Perché fermarsi?

Intervista a Coldair

di Claudio Cataldi
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Musica
N.25 del 9.4.2014
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coldair 3Daniel Benjamin dei Sea + Air, nella sua intervista per Kill Surf City, aveva annunciato la fine dell’egemonia musicale anglo-scandinava. Coldair sembra giungere dalla Polonia proprio per convalidare la sua tesi – anche se, scoprirete, non la condivide. La creatura del giovane Tobiasz Biliński è  un indie-folk personale, malinconico ma non autocommiserativo, incisivo tanto nell’essenzialità di voce e chitarra quanto se rinforzato da scariche di ottoni e improvvise incursioni elettroniche. Sono venuto a contatto con la musica di Coldair lo scorso settembre, quando gli chiesi un brano per la compilation che stavo curando per la tape label che co-gestisco, la Seashell Records. Lui accettò e il suo brano, la splendida “Sign”, apre la facciata A di Pluviôse, la compilation suddetta. Ai tempi, lui era in procinto di pubblicare il suo terzo album, Whose Blood. Da allora, Whose Blood è uscito ed è stato recensito entusiasticamente ai quattro angoli d’Europa; Tobiasz si è imbarcato per un lungo tour europeo con una generosa puntata italiana; ha portato a termine un fruttuoso tour americano e, adesso, è in procinto di tornare in Europa. Quando lo contatto per l’intervista, sta lasciando il Texas alla volta della nativa Polonia, per poi dirigersi in Portogallo. E a breve si esibirà al Primavera, a Barcellona. Insomma, un percorso vorticoso in pochissimo tempo.

1)      Tobiasz, com’è stata l’accoglienza a Whose Blood finora?

È stata grande! Ricevo un sacco di segnali dai quali si capisce che la gente apprezza l’album. Questo mi rende felice e sto già lavorando al nuovo. Perché fermarsi?

2)      Recentemente ti sei impegnato in un tour statunitense. Che ci dici di questa esperienza? Ho visto delle foto di Seattle, il mio sogno sin da quand’ero adolescente…

Yeah! In realtà sto rispondendo a queste domande mentre aspetto il volo di ritorno verso la Polonia. È stato davvero fantastico. Ho suonato in Texas, California, Oregon e Washington e ho davvero amato tutto questo (beh, la maggior parte). Seattle è un posto fantastico e, penso, la mia città americana preferita finora. Grandi vibrazioni lì! Stare in tour negli States è davvero duro. Prometto che non mi lamenterò mai più riguardo al suonare in Europa! Ma tornerò di sicuro. Mi ci sento a casa.

3)      Sarai al Primavera. Ti esibirai con un set  full-band o da solo?

Già, suonerò al Primavera ed è molto emozionante! Farò un solo act. Al momento suono così tanto che è possibile unicamente farlo da solo, e devo ammettere che mi piace. Fate un salto a vedermi se siete lì! Penso che suonerò all’Adidas stage e anche all’Apolo club. There will be a lot of bass.

4)      Uno dei tuoi segni distintivi è la commistione tra modern indie-folk e ottoni. Come hai sviluppato quest’idea?

Beh, non penso sia un’idea unica! Un sacco di band lo fanno. Però sì, credo sia anche uno dei miei segni distintivi. Ho sempre ammirato le performance di band con strumenti ad ottone. Non so neanche se potrei definire la mia musica modern indie-folk, dato che cambia in continuazione. La gente che mi vede dal vivo resta spesso sorpresa – è un po’ diverso da quello che si sente sugli album!

5)      Hai mai pensato ad un side-project?

In realtà Coldair nasce come un side-project dalla mia precedente band Kyst. No, non voglio un side-project per ora. Coldair richede così tanto tempo ed attenzione che non penso potrei gestire altro!

6)      Dicci qualcosa della tua etichetta Twelves Records.

Onestamente, questa etichetta è solo una faccenda che ho creato per divertimento, per pubblicare la mia roba. Non ho idea se in futuro la svilupperò ulteriormente, pubblicando altri artisti. Quando degli artisti mi dicono che vogliono pubblicare la loro roba su Twelves Records, io li rigiro ai miei amici che lavorano con “vere” label. Sono solo io che mando avanti l’etichetta, e sono costantemente in tour e al lavoro sulla mia roba – non ho tempo di pianificare uscite multiple! Devo anche stoppare la spedizione dei dischi di Coldair quando sono in tour, dato che sono l’unico che se ne occupa!

7)      La scena indipendente in Polonia. C’è un numero crescente di artisti indie-folk? O la scena è differentemente orientata? Qualche buon gruppo o solista che ti senti di consigliarci?

La gente della mia terra natale mi odierà per questo, ma non mi piace per niente la musica polacca. Ho sentito talmente tanta roba brutta e scadente, di recente, che ci ho rinunciato. Per essere onesti, al momento mi sto attrezzando per andarmene dal mio paese perché non credo che la mia musica gli appartenga – dannazione, non penso di essere io ad appartenergli. Ovvio, ho una piccola cerchia di fan, ma molto, molto piccola. Ci sono un po’ di artisti interessanti in Polonia, uni di questi è il mio amico Michał Biela e la sua band. Ha da poco pubblicato un singolo dal suo prossimo album solista, date un ascolto qui: michalbiela.bandcamp.com/track/one-summer-night.

8)      Penso che, al momento, artisti provenienti da ogni parte d’Europa abbiano la possibilità di esprimete la loro visione musicale, senza confini. Condividi questa idea, o pensi che ci sia ancora un ruolo guida da parte di paesi come il Regno Unito?

Penso che ci sia ancora un ruolo guida. Certo, è più facile promuovere la tua roba grazie a Internet, frontiere aperte nella UE, ecc., ma la gente ancora pensa sotto forma di stereotipo. Credo che sia ben più difficile “farcela” in Europa se vieni dalla Polonia piuttosto che, diciamolo, dalla Germania o UK. Tutto sta nell’immagine del paese. Ci sono eccezioni, ovviamente. Sono felice di poter esportare la mia musica in Europa e so che alcuni la ascoltano. È bello.

9)      Tornando alle esperienze live: che ci dici del tuo ultimo tour in Italia? Penso che tu sia particolarmente apprezzato da queste parti.

L’ho adorata! I concerti mi sono piaciuti un sacco, gli italiani sono molto cortesi e amichevoli. Per non dire del cibo! Tornerò di certo, probabilmente all’inizio del 2015, dato che sono molto impegnato fino alla fine dell’anno. Tornerò con una band, perciò stay tuned!

10)  Cosa ci dobbiamo aspettare dalle tue prossime uscite? Più elettronica (come nell’alternate version di “Safe & Sound”) o un ritorno alle radici folk?

Onestamente? Non ne ho assolutamente idea. Di solito lavoro ai miei album all’impronta, in studio, sviluppando le idee delle demo. Possono diventare qualsiasi cosa. Di recente ho iniziato ad apprezzare la roba elettronica, ma ho in programma di registrare un album a settembre a Philadelphia – un sacco di cose possono cambiare nel frattempo. Posso solo assicurare che sarà abbastanza strano!

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