Ricordate Fabio Grosso?*

*al mondiale a casa loro?

di Vincenzo Profeta
Commenti
Hype
N.34 del 18.7.2014
Share to Facebook Share to Twitter More...

“Appena 168 cm di altezza. Peso forma a 72 kg, difficilissimo da mantenere per una tendenza familiare ad ingrassare.

E ancora, una deformazione congenita alla colonna lombo-sacrale era fonte di infiammazioni continue.
Dovette fare largo uso di infiltrazioni di anestetici e cortisonici.
Ebbe continui traumi di gioco.
Per la sua capacità di palleggio è stata chiamata in causa una eccezionale rapidità di trasmissione degli impulsi nervosi dalla corteccia cerebrale ai muscoli. Inoltre, le poco esplorate potenzialità intuitive dei mancini: nel suo caso, simultaneità tra ideazione e azione, visione panoramica del campo di gioco, capacità di anticipare gli eventi.
Il suo corpo, e in particolare la sua gamba sinistra, hanno una sensibilità fuori dal comune nei confronti della palla di cuoio, tanto che questa pare come un’estensione della sua personalità.”

(brano tratto da Enrico Deaglio e Roberto Pistarino, “Maradona: le gambe che hanno sconvolto il mondo”, Mixer, RaiDue, 1992)

 

Fabio_Grosso_2008Premetto che io questo calcio da playstation lo tollero ben poco ormai nonostante sia stato un grandissimo appassionato del Milan, sì la squadra di Silvio Berlusconi il cattivone, l’incubo di voi hipster intellettualoidi, quella che ha vinto tutto e da buon terroncello ne vado orgoglioso, poi durante i mondiali come capita spesso tutti i profani si improvvisano espertoni, e chi lo ha sempre seguito il calcio e magari è un po’ deluso torna a casa tra questi eroi miliardari ed impenitenti, pieni di fica soldi e figli illegittimi, in Brasile esiste pure una scuola che garantisce alle ragazze più disinibite con una modica iscrizione di 300 euro lo sposalizio di un calciatore.

 

Di questo mondiale posso tranquillamente affermare che non era solo la squadra di Prandelli a non valere una cicca bucata, la squadra di telecronisti Rai con la pelata del miracolato Mazzocchi ad illuminare le nostre notti mondiali non era da meno.

 

È appena finita l’anonima semifinale Argentina-Olanda, l’Argentina è come al solito sorniona e vola in finale e l’Olanda è come al solito sfigata e torna a casa, il mondo è tornato a girare nel verso giusto pare, la Pulce (leo Messi) contro i panzer una nuova ridicola sceneggiatura è quasi pronta, quasi dimenticavo i panzer tedeschi, il sette a uno storico, la disfatta delle disfatte, è forse figlia dei peggiori incubi brasiliani, in questi giorni ne ho sentite di tutti colori davvero, che se il campionato del mondo fosse una cosa per conigli juventini e fighetti tatuati con la cresta o sparatori di cazzate al bar noi saremmo campioni del mondo, ma grazie a Dio il degrado calcistico in atto non è arrivato ancora a tutto questo, e c’è voluto un po’ di sano realismo teutonico per emozionarci tutti, la Germania (i cui calciatori non a caso sono tra i meno tatuati ed i meno crestati del mondo) che riesce a far provare emozioni? Sì, sono stati stronzi i teteski ed hanno sfoderato una sorta di nazismo emotivo che ha ridotto in pappa quei montati dei brasiliani, quei ballerini di samba un po’ frù frù con facce e nomi da fumetto americano, tipo Hulk, vanno a casa ed hanno fatto bene i tedeschi ad infierire, si perché il calcio è uno sport cattivo e non ha cuore e quando si ricorda di averlo ci regala momenti fantastici roba che nessun articolo di quella smielata cagna di Concita De Gregorio potrà mai cogliere, perché sono sfumature che nessun profano dell’ultimo minuto potrà mai raccontare, sono facce, gesti unici, spesso politicamente scorretti, morsi erba in bocca, espressioni incazzate, tutta roba che il pietismo di Repubblica non potrà mai veramente rivelare neanche alleandosi col decrescitismo de “il fatto quotidiano.”

 

“Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti”

Gianni Brera

 

Per adesso ha vinto l’etica puritana e protestante dei tedeschi dove si deve umiliare l’avversario che deve prendere esempio dal migliore per evolvere la sua condizione di inferiore, è così, basta bambini finto-poveri inquadrati in maglia giallo oro che piangono, ragazzine sbarazzine deluse, il povero Brasile stile Benetton annegato nella retorica degli straccioni la cui unica ragione di vita è il calcio e che invece sbatte contro la cinica Germania, un copione scontatissimo trito e ritrito che qualche geniale sceneggiatore sta già scrivendo, si perché scriveranno libri, film, poesie, e canzoni su questa partita e sappiamo già tutti su cosa andranno a battere, al tecnico tedesco Joachim Löw.  Manca il cane Rex e poi è tutto perfetto.

 

A Blatter il cattivissimo mega presidente galattico della FIFA che non ha mai giocato un solo minuto di calcio neanche nel campetto sotto casa va bene così, il suo mondiale al pan di zucchero per gli sponsor lo ha ottenuto, con spray per le barriere sulle punizioni, con mega squalifiche al morsicatore uruguayano Suarez (e pensare che ho visto difensori interrompere carriere e godersi la loro fino ai quaranta inoltrati) ed in finale quella favoletta per debosciati che è Leo Messi, ammenochè non dimostri al mondo di essere finalmente un uomo vero fatto di carne e sangue non una splendida figurina del tiki taka di sapagnoleggiante memoria, tiki taka parola spagnola orribile che preferiamo tutti dimenticare sinonimo impomatato di giochicchiare bene in minigonna, in un paese zimbello dei poveri un coglione ci ha pure intitolato una nota trasmissione sportiva. Insomma mentre tutti i giornali ormai inneggiano alla devastante Germania con il chip con la svastica inserito nella corteccia cerebrale dei tedeschi (non ditelo ai grillini per favore)  a fare furore insieme alla strana maglia della Germania simil-Bayern su ebay (fosse stato il Bayern a giocare con il Brasile l’atra sera?) io ricordo a voi telespettatori  che i tedeschi ai mondiali con noi hanno sempre perso, perdono sempre malamente ed il primo gol lo prendono dal nostro giocatore più sfigato, ricordate Fabio Grosso al mondiale a casa loro? 700 anni di serie B un buon anno al Palermo e poi la nazionale, leggero strabismo, pochi gol in carriera, pare parlasse meno di quanto segnasse, poi folle corsa e gol che spedisce a casa i crucchi, tanto per dire che si può essere puritani e protestanti quanto volete ma il calcio è cattivo e stronzo anche con i puritani, l’atra sera il portiere tedesco Manuel Neuer sul sette a zero prende un gol stupido ed inutile da Oscar anonimo attaccante brasiliano, mi è subito bastato guardare in faccia Neuer per capire che c’è ancora speranza anche per i non protestanti puritaneggianti in questo mondo, in quel momento Neuer ha capito che anche loro non possono essere perfetti e che la noiosa perfezione non è ancora di questo sport e di questo mondo per fortuna.

 

comments powered by Disqus