Il VeganMedFest di Cefalù

Fra mitologia e futuro

di Paola La Scala
Commenti
Hype
N.12 del 8.1.2014
Share to Facebook Share to Twitter More...

La modernità ha fallito.

Bisogna costruire un nuovo umanesimo,

altrimenti il pianeta non si salva. 


cit. Albert Einstein

Mettete insieme un’ecologista convinta, una dinamica cittadina e il desiderio di condividere una filosofia di vita. È così che nasce un’idea: un festival di tre giorni a Cefalù per raccontare e mostrare, a tutti coloro che volessero scoprirlo o a chi semplicemente ne volesse sapere di più,  lo stile di vita vegetariano e vegano. Eh sì, perché i vegetariani non sono degli strani personaggi mitologici metà uomini e metà ortaggi e i vegani non sono alieni venuti dal lontano e sconosciuto pianeta Vega. E non sono neanche gli adepti di una setta religiosa. E neppure dei fanatici fricchettoni (o quantomeno non tutti) che scorazzano in giro per i campi e si scambiano segni di pace. Sono semplicemente delle persone che credono fermamente che si possa vivere in armonia con la natura mantenendo un atteggiamento non violento e contrario ad ogni forma di sfruttamento animale.

a_6080Tutto questo lo sa bene Paola Castiglia, che di mestiere fa la giornalista, ideatrice del “VeganMedFest” di Cefalù. Ma perché Cefalù? Perché fare questo affronto ad una città sul mare da sempre apprezzata dalle buone forchette per la qualità dei “menù a base di pesce”? Perché, come dice la stessa autrice della manifestazione, «la scelta di un piccolo comune invece che di una grande città è in controcorrente con le ragioni dello spopolamento dei luoghi (…) per ricordare a tutti che l’Italia ha un enorme patrimonio culturale e artistico nascosto nei piccoli centri. Piccoli ma non pochi: è per questo che da qui possono passare con più semplicità le grandi rivoluzioni culturali».

Il Vegan Med Fest si inserisce perfettamente all’interno di una politica ambientale nella direzione partecipata della green economy per un rinnovamento culturale che conduca ad nuova coscienza ecologica più matura e responsabile, a partire dai consumi alimentari. Inoltre, anche a livello mondiale, è sempre più attuale, tra le varie problematiche ambientali, quella della riduzione dei rifiuti alimentari (Food Waste) e dei consumi sostenibili e responsabili.

a_6125_mod2Dunque l’evento si è svolto in tre giorni (dal 27 al 29 dicembre scorso) e ha previsto molte attività, fra cui laboratori, conferenze, mostre, proiezioni e spettacoli, per svelare i segreti della cucina vegetariana e vegana ma anche per parlare dei diritti degli animali e per spiegare come consumare criticamente nel rispetto sociale. Già, perché essere veg non è solo non mangiare carne, uova e derivati animali ma è un atteggiamento complesso per vivere consapevolmente in equilibrio con il nostro Pianeta. Ecco perché il festival è stato intitolato “Pratiche Felici per vivere insieme” e il logo rappresenta una mano le cui nervature coincidono con quelle di una foglia, a simboleggiare il forte legame simbiotico tra uomo e natura; legame da ricordare, o spesso, ancora da scoprire.

Lo scopo del “fest” (ossia un festival, tanto per ricordare che questi personaggi bislacchi quali i vegetariani e vegani sono, sanno anche ridere, divertirsi e non solo annoiarsi e fare rinunce) è stato dunque quello di riunire diverse realtà che cooperano con il loro lavoro e i loro principi alla diffusione di una cultura di equità e di pace, puntando a una nuova economia solidale basata su un sistema di relazioni economiche e sociali rispettose delle salute dell’uomo, degli animali, dell’ambiente e della vita in senso ampio.

Durante le tre giornate è così che Daniela D’Anna, appassionata di riciclo creativo, ha insegnato a grandi e piccini come riutilizzare gli scarti dei materiali con fantasia, trasformando bottiglie di plastica in simpatici animaletti o vecchie scatole e barattoli in plastica in colorati robot con cui giocare, e ha spiegato, nel suo laboratorio di manualità creativa, come realizzare piccoli oggetti variopinti in pasta di mais, per sensibilizzare alla questione dell’inquinamento.

a_6221E poi c’erano Anita Formento e Chiara Cardona, appassionate di cucina, che, fra spezie, semi, legumi e cereali, hanno spiegato ad un pubblico allo stesso tempo diffidente e curioso come preparare piatti bizzarri (che attingono alla tradizione e non) con ingredienti genuini, biologici e naturalmente 100% cruelty free,  dimostrando come i vegetariani e i vegani non si nutrono di sola “erba” (leggasi insalata).

I più coraggiosi, durante i laboratori, hanno avuto l’occasione di  imparare a produrre sapone dagli oli vegetali e a produrre la propria pasta madre seguendo i processi della panificazione e della lievitazione naturale per incoraggiare l’autoproduzione come strada per l’indipendenza alimentare.

Per i più curiosi e studiosi invece si sono svolte interessanti conferenze tenute da svariati esperti (Arturo Genduso, Leonardo Caffo, Gandolfo Librizzi) di nutrizione, agricoltura e medicina sui temi dell’alimentazione vegana e vegetariana, sulla produzione alimentare attraverso metodi sostenibili ed ecologici per costruire una consapevolezza condivisa.

Nei principi di antispecismo, libertà, pace, rispetto dell’ambiente ci credono anche i numerosi artigiani che hanno mostrato sui loro banchetti di esposizione e vendita prodotti environment friendly.

a_6182E per chi avesse avuto voglia di dedicare a se stesso un momento di connubio tra corpo e mente, un rilassante trattamento shiatsu offerto ha probabilmente lasciato comprendere che bisognerebbe sempre donarsi del tempo alla riscoperta del proprio benessere (in fondo non devono essere poi così noiosi questi vegani e vegetariani, magari si può imparare davvero qualcosa …)

Ma il festival ha voluto dare spazio anche al tema dell’accoglienza, dedicando una sezione fotografica ai circa 8.400 migranti approdati sulle coste italiane e maltesi nell’ultimo anno, cuore del mediterraneo (ecco il suffisso “med”).

Tre giorni di manifestazione tra divertimento e approfondimento dunque attraverso cui, riecheggiando lo slogan dell’ultimo World  Environment Day  (l’evento festeggiato il 5 giugno di ogni anno dal 1972 per promuovere azioni a tutela dell’ambiente) “Think. Eat. Save,  un gruppo di giovani appassionati hanno tentato di diffondere l’idea di pensare prima di mangiare e di contribuire a rispettare e salvare la natura schierandosi contro gli sprechi e contro la violenza.

Beh allora, che ne pensate di “avveganarci”? Magari anche solo un po’!

Immagine di copertina e interne all'articolo di Paolo Ferrante
comments powered by Disqus