Luigi Ontani

Edictum deorum

di Francesco Aricò
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Arte
N.25 del 9.4.2014
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Non voglio nel caso di Ontani, immergermi in una cronologia d’arte, voglio invece  provare a fare luce sul “ sentiero “ che questo magnifico asceta  ha posto in essere .

 

Ci troviamo di fronte un monaco che ha dedicato la propria esistenza alla ricerca nel campo delle esperienze dell’anima, senz’altro da un punto di vista alquanto lontano da quello accademico in voga nelle aride e ottuse corporazioni moderne: di formazione umanistica e  ( perché no ) filosofica. La sua arte è un ostinata e tenace ricerca dell’esperienza interiore; una ricerca che Luigi trova necessaria e decisiva per la sua esistenza su questo pianeta .

 

Esaminiamo adesso  l’artificio della fascinazione, con cui lo spirito del fascinatore attraverso gli occhi del fascinato si effonde nel suo cuore, per il tramite di certi raggi che sono per cosi dire “ il veicolo “ attraverso il quale viaggiano i dardi atti a colpire il fascinato .

 

L’arte di Ontani propaga un’energia indorata , intrisa di forze benefiche, e coloro che hanno la fortuna di avere dinanzi a se una sua qualsivoglia meraviglia  , è il destinatario di questo prezioso scrigno emozionale , traboccante di forze  provenienti dall’alto, colmo di un energia che porta luce e benessere ( posto che il recettore sia degno ) all’osservatore .

Opere-di-Luigi-Ontani-Museo-Andrrsen-Roma

Savio, disciplinato,  forte e brillante ,  conduce un percorso rigoroso , strutturato su una ferrea emancipazione mentale : la sua operazione la definirei una  “ sfacciata felicità “ , basata anche “ a tratti “ sul travestimento dello stile .

 

L’arte di Ontani va penetrata  e bisogna vincere l’istintivo rifiuto del primo colpo d’occhio, per ritrovarsi poi completamente sedotti ed indi                                     “ fascinati “ dall’enorme plesso disarmante delle sue ceramiche.

 

Attraverso la ceramica , l’iconografia  e la teologia d’oriente Ontani ha un registro di massima intensità e massima concentrazione:  lungo tortuose ed enigmatiche strade  il viandante si lascia catturare dai respiri di forme solenni, penetrando all’interno di uno scivolante universo dove la lucidità intellettuale si arrende alla grandezza di questo enorme dono che è l’arte e quindi , “ il sentiero “  di Ontani.

 

Incubo , sapienza e amore rappresentati con un estetismo che nel portafoglio contemporaneo , non conoscono eguali .

 

E’ un inventore di forme e colori: un donatore d’occidente  di antiche iconografie indiane. Scatenato interprete , offre ceramiche surreali, ironiche , deformate che esasperano volti e anatomie toccando frontalmente argomenti di squisita spiritualità .

 

L’inquietudine si appaga non nella chiarezza del movimento rettilineo della strada unica e sicura, ma nella paradossale certezza del dubbio, nella piena consapevolezza che la luce non viene da un’unica fonte ma da fonti diverse.

 

Ontani, mette in mostra un arte che si pone  come comunicazione assoluta, perché simbolica . Le sculture accettano il labile confine tra l’assoluto e l’assolutamente relativo, tra l’autentico ed il mistificato, urlando con voce serafiniana l’idea dell’arte quale indecifrabile e sublime spiritualità .

 

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