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Il nonno è pittore , il padre è pittore. Marco è pittore.

Trascorre gran parte dei suoi anni tra svariate botteghe di falegnameria , senza mai dedicarsi alla pittura : in un pomeriggio  invernale poi , il pittore comparve :  doveva comparire. E’ stato come conservare un premio nel cassetto ma senza sapere di averlo. Aperto il cassetto il dono integro ardeva, d’ordine genuino e pronto all’utilizzo.

Ed è questa prontezza che di Fazio mi lascia bloccato. Niente gavetta.

Partiamo già da un : “ Nessuno spazio oltre il tempo del quadro “ .

C’e’ fascino nella sua operazione . Il suo prodotto artistico produce un esperienza di chiara riconoscibilità : opera pittorico e devolve a figure umane, nelle quali una costante e spontanea ricerca della propria genetica sembra prendere piede ( definitivamente ? ) . Il tratto somatico dei volti sulla tela sembra percorrere il proprio.

Marco pone sulla tela antichi avi e  antichi dei, tutti atti alla rievocazione del proprio dna, ed essa  mai  vuole essere un gonfiamento dell’io, trattasi invece di uno spontaneo assicurarsi  del proprio dna  trasponendo con lo strumento sulla tela

La storia ci insegna ( e le moderne quotazioni anche ) , che possiamo trovarci dinanzi estremi tecnicismi, figli di lunghi anni accademici ma privi di ogni image (1)carisma.  E’ il carisma che un pittore applica alle sue figure, ai suoi mari, ai suoi deserti lunari che attribuisce al dipinto il concetto poetico, il motore attraverso il quale lo spettatore gode dell’anima del pittore.  L’anima non è vincolata al corpo per sé e in modo immediato, ma attraverso lo spirito, cioè attraverso una sottilissima sostanza corporea, che in qualche modo è intermedia fra la sostanza animale e quella elementare; e la ragione di questo nesso sta nel fatto che essa  non è sotto ogni rispetto una sostanza immateriale.

In Fazio l’anima , è un concetto palpabile .

Il merito ( che poi trattasi di fortuna e non di merito ) sta nello straordinario nubilato tra l’essere un figlio dei cieli ( e quindi con  attitudini alla comprensione dei disegni divini, applicabili poi alla tela  ) ed una dimestichezza con la materia da mettere in difficoltà i più esperti tra gli artigiani .  La valutazione del  profilo psichico in relazione alla capacità di usare le proprie intelligenze e la capacità invece sensitiva ossia l’attitudine in questo caso ad “ attingere agli stati d’animo “ , ci dicono molto su  un pittore e su ciò che la sua pittura è e sarà .

Tra i primissimi lavori un  “ Astaroth “ ( prima ierarchia ) : secondo la demonologia “ seduttore “ .

In Astaroth  c’è un recupero del mito demonologico : si ammira  lo sguardo penetrante di un vecchio demonio, che glacialmente paralizza la sua giovinezza . C’è il carisma ipnotico di un arguto   aristocratico, rimembra a grandi salotti ottocenteschi, dove peccato e perdizione erano i giardini della libidine e della crudeltà espressa attraverso la carnalità.  Nell’Astaroth di Fazio , si scruta anche un lato buono. Come s’egli infine avesse un cuore ed abilitato a riportar giustizia ( anche se crudelmente ) dove un male che non condivide sembra portare tenebra . Questo “ doppio gusto “ rende il dipinto versatile e soggetto a raffinate interpretazioni.

In Fazio c’è dell’antico ma non per questo ne è schiavo. Del passato  – o meglio dei diversi passati – ricerca gli aspetti che sente più vicini al suo modo di concepire l’esistenza operando con estrema libertà : accanto alla storia ufficiale convivono esperienze subalterne e sotterranee, accanto al reale esiste un immaginario sfrenato, vicino alla fredda legge della fisica stellare è possibile porre un’interpretazione fantastica .

 

E che non sia schiavo dell’antico lo dimostra un curioso  “ Transfer “ che invece elargisce tutta la sua familiarità con il disegno tecnico: un dipinto che loda di certo il “ celebrate diversity “ rappresentato semplice ;  senza voler tralasciare il concetto del “ un quadro oltre il quadro “  : se un dipinto  “ is able “ nel suscitare al fruitore un  “ cosa ci sarà dopo ? “ , trattasi certamente di un buon prodotto in quanto stimolante verso curiosità  extra alla  circoscrizione della tela  .

 

 

Ottimo disegnatore in possesso dei reconditi segreti ,

vive ancora in eremitaggio: presto probabilmente nelle migliori gallerie italiane.

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