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La Street Art sbarca in Piazza di Spagna

di Alexandre Rossi
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Arte
N.30 del 4.6.2014
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-Roma.S.A. Spagna4

Tra le piazze più prestigiose della nostra capitale, ai piedi della monumentale scalinata della Trinità dei Monti, con vista lungo la lussuosa -e al quanto glamour- Via dei Condotti, Piazza di Spagna presenta una delle stazioni della metropolitana più trafficate dai romani e non, pendolari sempre in fretta e turisti da ogni parte del mondo. Qui, grazie anche alla sua struttura, che altro non è che una vera e propria galleria, dallo scorso 8 maggio si è inaugurata una mostra raffiguranti opere prodotte da 6 writers francesi, in una iniziativa promossa dall’ATAC (l’Agenzia del trasporto autoferrotranviario del Comune di Roma),  quindi patrocinata dal Comune stesso e in collaborazione con l’associazione “999 CONTEMPORARY”. È la prima volta che si compie un’esperienza del genere in Italia. Artisti, tutti di fama internazionale, radunati per dare vita a opere singole nell’ambito di uno spazio metropolitano e a titolo gratuito, cosa da non sottovalutare specie in periodo di crisi economica -anche- per il settore dell’arte.  I lavori, realizzati nel giro di solo un paio di nottate, sono stati eseguiti dagli artisti del Writing che si firmano con le loro TAG: C215, Alexone, Espilonpoint, Popay, Seth e Philippe Baudelocque.

La sensazione che si percepisce alla vista di queste opere, dalle varie grandezze, è quella di uno spazio reso ancora più aperto. Non più lunghi muri bianchi. La scenografia di un tetro ospedale, o se vogliamo, di un anonimo e arido luogo insignificante, smette di fare da cornice ad un luogo trafficatissimo, per dare spessore, comunicazione, messaggi di creatività e (perché no?) speranza agli utenti di un servizio comunale, come quello dei trasporti, non sempre degno di una Capitale europea. E’ noto che le linee della metro capitolina, soltanto due (sic!), sono frequentate da moltissimi utenti non paganti, è mal gestita la struttura e versa in una condizione economica che i più ottimisti la definirebbero critica, mentre i realisti non hanno reticenze a considerarla sull’orlo del fallimento!

Così nasce questa iniziativa, per una riqualificazione almeno “visiva” della stazione della MetroA in Piazza di Spagna, con l’auspicio che i disegni rimangano più a lungo possibile, ma ciò dipenderà anche dalla responsabilità dei cittadini i quali dovranno cambiare comportamento nei confronti dell’arredo urbano.

Meritano una particolare attenzione due dei sei artisti che hanno partecipato a questi lavori artistici: SETH e C215.

Il parigino Julien Mallar, in arte SETH, si è formato presso l’ENSAD (École nationale supérieure des Arts Décoratifs) e ha mosso i suoi primi passi nel mondo pubblicitario che ha abbandonato dopo pochi anni per iniziare l’avventura che lo ha reso celebre: dipingere i muri di Parigi. Con la passione per il viaggio, sempre alla costante ricerca delle culture popolari, le sue opere sono esposte in Brasile, Africa, India, Cina… e ovunque SETH lascia una traccia del suo passaggio. Infatti, i suoi graffiti, dallo stile figurativo, sono ispirati alla tradizione e alla cultura del posto.

I suoi soggetti ricorrenti, i bambini, rappresentano il valore dell’immaginazione, che l’artista vuole mettere al centro del suo universo. Immaginazione, come i bambini, dunque: da custodire e proteggere. Ragazzine e ragazzini, spesso soli, rannicchiati su sé stessi, oppure col viso rivolto verso il muro. Come se volessero fuggire, o cercare altrove protezione dalla realtà. Da un mondo reale, spesso triste, grigio, per raggiungere un altro mondo, allegro, vivace, rappresentato da un acceso arcobaleno.

S.A. Spagna3Alla stazione della metro di Piazza di Spagna, uno di questi bambini è rappresentato da SETH con colori smunti, il grigio chiaro e il bianco che contraddistinguono l’abbigliamento semplice, e con il viso rivolto per tre quarti verso il muro bianco. Un muro che viene tolto, come ad aprire un sipario, dal quale escono gabbiani di ogni colore, stilizzati o sfumati, che volano in diverse direzioni, e dal quale si scorge uno sfondo rainbow. Quasi a simboleggiare tante potenzialità da sprigionare, attraverso l’immaginazione, in vista di una rinascita culturale, espressiva e non solo.

Altro esponente francese del Writing è Christian Guèmy alias C215. Originario di Bondy, nella regione dell’Île-de-France, C215 ha frequentato l’Università parigina della Sorbona, conseguendo il dottorato di ricerca in Storia dell’Arte. Risiede a Pargi, anche se molte delle sue opere sono visibili nelle strade d’Europa, specialmente ad Amsterdam, Barcellona, Londra, Atene e Roma. Non solo sulla strada si svolge il suo lavoro, ma anche al chiuso di un laboratorio, dove si esprime anche sul legno e sulla tela per varie gallerie in Francia e nel resto del continente europeo.

Come SETH, anche C215 ama viaggiare. Le sue opere, seguendo la tecnica dello stencil, danno colore a strade e pareti di tutto il mondo, dall’Africa (in Dakar) al continente americano (San Paolo, Brooklyn, Los Angeles), dall’Asia (a New Delhi) alla Città stato del Vaticano, a Mosca, Tel Aviv, eccetera…S.A. Spagna

Non solo gente comune, anzi umile, emarginata (come i mendicanti o i migranti, oppure i bambini di strada) ma anche personalità note, tra l’altro, per la loro alta capacità comunicativa, come Papa Francesco, proprio all’ingresso della fermata in prossimità del box della biglietteria. Un pontefice sorridente  in segno di approvazione, col pollice in alto. A questo punto una domanda pare lecito porsela: ad ispirare Guèmy/C215 sarà stato il cartellone pubblicitario luminoso, affisso già precedentemente al fianco del graffito, ritraente una ammiccante modella in bikini?

La fermata della metro, sotto le sembianze di una galleria d’arte, è anche l’occasione per il lancio, da parte dell’ATAC, della campagna BIT REGENERATION,  che si concretizza nel dare colore ai biglietti per i mezzi pubblici dell’azienda capitolina (bus, tram e metro) con opere d’arte realizzate appositamente per i passeggeri. Si tratta di un modo pratico ed economico per fare la scorta dei titoli di viaggio, senza rischiare di rimanere a secco quando servono, ma anche un modo originale per continuare a celebrare il connubio tra ATAC e artisti di strada. BIT REGENERATION, dall’acronimo di Biglietto Integrato a Tempo, è partita dal 13 maggio scorso da quando sono state distribuiti 50000 carnet contenenti ciascuno 10 BIT (da 1,50€) al prezzo scontato di 14€ a confezione. Solo all’interno di mille carnet è possibile trovare un biglietto speciale da collezione, raffigurante l’opera realizzata in esclusiva per ATAC dall’artista Guèmy/C215. Ogni singolo biglietto di C215 è numerato, quindi i viaggiatori potranno avere un pezzo unico per appassionati di arte contemporanea.

I carnet scontati, non di molto è vero, sono in vendita esclusivamente in 11 biglietterie ATAC: nelle stazioni della Metro A (Anagnina, Battistini, Lepanto, Ottaviano, Spagna), in quelle della Metro B (Laurentina, Eur Fermi, Ponte Mammolo, Conca d’Oro, Termini) e alla fermata Flaminio della  linea de tram Roma-Viterbo.

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