Natura a 8 bit

Intervista a Werto

di Claudio Cataldi
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Musica
N.4 del 13.11.2013
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Artista, suonatore di GameBoy – tanto strumento quanto membro effettivo del suo progetto, compositore di colonne sonore per video e videogames: tutto questo e tanto altro è il catanese Werto, al quale ho avuto il piacere di porre qualche domanda. Alfiere del chiptune e profondo amante della natura, l’uomo dalla maschera di volpe ci parla dei suoi lavori, del suo approccio alla musica, di ricordi, di collaborazioni e tanto altro. Per i suoi infiammanti set basta poco: un mixer, qualche cavo, qualche birra, l’impianto video per la VJ Kirigami. Ma, se non volete fargli un torto, non chiamatelo mai DJ.

 

2-werto-Napalm_ArtwormCome Werto hai pubblicato due lavori, “Little Pet Stories” e l’EP “Plantes”. Come si è evoluta la tua musica tra il primo ed il secondo disco?

“Little Pet Stories” è una storia molto dettagliata, i brani sono ricchi di effetti sonori e concatenati, l’intero album segue un percorso narrativo tipico delle fiabe; il basso è quasi assente, mi interessava che venisse fuori così. Quando lo rilasciai avrei dovuto affiancare ad ogni brano un video o un racconto per rendere più evidente il mio intento, ma poi venne fuori così com’è. Anche “Plantes” racconta una storia, ma la narrativa è diversa e gli episodi non sono collegati tra loro. I bassi di “Plantes” sono danzerecci, mi interessava trasmettere movimento; mi viene in mente che si possano distinguere con la “I” uno, e con la “Om” l’altro.

 

I titoli dei tuoi dischi, la maschera da volpe, il tuo logo: tutto sembra suggerire che la natura rivesta un ruolo importante nella tua vicenda musicale. Confermi? E in che termini?

È proprio così. Amo gli insetti, gli animali e la natura; sono cresciuto in campagna, tornavo da lì tutto sporco, coi vestiti strappati e pieno di graffi, ma con un sorriso gigantesco, se pur sempre pieno di terra. Quando ero piccolo il pomeriggio scappavo subito a giocare lì coi miei amici d’infanzia, vivevamo mille avventure, eravamo un poco come i Goonies, totalmente spericolati e sregolati, era meraviglioso; quando non c’era la campagna c’era il C64, le tartarughe ninja (una, Raffaello), i Lego o il Nintendo di Martina con il nuovissimo Megaman2 ntsc con adattatore spaziale di Stefano che l’aveva ricevuto dagli zii americani, i giochi da tavola di Cristina come il Labirinto Magico, l’albero di minicucco di Giulia con la casa di legno incompleta. Nel mio processo compositivo faccio molti calcoli e considerazioni, ma quando ascolto subentrano le sensazioni ed i ricordi; quelli più belli che ho sono legati a quelle sensazioni e posti, ed è bello continuare a vivere tutte queste sensazioni, non parlo solo del mio passato, parlo anche del mio presente.

 

Hai un nuovo disco o EP in cantiere?

Non solo un nuovo album è previsto per l’inverno, ma ne ho già rilasciato uno silenziosamente quest’estate. L’album ninja in questione è il casalinghissimo “Plantes (album)”, per distinguerlo dall’EP, giusto per creare un poco di confusione. Quando rilasciai “Plantes” per la prima volta fu per il Winnitron italiano; per esigenze di tempo non arrivai a registrare tutti i pezzi, così rilasciai soltanto quelli. L’album di “Plantes” invece contiene tutti gli altri pezzi mancanti, giusto per concludere il discorso. L’ho rilasciato all’Ypsigrock di quest’anno in sole 100 copie numerate; è stato tutto realizzato in casa, con Kirigami abbiamo lavorato alle stampe ed alla realizzazione fisica delle copertine, lei ha anche realizzato tutta la grafica, anche quella del miniposter (ce n’era uno all’interno); la masterizzazione invece è avvenuta in casa grazie al cuore ed ai pc delle mie amiche Momi e Phoe.

4-werto-Nicoletta_Fersini

 

Alla tua attività musicale affianchi quella di compositore di colonne sonore per videogiochi. In quest’ambito cerchi di portare avanti un percorso differente, o si può considerare un percorso unitario alla tua attività come Werto?

Werto è da sempre il mio nickname, ero piccolino quando lo scelsi. Da allora ho sempre rilasciato musica con questo nome ed andando in giro suonando il GameBoy è diventato un poco il nome del progetto. Non era mia intenzione dare un nome al progetto. È musica, la compongo anche su pianoforte e su pc, ancora metto in discussione la necessità di etichettare le cose anche se dentro di me guizza la consapevolezza che è importante distinguere. Infondo mi occupo di molti generi molto differenti. E se avessi dovuto chiamare il progetto in questione diversamente avrei dovuto pensarci prima. Però mi piace ancora mettere in mezzo ai live pezzi che si distaccano di molto, anche cover. Da Paolo Conte, a Bjork ad Elvis Costello.

3-werto-Martina_Platania

 

A proposito di audio/video, nei tuoi set sei supportato dalla VJ Kirigami. Che peso ha l’abbinamento tra musica ed immagini nel tuo approccio alla composizione?

Ogni senso va in relazione con gli altri sensi. Con Kirigami abbiamo condiviso lo stesso destino, quello di vivere senza internet per poi scoprirla alla stessa età e farci condizionare da tutto il suo universo sotterraneo. Kirigami ha la mia stessa passione per gli errori, i glitch, l’infanzia e la sovversione. Le sue visuali sono perfette ed in sintonia con la mia musica, ha realizzato interi live set disegnando ed animando tutto di mano sua, apposta per ogni istante di ogni pezzo; la cosa più bella è che tutto questo avviene in tempi così brevi e mezzi così arrangiati e sperimentali che a ripensarci mi rendo conto che ci divertiamo a fare i funamboli. Per un live ci serviva un joystick ma non lo avevamo con noi e lo abbiamo creato lo stesso giorno con cavi, scarti di aggeggi e la carta stagnola, senza saldature; abbiamo rischiato di brutto. Un giorno ci siamo messi a registrare i glitch del digitale terrestre che in Sicilia era arrivato da poco e sono usciti fuori capolavori con Barbara D’Urso e Giorgio Mastrota, lei l’ha utilizzato come visuale insieme ad altri mash-up visivi; avremmo dovuto mandarlo a Diprè insieme ad un lubrificante, ma non si merita ne l’uno ne l’altro, o sì?

 

1-werto-Alessandra_Rigano

Facendo un passo indietro: hai avuto altri progetti musicali più – per così dire – “convenzionali”, prima di Werto?

Sì, ho cominciato come i bravi bimbi suonando da solo ma ho provato l’esperienza del gruppo musicale. Progetti cover a parte, in cui ho fatto da tastierista/pianista/quellochepremeibottoni-pulsanti, ho suonato con i Foam Of Days Behind You e con gli Introversia un periodo. Nonostante queste esperienze siano state molto belle continuo a preferire le brevi collaborazioni, quella è una cosa che mi piace davvero tanto.

Parliamo dei tuoi set. Che tipo di stimoli ricevi dal proporre i tuoi brani dal vivo, e che tipo di atmosfera si respira durante i tuoi set?

Passo il più del tempo a capoccia bassa. Uso il GameBoy come fosse una drum machine: scrivo i pattern e li organizzo, dopodiché vado attivandoli, disattivandoli, cambio i tempi, i pitch, le forme d’onda, insomma mi ci diverto davvero, ma per fare tutto questo però sto a testa bassa e mi chiudo un poco nel mio mondo. Ma alzare la testa a pezzo concluso e vedere tutta la gente è emozionante, è come arrivare al traguardo di una corsa. Gli unici momenti in cui mi ricordo di essere di fronte a così tanta gente è quando sento le urla, potrebbe esserci chiunque al mio posto, tutti insieme creiamo quell’emozione, basta predisporsi bene a dare e ricevere e l’animo umano può essere più buono di quello che pensiamo.

 

Sei in contatto con altri artisti chiptune? Se sì, avete mai pensato ad una collaborazione?

Si in passato lo ero, ed era bellissimo. Si collaborava tanto, si condivideva e scambiavano idee, poi c’erano contest, compilation e roba per sentirsi costantemente stimolati e spingersi oltre. Poi purtroppo la comunità di cui facevo parte (8bc) ha chiuso e crescendo le passioni cambiano. Molti non si occupano più di chiptune ed io sono una persona che usa meno tutto ciò che fa parte della sfera “social”. Se non devo parlare degli “antichi” (Rob Hubbard davanti tutti), quelli che preferisco sono Little~scale, Jellika e Infradead; Infradead era davvero un gran sperimentatore e mi piace molto parlare e scambiare pezzi con lui, ma purtroppo ci siamo persi, ci vorrebbe una carrambata, sia io che lui abbiamo cambiato mail quando fu.

5-werto-Ypsigrock_Phoe

 

Ultima e più spinosa domanda: dimmi il titolo di un brano altrui che ti piacerebbe aver scritto.

Nessuno, e non è il titolo del pezzo. Quando sento un brano che mi piace davvero quello diventa parte della mia vita e sento di aver avuto qualcosa in comune con quel musicista che è stato così capace di toccare le mie corde, perché lì dentro, tra quelle onde c’è davvero qualcosa di veramente personale. Così quel pezzo diventa un pezzo della mia vita, così come entra nel mio cuore quel musicista; siamo composti da onde, emettiamo e riceviamo onde, siamo tutti la stessa cosa, sono solo le esperienze che giocano a renderci differenti.

Copertina: Fabio Speciale.
Illustrazione: Napalm Artworm.
Pride: Nicoletta Fersini.
Profilo destro: Martina Platania.
Profilo sinistro: Alessandra Rigano.
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