Sta sempre in piedi il vitello d’oro

di Giovanni Messina
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Musica
N.28 del 14.5.2014
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Anges purs, anges radieux!
Portez mon âme au sein des cieux!
( J. Barbier, M. Carré )

Presi da tedio per l’italico 25 aprile, si è andati in trasferta sublimante. Mentre qui si intonava bella ciao, noi si faceva ingresso alla Royal Opera House, Londra. In scena il Faust di Gounod.

Pioggia di rito all’esterno, stradina presso Covent Garden, bandiere rosse con effigie reale. Ingresso da pesantissima porta d’ottone, laterale. Atmosfera pacatamente distinta, qualche decina di persone assiepata con disinvoltura nei pressi della porta d’accesso alla platea.

Scala mobile a sinistra, violento odore di cibo. Cupola vitrea, vera volta del tempio, ristoranti, lounge, champagne e panini portati da casa, blazer blu ed abiti lunghi, pullover e scarpe di vernice.

Umanità amenamente in attesa dell’evento routinario del dopolavoro. Aperitivo non milanese.

Loggione. Poltrona, visuale perfetta, rosso uniforme di tutte le sedute. Palco scenico. Enorme. Trionfale. God Save the Queen. Il teatro trabocca. Accanto a noi gentile signora, rampante trentenne dal riso sincopato e con cibo da casa. Pessimo.

Opera lunga, pagine musicali superbe ben dirette dal Maestro Benini e performate dall’orchestra  della Royal Opera House. Il coro e le coreografie si esaltano.

Gioventù e morte, tentazione e peccato, espiazione e dannazione danzano vorticosi per tre ore accompagnati dai toni melliflui del faustdemonio, il Tentatore, il Seduttore, re della Valpurga, Bryn Terfel, gran baritono, faccia da cattivo, vagamente sottotono, dalla voce tonante di Faust, Calleja, maltese brillante, ben adattato alla parte. Seduzione e delirio di onnipotenza, prendere tutto per perderlo, avere per dannarsi. Spazzato via Orazio si guarda ai titani come paradigma. Si muore soli.

Alexia Voulgaridou sostituisce Anna Netrebko in Margherita. Lo fa al meglio delle sue possibilità, in un ruolo che appartiene al suo repertorio. Nota di merito a Simon Keenlyside, Valentino, magistrale.

Le scene, curatissime in ogni dettaglio, assorbono completamente la vista e la concentrazione dello spettatore. Fondamentali gli elementi alternatamente posti al centro di scena. Baule della trasformazione, crocefisso, scrigno di gioielli. A destra la salvezza, organo e pulpito, a sinistra la dannazione, buca del demonio.

Giù il cappello all’Angiolo salvifico, vade retro Satana, al prossimo incontro.

Immagine: Faust, Royal Opera House

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