Le colonne di Westeros

Atto e potenza, volontà e vanità

di Camillo Bosco
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N.30 del 4.6.2014
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SPOILER ALERT:  è un articolo di commento aggiornato all’ultima puntata della SERIE TV di GoT. Se non hai tenuto il passo, gira al largo!

“When you play the game of thrones, you win or you die.”
Cersei Lannister

Vi siete mai chiesti com’è iniziata la vostra personale dipendenza da questa serie? Cosa vi ha colpito così tanto da rendevi ansiogeni nell’attesa di ogni nuova puntata e trasformarne la visione in un evento di gruppo da condividere con i vostri più stretti amici, e a tramutarla subito dopo nell’argomento principale delle vostre discussioni nel resto della settimana?

Il mio personale sospetto ricade sui personaggi.

Non tanto perché siano fighissimi o bastardissimi, visto che la brillantezza forzata e la figliodiputtaneria “un tanto al chilo” stanno Danny, per i personaggi (elenco fine primo paragrafo)Melisandre, per i personaggi (elenco fine primo paragrafo)diventando così ingombranti da portare l’eminente bloggher DocManhattan a riassumere efficacemente e romanamente il senso delle puntate più dialogiche con l’espressione torneo di “stacce”, ma soprattutto per il loro incredibile numero e varietà: dall’ignorante sciupafemmine Jon Snow all’eunuco spezzato Reek, dal brillante e lascivo Tyrion al friendzonato andalo Jorah, dalla rossa ierodula Melisandre alla odalisca madre dei draghi Targaryen, c’è solo l’imbarazzo della scelta: ogni palato e ogni spettatore trovano soddisfazione per il proprio gusto, identificandosi con almeno uno dei tanti tipi umani messi in scena con abbondanza di squartamenti, nudi, tradimenti, intrighi, stupri e incesti.

Jorah, per i personaggi (elenco fine primo paragrafo)

Di tutto questa grande folla d’esseri, due però appaiono come punti estremi della storia, perfetti rappresentanti delle forze centripete e centrifughe che muovono il racconto fornendo da apici per i caratteri del resto del dramatis personae: Lord Petyr (pedo)Bealish©, Ditocorto, e Lord Varys, il Ragno.

Il Fuoco e il Ghiaccio di cui questa serie è Cronaca.

 

 

Assoluto Caldo

“Chaos isn’t a pit. Chaos is a ladder. Many who try to climb it fail and never get to try again. The fall breaks them. And some are given a chance to climb, but they refuse. They cling to the realm, or the gods, or love. Illusions. Only the ladder is real. The climb is all there is.”
Lord Petyr (pedo)Bealish©

L’ultimo ciclo di puntate, in parte ambientate a Aerie Peak, ci ha reso edotti di una cosa: Ditocorto, il pappa di King’s Landing, il signore di Harrenal, lo spasimante (non tanto) segreto di Cat Stark, è la persona dietro il Gioco dei Troni. Non tanto perché tutto dipenda da lui, ma perché tutto è partito da lui.

Seducendo la fanatica e disturbata moglie di Jon Arryn, ha concepito l’omicidio che dà inizio alla spirale discendente di caos e instabilità politica in cui è attualmente sprofondato l’intero continente occidentale, doppiando il risultato al rilancio con l’omicidio dell’odiato re bambino colpevole di aver ucciso l’amore della sua vita… dopo tutto quello che aveva fatto per uccidere Ned Stark!
Si tratta del classico personaggio self made man ma con un’interessante addendo: la fame insaziabile. Chiaramente qui non si parla di voracità o lascivia, ma di fame di potere, di crescita, di potenza. Come gli squali che non posso rimanere fermi pena la morte così il nostro Lord dei bordelli nasconde dietro un atteggiamento compassato e impeccabilmente formale un animo bestiale violentissimo che lo porta a scegliere ogni via possibile, anche la più truce o eterodossa, purchè essa lo porti a raggiungere il suo scopo: crimini efferati celano piani a lunghissima scadenza, degni della mente più disturbata e di un animo ossessionato dall’ideale che desidera raggiungere, capace di attendere decenni per ottenere la sua agognata preda. Quale relazione intrattenevano lui e Sansa all’inizio della serie, e quale ora? L’evoluzione di questo personaggio è quella apparentemente più forte, ma in realtà è solo fittizia: lo spettatore non lo sapeva, ma Petyr era già così sin dal primo secondo della sua entrata in scena.
E tutto ciò che lo circonda è trattato da lui stesso come un gioco, appunto. Una disumana partita a scacchi dove non importa quanti pezzi vengano mangiati, quante pedine vanno sacrificate, quando sarà effettuata la prossima mossa: l’importante è muovere scacco matto al re nemico. E farsi la regina.

E se altri arrivano alla regina prima di te, limonati la figlia che male non fa.
Il suo antagonista prediletto, il nemico/amico Lord Varys, aveva già inquadrato perfettamente il personaggio in un dialogo sottovalutato dagli spettatori che ancora non conoscevano la reale portata degli intrighi di Ditocorto: egli è un uomo capace di ridurre l’intero mondo in cenere, purché abbia la possibilità di regnare su quelle ceneri.

 

Striscia SexAndTheThrones_07 x Camillo-01-01
striscia della serie Sex and the Thrones©, a opera di Marco Ventura e Alessandro Alessi Anghini, pubblicata per gentile concessione Manfont©

Assoluto Freddo

da inserire nella parte di varys

Martel: You did like boys before?
Varys: No.
M.: Really? Girls? I hope you won’t be offended when I say I never would have guessed.
V.: Not at all. But I was never interested in girls, either.
M.: What then?
V.: Nothing.
M.: Everybody is interested in something.
V.: Not me. When I see what desire does to people, what it’s done to this country,
 I am very glad to have no part in it.”

 

 

 

Anche qui abbiamo un pianificatore. Anche qui abbiamo scopo, attesa, obbiettivi. Ma il suo soprannome già ci dice tutto: il Ragno. Lord Varys sarebbe in teoria un cattivo, come capo delle spie, come grassone ambiguo e intrigante, come debosciato di corte. Egli condivide numerosi tratti in comune con Lord Bealish, tra cui uno in particolare: la consapevolezza dell’illusione.

L’illusione della civiltà, della grazia, della carità, e della gentilezza. La consapevolezza che tutto questo serve solo a mascherare la bestia insita nell’uomo, il suo carattere primordiale, il cacciatore ancestrale, la sete di sangue e d’oro, di violenza e bellezza.
Ma i due non potrebbero essere più diversi. Mentre uno si forte di quella consapevolezza per giustificare le sue azioni, l’altro invece mira rafforzare l’illusione sino a… chissà, renderla reale?
Proprio per questo la metafora del ragno è perfetta: si tratta di un predatore che costruisce, con le proprie forze il suo luogo di caccia. L’intricata trama da lui tessuta lo avvantaggia rispetto alle sue prede, ma allo stesso tempo dona a lui leggi e spazi che dovrà rispettare per portare a termine il gioco. Se operasse contro le regole, rovinerebbe la sua ragnatela, perdendo risorse e spazio di manovra. Un nemico con qualcosa da perdere se agisce in maniera disonesta.

 

Un nemico di cui ci si può fidare.
Il nostro eunuco ha inoltre un atteggiamento atarassico, compatibilmente con il suo ruolo all’interno della corte più importante del continente, cercando di controbilanciare le forze che vorrebbero avvantaggiarsi disgregando il cerchio sghembo, l’armonia imperfetta rappresentata dall’ordine costituito, inseguendo il sogno di un impero perfetto perché a loro immagine e somiglianza. Costantemente, silenziosamente, tenacemente, Varys è l’argine più resistente e consapevole contro l’assoluto egoismo dell’entropico Baelish; e come tutti i veri eroi, pochissimi sono consapevoli della sua importanza. (#Tyrion #Blackwater #TrueHero)

Recentemente, le interazioni fra questi due personaggi hanno ricevuto molto poco spazio, mentre le spire della storia, frequentemente arricchita da nuove morti e nuovi ingressi, allontanava geograficamente i due contendenti. Ma con l’avanzare della violenza e della visibilità delle trame e delle brame di Bealish, non ci si può che attendere una controffensiva da parte del Ragno.

Nella speranza che possa salvare noi tutti.

whispers__baelish_and_varys___asoiaf__by_smudgethistle-httpsmudgethistle.deviantart.com
Gli altri in ordine sparso

E il resto dell’umanità del mondo fittizio di Martin?
Cosa dire di Ned Stark, entrato nei nostri cuori a causa di un senso del dovere sconfinato nella stupidità?
O di Joffrey, l’unico essere in grado di farsi odiare da tutti, indistintamente?
E della vergine virtuosa vittima di vane e vergognose violenze Sansa?

Certamente materiale su cui discutere, ma si tratta di sassi portati dalla corrente, più che fiume stesso. Di rilevante e fuori dagli schemi del Grande Intrigo invece abbiamo il nuovo che avanza: a est, la minaccia ancestrale dei draghi e della loro madre, al momento impegnata a crearsi un harem di guerrieri adoranti per la gioia di tutte le fanciulle che seguono il programma; a nord il giovane storpio preda delle visioni, incaricato di svelare il segreto dietro i nonmorti al di là della barriera (in compagnia del mitico Hodor, eroe di internet  https://www.youtube.com/watch?v=m0nS8u6Td5I ); nelle pianure di Westeros invece la combattiva Arya Stark, protagonista di un suo personale bildungsroman con il Mastino nella parte dello scazzatissimo mentore (fuck the king, e pure la voglia di vivere, ‘a mastì), impegnata nella sua personale vendetta contro chi ha ucciso la sua famiglia, cioè il 99% del mondo conosciuto. (#StarkAvatardellaSfiga)

Valhas morghulis, motherfucker.

Ultima immagine, prima dei video. arya_stark_and_the_hound___disney_got_collection_by_nandomendonssa-d7k15q9

GHOST TRACKS – BONUS GIFTS!!!

 

copyright for (pedo)Bealish© by Marco Ventura, Manfont©, All Rights Reserved

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