L’Intonarumori

Visita a Camillo Amalfi

di Vincenzo Profeta
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Musica
N.26 del 26.4.2014
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copertina camilloamalfi foto di  marcella giuffrèKalium Kalzium Eisen Magnesium Mineral Biotin Zink Selen L-Carnitin Adrenalin Endorphin Elektrolyt Co-Enzym Carbo-Hydrat Protein A-B-C-D Vitamin
da Vitamin, Kraftwerk

 

Potevo stupirvi con effetti speciali, fare un ennesimo articolo anti-selfie, dire che la Vucciuria fa schifo che le donne di Palermo si vestono male, puntare sui nostri vecchi cavalli di battaglia autoreferenziali ed ormai subito stereotipati, invece ugre un intervento da vicedirettore megagalattico di redazione quale sono, supero i provincialismi e vado al sodo tiro fuori il Mourinho che è in me e dico che non sono stronzo ma mi disegnano così e udite udite parlo bene di un personaggio palermitano. Sono a casa di Camillo Amalfi un ragazzo di 50 e passa anni circondato da strumenti giocattolo inventati da lui, una molla che suona che lui chiama il camillofono, una tastierina elettronica giocattolo a batteria con lucine intermittenti, un sensore che fa suonare con impulsi luminosi, mentre lui mi prepare un caffè pessimo mi racconta di quando ha cominciato a camilloamalfi5fare noise, quando lui ha cominciato a fare noise, fare noise equivaleva ad essere un rumorista ed i disgustosi ragazzini nerd che ora fanno noise erano disgustoso sperma, quando lui ha cominciato a fare noise ero sperma anche io, erano gli anni settanta inizio ottanta, direte voi avrà cominciato a smanettare con l’atari 2006 come tutti i suonatori di noise sfigati col cappellino, macchè era iscritto a fisica, è durato un paio di mesi prima che piombasse in una sorta di autismo, da cui è uscito fuori a metà ottanta, quando ha deciso di fare il tecnico del suono, il fonico, ma Camillo ha velleità da musicista, così comincia a suonare di tutto, ma proprio di tutto come i cosi lì….insomma quelli scarsi che ora sono al moma, ah si i futuristi… e suonando suonando diventa un culto per il noise palermitano, diventare un culto per il noise palermitano equivale a darsi totalmente e musicalmente la zappa sui piedi, questo suicidio consapevole Camillo lo fa come una missione, mentre vi riporto pedissequamente alcune sue dichiarazioni: “i jezzisti palermitani sono degli stronzi, sono convinti di fare musica sperimentale mentre fanno musica classica” “il jezz è noioso mi interessa solo il suo approccio alla musica” ” ultimamente mi sto occupando di un ritorno alla melodia classica attraverso i rumori, sto compiendo il percorso inverso di molti musicisti di noise, ascolto Schumann ” ” quando trovo un giocattolo c’è un rapporto anche visivo e cerco di tirare fuori il suo suono, il suono che potrebbe darmi.” camilloamalfi2Centoventi minuti di applausi sono dentro di me, mentre mi imbatto nell’apparente disordine della sua stanza colma di tastierine e giocattoli vari, in realtà c’è uno strano ordine in torno a noi, una sorta di logica, tra schizzi e disegni che sembrano progettini di elettrotecnica mi racconta tutta la sua vita Camillo, è un rullo compressore, è gentile, quasi dolce, un uomo rassegnato vinto dall’inerzia di una Palermo che sembra sempre dirti “ecco il sole, ecco il mare, ecco i monumenti, sono cazzi tuoi adesso” e per un artista vero non c’è nulla di meglio dico io, è comunque pacificato Camillo, non ha odi o rancori, ha la sua musica in tracce in un pc, un pc sgangherato grazie a Dio, non un odioso mec e se può va a suonare ovunque glielo chiedono. Camillo chiede pochi compensi spesso non prende nulla, accetta solo ospitalità e le spese di viaggio, dalla Sicilia non si è mai mosso tranne che per una volta, per andare in Francia dove un suo amico musicista importante tale jean-Marc Montera gli ha pagato tutto albergo aereo e stipendio. Lo conobbi parecchi anni fà Camillo, in uno storico locale palermitano dal nome inquietante di “Litania” io ero amico del proprietario, lui era amico della musica che per lui è aria e per noi la sua, è spesso solo rumore. Non ha studiato Camilo è totalmente autodidatta e come tutti quelli che non hanno studiato e tuttavia esercitano arte, ha una regale magia che lo accompagna.

 

Foto di Marcella Giuffrè
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