Vegetarianismi

Taccuino di una conversione

di Antonio Sunseri
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N.23 del 26.3.2014
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Questo dovrebbe essere un articolo, ma sarà più che altro il diario di una conversione.

Oggi, anno solare 2014, sempre di più si presenta a noi il problema alimentare.

Non il semplice problema della carenza di cibo in una parte del mondo e della sovrabbondanza nell’altra, ma anche il problema di cosa mangiamo, il problema etico della scelta del cibo.

Problema che si diffonde a macchia d’olio nel mondo occidentale, se consideriamo che un autore del calibro di Jonathan Safran Foer ha scritto “ Se Niente Importa – arrosto di carnePerché mangiamo gli animali? “, libro decisamente interessante, in cui Safran Foer analizza in profondità gli allevamenti industriali e le torture che all’interno di essi vengono perpetrate, ponendo la questione non di cosa si dovrebbe o non si dovrebbe mangiare ma di come noi dovremmo cominciare a chiederci da dove proviene il cibo che è ogni sera sulla nostra tavola.

Ecco perché oggi ci troviamo davanti a svariati tipi di vegetarianismi: dal più semplice vegetariano al modaiolo vegano, passando dal crudista sino ad arrivare al fruttariano, che no, non è un abitante del pianeta Frutta.

Il tema è sicuramente un tema serio, che va affrontato con la giusta lucidità perché gli orrori quotidiani dell’allevamento intensivo pongono una riflessione in tutti noi, proprio per questo questa sarà più che altro una riflessione privata che non vuole essere né un’analisi né vuole assumere valore universale.

Partiamo da un episodio personale: una domenica di sole, si comincia a sentire il sapore dell’estate, con un gruppo di amici decidi allora di fare una scampagnata, il culmine di quella giornata è preparare la brace per arrostire la carne, intenso momento conviviale.

L’accensione del fuoco, la preparazione, e i tempi tecnici per arrostire rendono particolarmente lunga l’attesa ma il momento in cui ti arriva il piatto con la tua costata di maiale da’ a tutto ciò un senso, oserei dire “profondo”.

Da alcuni anni a questa parte però un fenomeno rende tutto più complicato.

Proprio nel momento esatto in cui tu ricevi il piatto, cominci a scambiare sguardi d’amore con la carne e inizi a salivare in una maniera che avrebbe reso felice Pavlov, un rumore distoglie la tua attenzione, e senti un “WROOOOOOMMM!”.

Ti giri, non capendo da dove provenga questo suono infernale.

Finché non lo vedi, è la corsa di un tuo amico….verso di te con gli occhi spiritati, uno di quelli che fino a qualche mese prima si riempiva di grasso animale anche i capelli per la quantità di carne che riusciva a ingurgitare in occasioni come quelle.

Tu stai pensando che sta correndo verso di te per condividere insieme quel momento, quando lui si ferma davanti a te e comincia a gridare:

“ASSASSINO

ASSASSINO

ASSASSINO”

Tu ti guardi in giro, per capire con chi ce l’abbia, dove dovrebbe annidarsi questo presunto assassino finché lui, puntandoti il dito contro, non continua: “Guardalo che faccia innocente si mette mentre dalle sue mani grondano fiumi di sangue!”.

Tu ancora più perplesso ti guardi le mani e noti che sono le stesse mani di prima, che nessun fiume di sangue sta sgorgando da nessun punto.

Finchè non capisci.

INSIGHT.

EPIFANIA.

BINGO.

vegetableLa domanda la fai tanto perché devi farla ma già sai la risposta, come quando la tua ragazza è insopportabile perché ha il ciclo….

…” Ma sei diventato vegano?”

Ed è da lì che partono tre ore di spiegazione infinita, di sproloquio su quanto tu sia un essere abominevole e crudele e poi, quando arrivi al punto che lui sta imitando con suoni e smorfie il belato del capretto durante la macellazione quasi inconsapevolmente, per istintiva reazione a quello spettacolo dai un morso alla tua costata di maiale.

ERRORE.

COLOSSALE.

Da lì si scatena il putiferio con te che ti ritrovi collocato nella speciale classifica dei nemici dell’Umanità secondo solo a Hitler e tutto questo solo perché il morso era stato solo uno altrimenti avresti superato il buon Adolf di slancio, roba che Bin Landen ci ha messo anni per piazzarsi terzo  e tu lo scalzi così senza un minimo di rispetto.

Ecco questo è un episodio che sempre più nell’ultimo periodo si ripete, perché sempre più la questione dei vegetarianismi (passatemi il termine) ha avuto, a mio parere, tre distorsioni:

1)     è diventato di moda essere vegetariano, vegano ecc..

2)     chi lo diventa per moda e non per convinzione (la maggior parte), pur di dimostrare di esserlo ingaggia una sorta di guerra santa con chi è onnivoro come il sottoscritto

3)     chi diventa vegano per fare colpo su una ragazza che già lo è, il più integralista degli integralisti, l’ulema per eccellenza e poi ci si fidanza, solo che alla fine si lasciano e lui inevitabilmente torna sulla retta via e riprende, con una ingordigia centuplicata, a ingozzarsi di cadaveri di animali gocciolanti sangue

Guerra che della guerra santa ha tutti i connotati: perché fatta senza reali motivazioni e senza reali spiegazioni, portata avanti senza quartiere ma senza poter controbattere alle domande poste se non con un “tu sei un assassino” e via discorrendo.

Tutto questo porta semplicemente a far si che la questione etica del cibo non venga seriamente analizzata, penalizzando chi vegetariano lo è seriamente e lo è diventato a seguito di una scelta ponderata fatta con sofferenza; e porta inoltre al fatto che chi come me vorrebbe analizzare meglio il tema non lo fa ed invece di essere disponibile ad ascoltare dopo un po’ si stanca e si irrigidisce nelle proprie posizioni.

Ecco perché vi dico avete ragione.

Mi avete convinto.

Sono un efferato assassino.

Le mie mani grondano del sangue di innocenti animali.

Per questo mi converto.

Non sarò più onnivoro, porterò alle estreme conseguenze il mio becero comportamento.

Da oggi io sarò cannibale.

Mangerò chiunque tenterà di farmi la predica ogni qualvolta mangio carne, il primo che mi additerà come nemico degli animali sarà fritto o arrostito e di conseguenza mangiato, ingurgitato con una certa soddisfazione.

Chi vuole si potrà unire alla mia campagna: salva una pianta, mangia un vegano.

#sonocannibale

Cannibale credits  Alicia Nicole Trisciuzzi

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