People have the power

Ancora sul crowdsourcing

di Silvia Zammitti
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Hype
N.25 del 9.4.2014
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Lasciarmi ispirare da Patti in sottofondo e scrivere della fiducia nelle persone oggi mi sembra impossibile.

Reduce da una una-due-tre settimane di gioco al massacro sul posto di lavoro, tolto l’elmetto per predispormi al santissimo week-end, sono stata appena bidonata per la seconda-terza-nesima volta dal mio lui perfettamente organizzato e poco propenso allo spostamento palermitano.
Vorrei solo continuare a dormire a oltranza nel divano a scrocco di mia sorella e rifiutare ogni possibile contatto umano. Ma questo blog-zine è troppo figo, e io ho una promessa da mantenere con lui e con me stessa. Perciò scrocco anche una tisana del buonumore and I try to make up my mind. Patti will help.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=pPR-HyGj2d0&w=420&h=315]

Del potere delle persone che realizzano progetti condivisi grazie al potere della rete: il crowdsourcing è un processo sociale e un nuovo modello di business che permette di fare cose attraverso la partecipazione on line degli utenti e l’uso di tecnologia open source.

Creare conoscenza, lottare per una causa, sviluppare idee creative per il lancio di nuove campagne pubblicitarie, fare un film con i video di selfie youtubbers, condividere passioni più o meno comprensibili e molto trendy come il crowdknitting, finanziare progetti reali.

italyinaday

Chiamali miracoli dell’era digitale, grazie a un pc, uno smartphone, una connessione internet e un po’ di voglia di mettersi in gioco, la community non è solo virtuale, ma può dare un contribuito molto concreto, soprattutto quando mette in condivisione denaro. Grazie al crowdfunding, la raccolta fondi on line, è stato possibile ad esempio raccogliere più di 115 mila euro e organizzare la 14esima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, finanziare un giornalista di belle speranze che ha potuto girare l’America per raccontare le primarie del 2012, e poi scriverci un libro, ma anche andare in viaggio di nozze, costruire ospedali in India, lanciare una linea di moda, comprare un nuovo obiettivo per la reflex.

ijf

Il finanziamento può avere un budget specifico per donazione o essere libero e il progetto può essere funzionale a realizzare ambizioni e desideri molto personali o essere orientato ad accrescere il bene comune. In qualunque caso, l’utente è libero di crederci e di dare il suo contributo, sentendosi parte di qualcosa che ha creato facendo rete con altri come lui, da altre parti del mondo, o anche di guadagnare nel realizzarlo.

kapipal manifesto

Attraverso il crowdsourcing ognuno può fare la sua parte, proponendo un progetto e invitando gli altri utenti a contribuire fattivamente a realizzarlo. Il motore sono i social network, grazie alla viralità e alla condivisione.
Il lato positivo è, nella vita reale come in quella virtuale, correre il rischio, rinunciare a un pezzo di sè in modo consapevole, senza vivere questa rinuncia come tale, ma come un dono. Insieme si può fare, e meglio.

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