N. 33

  • 03
  • 7
  • 2014

Editoriale

di Camillo Bosco, Editor Comics

Martedì scorso ho partecipato a “New Game Design”, evento organizzato dalla università di Milano, che ha da poco inaugurato un percorso di laurea in game design. Non che in Italia sia ancora cambiato nulla: le grandi case di videogiochi vedono la nostra penisola ancora solo come un mercato, e non come una base per sviluppare nuovi prodotti, e nella nostra società persiste una diffusa ignoranza riguardo un’industria che, a oggi, nel mondo, smuove più danari del cinema. Ma è stata una giornata comunque interessante, una kermesse vivace, dove si è dimostrato che nonostante tutte le difficoltà e la mancanza di forti soggetti economici, esiste una folta schiera di sviluppatori capaci di dire la loro e con la voglia di dimostrare al mondo di esseri lì, pronti a cogliere ogni occasione. Non che sia per mia natura un ottimista, ma vi ho scorto la possibilità concreta di svecchiare questo paese e soffiare via un po’ di quella polvere ci sommerge fino agli occhi, arrossati e lacrimosi. Si riuscirà? Me lo auguro, ma intanto cito Aulo Gello, veritas tempori filia, e spero che il mio modesto contributo serva a concretizzare questa realtà.