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“Io di patatine ne ho prese tante: gustose, fragranti. Non ce la faccio a stare senza, le ho provate tutte: americane, tedesche, olandesi. rocco-siffredi-amica-chips_2Con la sorpresa. Le mangiavo, così, senza troppi complimenti, anche tre alla volta. Ma nessuna è come questa. Fidati di uno che le ha provate tutte: Amica Chips è la migliore”

 

Uno. La sottoscrizione di una abbonamento premium su YouPorn consente di sfregarsi gli occhi, e non solo quelli, con i giochetti erotici di due piacenti ventenni vestite à la marinaretta, pagate per aumentarvi il battito cardiaco nell’istante in cui lo desiderate. Due. L’abbonamento per RedTube permette di partecipare a videochat con donne sulla cinquantina piene di maternità, anche loro pagate per farvi crescere qualcosa. Tre. Se non pagate YouPorn e RedTube il divertimento è ugualmente assicurato. Quattro. Invece di chiuderle subito, date un’occhiata a quelle fastidiose finestre pop-up che v’intasano il desktop: Olga o Svetlana, una delle due a caso, potrebbe essere nei dintorni di casa vostra.

 

Dai, trovatemi un motivo per mettere al mondo un figlio, senza però pensarci, così, come vi viene. Urla e pannolini sporchi per i primi cinque anni. Dovrete pagargli la scuola, la droga e la birra per altri venti. Poi vi chiuderà in un ospizio e getterà via la chiave. Ora trovatemene uno per avere una relazione stabile. Gelosia, sesso riconciliante e di nuovo gelosia. La relazione stabile ve la porterete fino alla tomba e, se Dio esiste, anche oltre. Un motivo per non dedicare dieci minuti della mia giornata alla pornografia? Nel più sincero dei casi questi tre motivi non esistono.

 

Se di santa pazienza vi mettete a rovistare tra le migliaia di statistiche a portata di click, la maggior parte inutili, dovreste facilmente imbattervi in quella che riassume il consumo di pornografia online nel mondo. Io ve la servo in un piatto d’argento informandovi di un solo dato: dieci, ovvero i minuti giornalieri trascorsi in media da una persona davanti alla pornografia. Di buono c’è che il maschio italiano tiene alta la media piazzandosi quarto dietro americani, francesi e inglesi che si spartiscono il podio dei fedelissimi utenti xxx; di cattivo c’è che, facendo due conti, la pornografia non sta aiutando a far crescere gli alberi. Ora, ammesso che la pornografia esclude, il più delle volte, il suo assiduo consumatore da quel complesso gioco di ruolo che è il rapporto a due – non ditemi che rende il gioco più divertente, non ci credo – e se quelle cifre che finiscono in mln sono vere, allora sperdere seme al vento potrebbe diventare davvero la nuova frontiera concettuale della fecondazione: la battaglia contro la natalità è praticamente vinta se pensate che per ogni bambino non nato del pianeta cento persone si sollazzano davanti a un video hard. E non c’è granché da stupirsi, non esiste una ragione valida per non procurarsi della pornografia. E chi ha bisogno di un coito quando c’è la pornografia? Chi ha bisogno della scuola sotto casa quando può godere di tutti i vantaggi della formazione a distanza? Il rilascio graduale di endorfina, gli otto secondi di profonda e ineguagliabile gioia. Sì, certo, sono gli stessi. Ma l’eccitazione dell’anonimato? La sfida del fai-da-te fai-per-tre? Il voyeurismo.

creative porn

Per chissà quale inspiegabile ragione la pornografia è la principessa dell’immoralità, la sua detenzione è segno indistinguibile della depravazione umana. In genere ciò che è legato al sesso è nemico comune di ben pensanti, chierici e nonne che lo combattono assicurando cecità, collera divina e via dicendo. Le legislazioni nazionali invece si accordano in maniera diversa su come risolvere il problema, se proprio un problema pornografia devono affrontare. In Islanda, per esempio, la pornografia è assolutamente proibita: non è possibile detenere o divulgare materiale pornografico, pena la galera. Funziona al contrario in Polonia dove le azioni legate alla pornografia sono lecite, a patto che esse non facciano riferimento a particolari devianze sessuali. Per quanto riguarda l’Italia, la normativa sulla pornografia è altrettanto chiara. Ufficialmente è vietato commercializzare e mostrare pornografia ai minori di diciott’anni. Divieto assoluto. Ma se alla parola pornografia eliminate il suffisso -grafia, allora il discorso cambia. Allora il softcore, ossia la pornografia che solo presuppone l’atto sessuale senza rivelarlo può essere mandato in onda dopo la mezzanotte e quindi essere, nella pratica, accessibile a tutti; allora è all’esame una legge che dovrebbe legalizzare la prostituzione esercitata a domicilio, perché sembra inevitabile; allora veline, schedine e letterine possono mostrare la mercanzia a pranzo e cena, così la chiacchierata con papà diventa più interessante; allora le mignotte possono essere chiamate come la gamma di una vecchia Ford, come se fossero l’auto dell’anno. Altri Paesi, invece, ammettendo la probabilità statistica di simbiosi tra legislatore e consumatore di pornografia, hanno intrapreso una vera e propria cultura per la pornografia e per il porno- in genere. Informatevi sull’educazione sessuale in Giappone.

pretty schoolgirl

Chi non conosce la legge della domanda di mercato? Bene, ve la spiego in due parole. Decenni di studi di microeconomia hanno dimostrato che, a parità di altre variabili, la diminuzione della quantità richiesta di un bene dipende da un aumento del suo prezzo. Ecco, il mercato pornografico è sottomesso alla stessa legge: più la pornografia costa, meno persone sono disposte ad acquistarla o, quantomeno, cercano canali alternativi a prezzi più competitivi. Ovviamente vale anche il contrario. Il canale alternativo della video-pornografia d’autore? L’amateur online. Competere con questa sorta di lo-fi della pornografia si è rivelato praticamente impossibile, causando una riduzione di qualità per l’intera offerta pornografica. Perché questa, la qualità intendo, ovviamente non è gratis. Niente più lauta paga per Rocco, attrici e animali, complici i vari YouPorn, RedTube e xHamster’s che hanno offerto, e offrono tuttora, non solo film pornografici a prezzo nullo – dietro una domanda, come avrete già capito, pressoché altissima – ma anche una piattaforma di filesharing a luci rosse in cui produttore e consumatore sono spesso la stessa persona.

 

Di pornografia, signori, se ne potrebbe parlare a volontà e se ne potrebbe scrivere altrettanto. Potremmo soffermarci a riflettere sul perché sia così essenziale nella crescita dell’essere umano, una tappa fondamentale della pubertà. Potremmo trattare la pornografia come una forma d’arte in continua evoluzione, con le sue varianti pittoresche, i suoi artisti e le sue scuole. Potremmo parlare del Kama Sutra o fare un’analisi freudiana del fenomeno. Ma la pornografia non va discussa, signori, va illustrata.

 

Tre a caso.

 

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Il professore e la studentessa. Il cliché erotico per eccellenza della sottomissione fisica e psicologica all’autorità. Lei si dimostra di essere disponibile a concedere ogni orifizio pur di avere un buon voto in matematica. Lui è un vecchio porco che ha aperto la stagione di caccia. Le trentenni giapponesi – bellissime – dimostrano quindici anni in meno delle coetanee nostrane e prediligono il nature alla depilazione. Un marchio di fabbrica, per intenderci. I giapponesi, al contrario, dimostrano l’età che hanno. Oltre a essere visibilmente poco dotato e affetto da eiaculazione precoce, il maschio nipponico è pure esteticamente brutto. Mi chiedo come mai non si sia ancora estinto.

 

Oldies but goldies: MILF

 

Dubito, ma per chi non lo sapesse MILF è l’acronimo di Mum I’d Like to Fuck. La mamma ha un’età compresa tra i 35 e i 45 anni e almeno un figlio. Quest’ultimo deve avere un amico che il fine settimana, di nascosto, è condotto dentro i misteri dell’anatomia femminile dalla mamma in questione. Domande, risposte, pratica. Che dire? Il fascino del mature, dell’esperienza. In realtà, data la netta inferiorità anagrafica, l’impressione è che il giovanotto sia più un giocattolo che un partner. Attenzione! Se la mamma ha anche un nipote, ma continua a usare l’amico del figlio – che ricapitolando sarebbe l’amante della nonna – come sex toy, allora l’acronimo cambia in GILF: Granny I’d Like to Fuck. Ma questo è un altro paio di maniche.

 

Celebrity sex match

 

Galeotto fu quel videotape rubato a Pamela Anderson, e subito dato in pasto ai maniaci della rete, che la ritraeva nel pieno della maturità kim-kardashian sex tapefisica durante il suo viaggio di nozze con il batterista dei Mötley Crüe Tommy Lee. Pamela e Tommy non hanno lasciato nulla all’immaginazione dei fan, purtroppo. Nell’intento di rivisitare millenni di perversione umana in poco meno di trenta minuti, alternano reciproci giochi di fellatio e cunnilingus a profonde pratiche di sodomia medievale. Una leggenda nella leggenda, insomma. Da questo furto in poi è stato un proliferare in rete di sextape ritraenti le celebrità come meno ve le aspettate, ma forse no: Paris Hilton, Colin Farrell, Kim Kardashian, solo per citarne alcuni.

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