La morte ti fa bello

I morti italiani sono più importanti?

di Simone Giuffrida
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N.6 del 27.11.2013
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Filippine, accertata la prima vittima italiana. Nooo, ma allora è una tragedia! (Spinoza.it, 22-11-2013)

 

I morti sono morti. E da quando lo sono – o meglio lo diventano – a loro non importa un granché di cosa accada sulla Terra.

La cosa sembrerebbe tutto sommato ricambiata se non fosse per un velo di accettabile patriottismo e di mediocre ipocrisia. E succede all’interno di ogni nazione, sia chiaro.

È normale che il mondo della stampa di uno determinato Paese si concentri maggiormente sulla propria situazione interna ed riguardo il suo popolo anche nell’ottica di comunicare dispersi o deceduti a chi possa essere interessato.

Ma sembra che spesso lo spazio dedicato ai caduti nostrani – con tanto di funerali di Stato, approfondimenti ‘culturali’ (p.s. Vespa ha appena concluso l’ultimo plastico sul delitto di Cogne) – vada ben oltre il mero e giustificato commiato.

Parafrasando il blog. Catastrofe in Burkina Faso, “Una disgrazia”. C’è un italiano, “Una tragedia”.

Onore ai caduti

I morti sono morti; che siano italiani, peruviani, ghanesi, estoni, neozelandesi, plutoniani, antidiluviani.

“Muoiono ogni giorno migliaia di persone: non ci si può concentrare singolarmente su ognuna di loro.” Vero. Ma è anche vero che non dovrebbero esistere morti di serie A e morti di serie B.

Un soldato volontario italiano – deceduto per servire la patria o per denaro – ha la stessa importanza di un bambino che, in qualsiasi parte del globo,  muore di fame a causa di un qualcosa che a Roccamena (Pa) potrebbe venire debellato con una pacca sulla spalla? Se la risposta è si qualcuno deve dimostrarlo.

Roccamena-Stemma

Esegesi.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!  (Luigi Mercantini, “La spigolatrice di Sapri”, 1857)

La spigolatrice di Sapri si innamora dell’eroe terrorista Carlo Pisacane nell’ode ai caduti nella spedizione nel Regno delle due Sicilie. Quello che Mercantini non dice è che sarà morto pure qualche borbone (lo sa che poi hanno vinto?).  E magari avrà avuto la sua spigolatrice di fiducia.

 

 

 

 

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