Fotogrammi in movimento

Mr. Peabody e Sherman – Un cane geniale a spasso nel tempo

di Nicola Franco 15 giugno 2014Commenti

Negli ultimi anni l’industria cinematografica ha rispolverato un elenco interminabile di vecchie serie televisive, fumetti e quant’altro per riportare sulla cresta dell’onda alcuni dei prodotti più amati del passato, generando molti dei famigerati reboot ormai all’ordine del giorno. Il settore animato, non essendo da meno, ha svecchiato moltissimi soggetti cercando di mantenere vive le atmosfere che un tempo li hanno resi celebri, per poi cadere rovinosamente nell’oblio. La Dreamworks posa i riflettori sullo show televisivo degli anni ’60 Le avventure di Rocky e Bullwinkle, e nello specifico su uno dei cartoni facenti parte del programma, L’improbabile storia di Mr. Peabody. Nasce l’adattamento cinematografico, interamente realizzato in computer grafica, delle bizzarre peripezie del cane dotto e geniale che adotta un bambino di nome Sherman. Un caso raro e unico di adozione che viene riassunto con le parole: “Se un bambino può adottare un cane, non vedo perché un cane non possa adottare un bambino”. Il lungometraggio mette in evidenza la passione comune dell’insolito genitore e del bambino per i viaggi nel tempo, possibili grazie alla macchina costruita dal luminare cane bianco, munito di occhiali tondi e inconfondibile papillon rosso. Nelle molteplici avventure in giro per le più famose epoche della storia, incontrando celeberrimi personaggi che hanno contribuito allo sviluppo di essa, Mr. Peabody prepara Sherman a una sfida ancora più impegnativa: il primo giorno di scuola. A causa della sua spiccata intelligenza il piccolo iperattivo viene preso di mira dall’alunna migliore della classe, che in seguito a una lite lo spinge a morderla come farebbe un cane, richiamando all’appello il papà canino e una perfida assistente sociale intenzionata a levare la custodia del ragazzo a Mr. Peabody. Quest’ultimo organizza una cena pacificatrice e invita la bambina e i suoi genitori per cercare di rattoppare la situazione, quando improvvisamente lei e l’occhialuto Sherman si ritrovano a usare la macchina del tempo e vagare nel continuum spazio temporale. Tocca al cane inseguire i ragazzini per trarli in salvo, riprendere la cena abbandonata e sistemare una situazione potenzialmente pericolosa per gli stravolgimenti storici che i bambini stanno causando. Il trio di viaggiatori del tempo si ritrova faccia a faccia con la regina Maria Antonietta, Robespierre, Agamennone e Leonardo DaVinci alle prese con il sorriso di Monnalisa, portandoli tutti nell’affollata New York attraverso un varco che deve essere chiuso per ristabilire l’ordine naturale della storia. La cosa che più mi ha colpito di questa nuova versione è il raccordo visivo con la grafica della vecchia serie televisiva, sintetizzata e stilizzata pur mostrando soggetti leggermente più corposi e tondeggianti. Già dalle prime battute si respira l’atmosfera anni sessanta che ha reso possibile il successo dell’improbabile coppia, dalle architetture simmetriche allo stile minimalista, riscrivendo il codice stilistico del franchise e preparandolo per una possibile serie di lungometraggi. Il patto finzionale che mostra un cane parlante nel ruolo di genitore di un essere umano ci riporta magicamente, con ritrovata naturalezza, a quel periodo in cui giustificare sensatamente una cosa del genere non era nemmeno da considerarsi.

Si ritorna a osservare un mondo impossibile perfettamente coerente nella nostra fantasia, capace di accettare le più anomale realtà e appassionarvisi con lo stesso spirito ingenuo di quando si era piccoli. Un film indubbiamente indirizzato a un target più infantile che conserva il segreto dell’eterna giovinezza per gli spettatori più avanti con l’età, contenti di vivere nuovamente quelle sensazioni di spensieratezza e libertà narrativa alle quali erano abituati. Una storia che si regge su un incipit basilare e si evolve in maniera lineare, senza risultare ovvia e poco entusiasmante come altri prodotti del genere hanno malamente mostrato negli ultimi tempi. Le animazioni fluide dal gusto barocco sono un perfetto connubio tra immediatezza e soluzione stilistica innovativa che catapulta lo spettatore in quel particolare universo, popolato da persone che accettano la presenza di un animale antropomorfo dalle indiscusse qualità intellettive. La scuola di Hanna e Barbera ci ha mostrato con estrema efficacia questo tipo di ragionamento con classici intramontabili come Scooby-Doo, Braccobaldo e Svicolone, in cui i protagonisti animali interagiscono verbalmente con gli esseri umani senza causare l’esplosione del pianeta o l’implosione del pubblico. I ritmi incalzanti e serrati donano a questa esperienza visiva di natura retrò un gusto unico e inimitabile, confezionando il tutto con una serie di caratteristiche irresistibili che valorizzano i personaggi e donano loro spessore. Il cane Peabody, con l’immancabile sarcasmo che lo contraddistingue fin dalla prima scena, è la figura più funzionalmente caratterizzata e vanta di mostrare una sfilza infinita di abilità, sia mentali che fisiche; dalla scherma al calcolo rapido delle probabilità. Il piccolo Sherman, contrariamente alla sua controparte televisiva degli anni Sessanta, è pungente e vivace pur mantenendo quella vena d’ingenuità che lo ha reso la spalla perfetta del suo genitore canide. Una bella sorpresa che dimostra ancora una volta che spesso basta lasciarsi andare e dare sfogo alla propria fantasia, capace di accettare tranquillamente viaggi nel tempo guidati da un intelligente cane parlante, papà d’eccezione di un timido bambino. La visione del film vale anche solo per la scena di recupero del primo storico episodio della serie televisiva, in cui viene mostrata una carrellata di eventi che raccontano la genesi del rapporto tra padre e figlio. Se vi sentite nostalgici e volete recuperare un po’ di quella magia che ha accompagnato la nostra infanzia, vi consiglio di recuperare questo lavoro animato, spegnere il cervello e farvi trasportare completamente dalla sua travolgente ironia e dalle sfavillante festa cromatica rappresentata da tutti i personaggi.  

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