancock per “Il seme della Gramigna” (1987), Paul Schrader per “Cortesie per gli Ospiti” (1990) e “Le due Verità” (1999), Jean-Pierre Jeunet per “La Città Perduta” (1995) e Una Lunga Domenica di Passioni (2004), Jane Campion per “Holy smoke – Fuoco Sacro” (1999), Danny Boyle per “The Beach” (2000), John Maybury per “The Edge of Love” (2008) e Fedor Bondarchuk con “Stalingrad (2013).

 

Non è tutto. Badalamenti è un artista completo. In aggiunta a tutto ciò, infatti, va detto che ha firmato anche testi di canzoni per artisti come Nina Simone (“I Hold No Grudge” e “He Ain’t Comin’ Home No More”), Tim Booth, Marianne Faithfull, Julee Cruise stessa, Dolores O’Riordan, David Bowie, Paul McCartney e tanti altri.

 

Ascoltare le musiche di Badalamenti può portare lontano, con la fantasia, i ricordi, le ansie, i rimpianti e i desideri. Un turbine di emozioni fa gravitare le menti in sensi insieme opposti e coincidenti, coincidenti nelle note e negli accordi. Montate in sella alle sue melodie, dimenticate lungo il tragitto il bagaglio del reale e inoltratevi nelle strade del suo universo affascinante. E’ un viaggio di sola andata.

 

 

 

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