N. 31

  • 12
  • 6
  • 2014

Editoriale

di Vincenzo Profeta, Caporedattore Arte

« Van Gogh […] non si è suicidato in un impeto di pazzia, nel panico di non farcela, ma invece ce l’aveva appena fatta e aveva scoperto chi era quando la coscienza generale della società, per punirlo di essersi strappato ad essa, lo suicidò. »

Antonin Artaud, Van Goch il suicidato dalla società

 

È il giro di boa per ksc la direzione sta per mutare forma ed io sto per abbandonare la redazione arte per dedicarmi al ruolo di vicedirettore ed avere più potere decisionale, un nuovo sito è in lavorazione e ksc avrà sempre più articoli di arte, molti contrasti hanno accompagnato questa ultima fase, contrasti spesso anche alimentati da me perché una rivista a mio avviso ha senso solo se è viva e fumantina, sanguinate come una ferita, i risultati della mia attività in redazione arte sono stati buoni tanto buoni da convincere gli editori a far cambiare quasi faccia a ksc, visite costanti ed alta qualità degli articoli, autori come Francesco Aricò  dallo stile storico e Marco Deserto  dal modo sempre sperimentale,  sono stati apprezzatissimi, i nuovi  innesti di qualità come Gabriele Fazio, Alex Rossi, Virginia Borzacchi, Marco Curione, il saltuario Alfonso Leto che  già fanno incetta di visite. Di certo io ho voglia di stare sulla polemica, trollerei il mondo fosse per me, ma ciò che non sopporto è quando ksc fa del finto moralismo e del giacobinismo, è capitato e sono intervenuto a gamba tesa quando è successo, potesse scomparire domani io non permetterò mai a questa rivista di fare la morale a nessuno, perché le rivoluzioni si fanno col fare, lo dico sempre, vuoi un nuovo sistema? Creane uno tu più potente, gridare e ciarlare sulla rete è inutile, protestare è inutile, tirare uova marce virtuali è inutile e troppo facile, i veri esempi a Palermo di antisistema sono pronto ad elencarli: uno è la pittrice Linda Randazzo e l’atro è il performer Gaspare Richichi,  solo che ovviamente di Linda Randazzo in pochi se ne accorgono perchè a differenza di Richichi linda ha  un linguaggio pittorico molto complesso e stratificato ed ancora in parte da sviluppare, mentre su Gaspare Richichi già il potente Giancarlo Politi di flash art si è espresso favorevolmente, ultimamente i due sono impegnati in battaglie su fronti opposti ma comunque confluenti, Linda in una folle e solitaria  crociata pittorica e Gaspare Richichi in un gioco a metà tra il serioso ed il satirico con le istituzioni, in questi giorni  ha preso di mira il museo Riso e la sua direttrice Rosalba Li Vigni, un chiodo fisso, “solito”  piantato tra le cianfrusaglie di kunellis ( a proposito che noia la sua ultima mostra palermitana al Riso), botta e risposta, rischio denuncia, ricatto facile alla direzione del museo e protocollo di intesa pacificatore, che dire w Mr Richichi e w Linda Randazzo che nel micromondo dell’arte palermitana sono l’anti-noia per eccellenza, l’#antitrombonesimo, l’#anticantierichevogliamo, l’#antibenecomunismo che mi fa respirare un po’ di aria fresca ed anarchica vera e non presunta e sul web, un ultima segnalazione sempre per quella retorica del fare che tanto mi sta a cuore, Tiziana Pantaleo e Macello Buffa a Monreale per la giornata mondiale dell’ambiente espongono opere d’arte in botteguccie di commercianti, il sistema è bello e saltato anche lì, basta un po’ di fantasia e prendere un po’ di pausa dai trollaggi web.