Sagittario

Centro Galattico

di Alessio Mirante
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N.6 del 27.11.2013
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Non posso farci nulla, le Sagittario mi piacciono. Siano esse amiche o amanti, le Sagittarielle sono, statisticamente, le ragazze che preferisco. Un mio maestro, che il Cielo l’abbia in Gloria e la Terra gli sia lieve, diceva che il Sagittario non scaglia le sue frecce tanto per colpire il bersaglio…quanto per correre insieme a queste. Tale competizione con le proprie attività o idee, che in una può prendere forma di gioco e in un’altra di missione, me le rende facilmente simpatiche. Certo, questo continuo mettere in discussione quel che si sta facendo, misurandolo con l’idea che si ha di sé, può diventare facilmente anticamera di inefficacia o di perversione. Alla fine un obiettivo bisogna pur colpirlo per misurarsi con ciò che ci circonda dandoci, di fatto, forma. Escludersi dalla resa dei conti è tipico del Sagittario immaturo, che rifugge le responsabilità assecondando la parte instabile della sua natura dinamica.
Questo articolo parla della Vittoria del Sagittario, attraverso moduli e non un percorso.

 

Autunno e tramonto

un senso di sublime
di qualcosa d’assai più profondamente interfuso,
la cui dimora è la luce dei tramonti
W. Wordsworth

Paragrafo Autunno

Quando il Sole entra nel Sagittario (la cui costellazione è indicata come Centro della nostra Galassia), l’Autunno è al suo ultimo rantolo prima di cedere il passo all’Inverno algente.
Questa stagione viene puntualmente inaugurata dalla Bilancia, settimo segno e dunque primo della seconda metà del ciclo stagionale, che comincia il suo regno con l’Equinozio d’Autunno, data in cui giorno e notte possono vantare parità d’ore. Segno di Equilibrio dunque, che prende il testimone dalla Vergine, segno di riflessione, segno di una Natura che dopo gli eccessi estivi comincia a chiudersi in sé stessa, e lo cede poi allo Scorpione vero araldo della Morte, il cui vessillo è fatto di foglie cadute.
Il Sagittario prende il pungiglione dello Scorpione, ultimo singulto di vita prima dell’Inverno, e lo scaglia lontano, oltre l’ultima stagione, facendone il seme igneo dell’Ariete, segno che innescherà la miccia del nuovo ciclo.
L’Autunno in Alchimia è associato alla fase finale della ricerca della proverbiale Pietra Filosofale: la Rubedo, o Iosi o Opera al Rosso. È anche il Tramonto, il declinare del Sole prima della Notte, il faustiano “passo estremo della più estrema età”, il momento in cui l’Uomo fa i conti con la propria vita. L’Elemento associato a quest’immagine di mite consumarsi è il Fuoco.

 

Brace e vocazione

È dunque questo che chiamano vocazione:
la cosa che fai con gioia, come se avessi il fuoco nel cuore e il diavolo in corpo?
Josephine Baker

Paragrafo brace

Se l’Ariete è fiaccola e il Leone è Sole, il Sagittario è brace. È il fuoco che dura, che persevera e tarda a cedere la propria energia, eppure si consuma da sé ed è dinamico, passa dall’igneo al cinereo e dal cinereo all’igneo. La luce del carbone incandescente che pulsa al buio.
Il Sagittario preannuncia con la sua consistenza materica il terreo Capricorno, ma la sua energia, ora latente ora evidente, guarda ancora più lontano, alla Primavera dell’Ariete, perché la sua vocazione infondo è ardere di nuovo dopo un momento di riposo. Il Ristoro vero sarà poi nell’accettazione della propria Natura ignea.

Sagittario è il segno che sta davanti all’Abisso e difficilmente riesce a fare a meno di gettarvisi, c’è un forte anelare la morte, un impulso autodistruttivo che però cova in sé la consapevolezza brechtiana che “la notte più lunga eterna non è”. Il Sagittario guarda il Capricorno, l’Inverno, la Notte dalle Ali Nere, e ci si immerge cercando oblio, fine a quel suo pulsare, cercando di spegnere quell’ardore, quello zelo che lo spinge. Spegne la tentazione assecondandola fino a farsi male, e in quella capra pisciforme si intravede l’eco dell’altro ovino zodiacale, l’Ariete, che aspetta oltre il buio la freccia infuocata con cui torneranno vita e calore (sì, lettore malizioso, io sono Ariete).
Il Sagittario è dunque segno di Vocazione, più di ogni altro. Non è un segno necessariamente produttivo, anzi tende sempre a non far breccia, sperimenta magari, prova ma difficilmente cerca di ottenere un compimento. Per fortuna l’Inerzia o le sue capacità lo trascinano spesso ad esiti positivi ma gli sembra quasi una condanna. La condanna dell’Ottimista, che non può fare a meno di trovare opportunità ovunque, anche quelle che non riesce ad apprezzare, anche dove non può arrivare.

 

Ma ecco Amore

Si ama prima per azzardo,
per gioco, per curiosità,
per avere dentro uno sguardo
Luce di possibilità.
Géraldy, Méditation da “Toi et Moi”

Come il maestro di Kyudo, il Sagittario si concentra più sulla freccia e sulla posizione che sul bersaglio. Il bersaglio serve allo sguardo per impostare la mira, non tanto per essere colpito, e se la freccia non andasse poi (per l’Inerzia o le capacità di cui sopra) a finire comunque inevitabilmente da qualche parte, allora si potrebbe dire che il Sagittario è un onanista. Non è detto. Basti l’esempio dell’Amore.
Il Sagittario, quando punta qualcuno lo sta semplicemente usando per misurare sé stesso. Fa una scommessa sulle proprie capacità seduttive o di convincimento (son due approcci ben divergenti, badate bene), predispone tutto e poi, scoccato lo strale, se colpisce il bersaglio in genere finisce lì, se invece sbaglia mira allora potrebbe riprovare, ma solo se il bersaglio è mobile e lo intriga; se il bersaglio è fisso e agogna d’essere colpito allora il Sagittario potrebbe soffermarsi su di esso solo per esercitarsi ma magari continuerà volutamente a sbagliare mira perché più interessato dalle miriadi di possibili traiettorie a sua disposizione.
Certo, le frecce non sono infinite, certi bersagli posson diventare improvvisamente mobili oppure esser colpiti da qualcun altro e qui il Sagittario, ahi lui, si ritrova difronte all’Abisso. “Non si giuoca col cibo”, mi diceva lo stesso maestro di prima, a proposito di certi miei perversi esercizi.
Specialmente nel “Most dangerous game”, la caccia all’essere umano, predatore e preda son ruoli facilmente interscambiabili.
Non è difficile piacere ad un Sagittario. Specialmente se questo è ancora indeciso se farsi cenere o fiamma. Facile anche prendere in giro il Sagittario, e molti potrebbero anche provare a tenerlo fra le mani, per riscaldarsi o scottarsi, quel tenero, dolce pezzaccio di carbone che ha portato loro la Befana per punirli di qualche perverso esercizio.

 

Ultima riflessione

In ultima analisi, noi contiamo qualcosa solo in virtù
dell’essenza che incarniamo, e se non la realizziamo,
la vita è sprecata.

C.G.Jung

Quel che temo di più, dalla serie di articoli astrologici che intendo scrivere, è che la gente si crogiuoli in certe facili accidie, cadendo nell’orrendo errore del “son fatto così”.
Il Segno sotto cui nasciamo è l’istantanea dell’Universo in quel momento, non possiamo affidarci all’Inerzia, perché poi il mondo che ci circonda non smette mai di cambiarci, di condizionare la nostra traiettoria, perché

Siam navi all’onde algenti
lasciate in abbandono:
impetuosi venti
i nostri affetti sono.
Ogni diletto è scoglio:
tutta la vita è mar.

Ben, qual nocchiero, in noi
veglia ragion; ma poi
pur dall’ondoso orgoglio
si lascia trasportar
Metastasio, L’Olimpiade

 

Copertina di Ste Tirasso
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