N. 2

  • 30
  • 10
  • 2013

Editoriale

di Roberto Sajeva, Editore e Direttore Ad Interim

Se siete persone che allo specchio ogni tanto sospirano, nostalgiche di qualcuno, qualcosa ma anche solo del Cielo: “Ricerco un bene fuori di me, non so chi’l tiene non so cos’è”, Kill Surf City è una squadra creata per voi, addolorati amanti di qualsivoglia cosa.

Dalla scorsa primavera ad oggi abbiamo sondato decine d’occhi,  fin dentro animacce nere, o peggio animelle tiepide, a volte anche anime altissime. Stavamo arruolando un’armata, e negli occhi più che nel cv cercavamo certi segni; un poeta riconosceva dagli sguardi, come “si riconoscono gli agili destrieri dal segno che nell’anca impresso portano”, gli amanti addolorati.
Si cercava una cicatrice di battaglia magari anche perduta, comunque segno d’aver dato valore a qualcosa (“e se quindi il mio stuol vinto cadeo, il tentar l’alte imprese è pur trofeo”).
Perché io ed Eleonora Balsamo, che ringraziamo per il lavoro di concerto svolto come direttore nella fase di riassetto, avevamo in testa un progetto superbamente escatologico e amorevole verso quella categoria, fin troppo vastamente intesa, dei giovani.
I giovani o si mantengano tali nelle mille autoindulgenze del fancazzismo, oppure si fan  venire l’ulcera dietro alla presa in giro delle graduatorie, del mercato e delle più velleitarie proteste politiche.

Quando si pensa a webzine “giovani” si fa riferimento a Vice, che vuol dire vizio in inglese ma i giovani oggi son così tanto impeciati di moralismi (al di là se atei o credenti, politicanti o qualunquisti) che appare un titolo assai azzardato per quel vasto pubblico di curiosi maliziosetti. Noi qui come bandiera potremmo vantare il vice anglais, ma non vogliamo scomodare le gustose fanfaronate Swinburne in materia di flagellazione sessuale. Diciamo solo che Vice sta a noi come il latex sta al cuoio. Fuggiamo ogni goffa aderenza , ogni seconda artificiale epidermide che servirebbe per proteggere la pelle, soffocandola, dalle macchie dei nostri vizi. Preferiamo bardarci della conciata pelle altrui.

Creare la squadra per una webzine non è impresa facile se ti sei formato sulle scienze ermetiche e sulla cabala. Rischi tra l’altro di puzzar troppo di zolfo.
Ma in questa rivista non ci interessano le vostre anime, non siamo né preti né membri di qualche Comitato di Salute Pubblica. Noialtri siamo tentati dalle vostre intelligenze, e questo ci porta lontani dal volervi sedurre o convertire. Vogliamo fare il giuoco di capirvi e di farci capire, magari con un po’ di roba anche contorta per non annoiarci, perché siamo capricciosi.