Out of control

Anton Corbijn, immagini in musica

di Claudio Cataldi
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Musica
N.21 del 12.3.2014
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Facciamo un gioco: provate a contare quanta roba che porta la firma di Anton Corbijn avete a casa. Fatto? Io ho perso il conto svariate volte, e l’operazione sta prendendo molto più tempo del previsto. Tra dischi, CD, DVD, riviste, insomma non è facile. Ma ecco qualche elemento per partecipare al gioco.

Anton Corbijn nasce a Strijen, Paesi Bassi, nel 1955. Inizia in patria la sua carriera di fotografo musicale, al seguito di Herman Brood & His Wild Romance: una collaborazione che si rivelerà fruttuosa sia per la carriera dell’uno sia dell’altro (avevate mai sentito parlare di Herman Brood, “l’unica stella nederlandese del rock n’ roll”? Io no. Molto interessante, magari potrò scriverci su un altro articolo per un prossimo numero).

Le doti di Corbijn si legano presto ai fermenti post-punk coevi. Dal 1979, i suoi servigi sono regolarmente richiesti sul New Musical Express; collabora inoltre con The Face, rivista di cultura e moda post-punk/new romantic. Per tutti gli anni ’80, la cifra stilistica di Corbijn è il bianco e nero: a titolo d’esempio, suoi sono gli immortali scatti dei Joy Division. Dal 1989 inizierà ad utilizzare colori ed i filtri (una foto di Siouxsie inaugura questa seconda fase della sua attività fotografica).Songs_Of_Faith_And_Devotion Depeche mode Negli anni, il suo portfolio si arricchisce di ritratti di Don Van Vliet (Capitain Beefheart), David Bowie, Morrissey, Elvis Costello, Tom Waits, REM, Massive Attack, Kurt Cobain. Questo per limitarsi alla musica, e senza neanche menzionare tutti (chiedo perdono agli assenti). Dal 1983 inizia anche a mettersi dietro la macchina da presa, come regista di videoclip, in cui alterna bianco e nero a esplosioni di colori (a questo proposito, ricordate il video di Heart Shaped Box dei Nirvana? Ecco).

La sua carriera, tuttavia, è legata soprattutto a tre nomi: Joy Division (dei quali ho già detto, e dirò ancora), U2 e Depeche Mode.

La collaborazione con il quartetto irlandese inizia ai tempi del loro primo tour statunitense. È di Corbijn lo scatto di copertina di The Unforgettable Fire (1984), il celeberrimo bianco e nero di The Joshua Tree (1987) così achtung_baby u2come la miriade di fotografie che vanno a comporre l’artwork di Achtung Baby (1991) e il ritratto wahrol-discotecaro di Pop (1997); è regista del video di Pride (1984, suo primo clip a colori), della prima versione di One (1992) così come di Please (1997) e di Electrical Storm (2000). La liason continua sino ai giorni nostri: Linear (2009) è un film diretto da Corbijn che accompagna ed integra l’album No Line on the Horizon, ultima prova Depeche_Mode_-_Violator(ad oggi) degli U2.

Si diceva anche dei Depeche Mode. Anton Corbijn ha realizzato quella che è, forse, l’icona massima del quartetto: la copertina di Violator (1990). È anche direttore di tutti i videoclip tratti dall’album: apice di una collaborazione nata a metà anni ’80 e che perdura tutt’ora. Suo lo scatto di copertina del live 101 (1989), di Songs of Faith and Devotion (1992), Ultra (1997), Exciter (2000), Playing The Angel (2005)…tutto questo tralasciando i singoli e i videoclip associati.

A proposito di album, ecco un breve excursus delle copertine che portano la firma del Nostro: Captain Beefheart – Ice Cream for Crow (1982), Echo & The Bunnymen – Songs to Learn & Sing (1985), Morrissey – Viva Hate (1988), The Creatures – Boomerang (1989), Gavin Friday – Adam ‘n’ Eve (1990), Peter Murphy – Holy Smoke (1992), The Rolling Stones – Stripped (1995), Nick Cave – The Boatman’s Call (1997) Mansun – Little Kix (2000), Tricky – Blowback (2001), Bruce Springsteen – Devils & Dust (2005). C’è bisogno di continuare? In ogni caso sul sito http://www.corbijn.co.uk/ trovate questo e molto altro.controlposter

Per me, comunque, Corbijn resta e resterà sempre associato ai Joy Division. Avesse solamente scattato le splendide foto della band, avrebbe comunque un posto di riguardo nell’elenco delle Persone che Maggiormente Stimo. Ma il buon Anton ha fatto di più: il (bellissimo) videoclip per la ri-edizione di Atmosphere (1998) e il biopic Control (2007), suo primo lungometraggio. Il film è basato sul libro di Deborah Curtis, Touching From a Distance (in Italia il titolo è discutibilmente tradotto come Così lontano così vicino, come uno dei film più pesanti di Wenders); affronta dunque le tappe della vita di Ian e il rapporto con la moglie, sullo sfondo delle vicende della band. Il film è diventato un piccolo oggetto di culto; presentato a Cannes, ha vinto ben 5 premi al British Independent Film Awards, è stato acclamato dal Guardian come “miglior film dell’anno” ed è stato apprezzato dai membri della band (cosa niente affatto scontata).

Dunque possiamo tornare al punto di partenza: provate a contare quanta roba a firma di Anton Corbijn avete a casa. Fatemi sapere, e vediamo chi ne ha di più.

 

Claudio Cataldi

 

Video:

 

Joy Division – Atmosphere (1988)

 

http://www.youtube.com/watch?v=0We9d5J3BLQ

 

Depeche Mode – Enjoy The Silente (1990)

 

http://www.youtube.com/watch?v=m0AKJMGxwpE

 

NickCave & The Bad Seeds – Straight To You (1992)

 

http://www.youtube.com/watch?v=CYbOHXMtelU

 

Nirvana – Heart-Shaped Box (1993)

 

http://www.youtube.com/watch?v=n6P0SitRwy8

 

Johnny Cash – Delia’s Gone (1994)

 

http://www.youtube.com/watch?v=Y1iKEPzF1Js

 

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