N'aimez-vous pas le piano?

Poliphonia Hit

di Davide Bairovith 11 gennaio 2014Commenti

– Papà studiava il piano in questa stanza sai? Il tavolino non c’era ancora, c’erano due poltrone, il piano era in quell’angolo lì. Sono stata io a farlo iniziare a studiare, suonare è una cosa bellissima. Quando lui studiava teneva la porta chiusa, non voleva che si ascoltasse, ma io a volte venivo dietro la porta. Quando sbagliava sentivo che si arrabbiava e batteva i pugni sul piano; no non sui tasti, sui due bordi di legno. E adesso suoni anche tu, che bello! Forse diventerai anche più bravo di lui. Sono contenta.

– Suonare è una cosa straordinaria: ricordati di coltivare sempre questa arte. Io da giovane avrei desiderato suonare il violino. Il violino ha un suono dolcissimo, sembra la voce umana ma ancora più calda e più vibrante. Poi i pochi soldi e la guerra, è andata diversamente. Ma papà suona il piano, lui va forte. Ci sono stati tanti compositori, ma come Beethoven…le sinfonie: le sinfonie hanno qualcosa di necessario nel loro svolgimento. Non vanno avanti e basta, procedono in un certo modo e tu dici “ecco è esattamente così che doveva proseguire, era necessario. Era giusto persino”.

– Dai riproviamo dall’inizio. Ma lento…vai lento. Tu cerchi di andare sempre subito veloce da cima a fondo. No. Così ti inceppi sempre nei soliti punti e non lo migliori. Riprendi dall’inizio, lento. Se quella battuta non ti riesce, la ripeti anche dieci volte, solo quella. Così si studia.

– Dovresti prepararti dei pezzi di repertorio tuo, non so anche dei pezzi relativamente semplici. Sennò, con tutto che studi e che sai suonare, quando ti capita che in qualche posto c’è un piano e qualcuno ti chiede, tu non sai suonargli nulla. E poi magari arriva un fessacchiotto che sa un pezzettino a memoria in tutto e suona e sembra un padreterno.

– Dai vieni! Dai su! Non fare sempre il serio! E ddai! Sali sul palco e buttati a ballare!

– Lascia va’, lui è un classico. È fatto così. Sa un sacco di cose e suona anche, il piano. Ma tanto non sale qui, non gli va.

– Ma perché? Dai! Sali! Guarda: muovi le mani così…sculetti un po’, che ti frega! Questa è disco! Dai, fai un po’ il coglione e ti diverti! Salii!

– Ma lascialo…non viene. Te l’ho detto. Lui è serio, pensa tante cose…è la mente. Qui sopra non sale..

– Oh che bello! Che bello! Ma che bello! No è troppo bello! No no io se mi sposo uno, deve suonare il piano. Ma le mani! Vanno veloce! Uuh le mani! È troppo bello, è troppo tenera ‘sta cosa. Che roba! Io adoro il piano…senti Marta ma domani per l’interrogazione di filo tu hai studiato anche sul libro? No perché cioè, già gli appunti io non ci capisco quasi un tubo…poi tra l’altro la Cocchi fa un test venerdì? Perché l’ultimo l’ha fatto a marzo ora scade il trimestre non vorrei mai…(AD LIBITUM)

-Bravo! Bene! Guardi mi è piaciuto come ha suonato, lei ha una mano interessante e può fare buone cose. Allora: non siamo da pianismo concertistico, ma facendo un bello studio tecnico in questi anni arriveremo a suonare decisamente bene, anche pezzi da diploma. Buona sensibilità, bel suono.

A proposito…lei perché ha deciso di studiare musica? Cosa la spinge? Immagino voglia fare il musicista, si vede dal suo impegno…

– Mi scrivi un pezzo? Dai! Così quando diventi famoso io dico “Ecco! Questo l’aveva scritto solo per me quando studiava ancora” ah ah…Scherzo. E poi anch’io diventerò famosa! Comunque io non ti ho mai sentito suonare. Ti rendi conto? Ci conosciamo da quasi due anni e non mi hai ancora suonato niente. Se fossi io a venire a casa tua, potresti suonare. Aspetta ma io ce l’ho una tastierina…sì una da bambino, è di mia sorella. Sì sì, deve essere sopra in qualche scatola, dai saliamo che così suoni, dai dai dai!

– Ciao mi è piaciuto tnt k hai suonato x me. Bacio.
Ps: ti ho cambiato i canali dell’autoradio. Ti ho messo quelli di msc dei giovani ahah xo xo

– A te piace suonare il piano no? E allora fai quello! Tipo, io so suonare il violino, e voglio fare quello. Il mio sogno è diplomarmi e poter unire la passione con la professione, vivere col violino.

Insomma, ho altri interessi è chiaro, anche altre curiosità, ma come cosa fatta “bene” e appassionata ho quello, il violino. Se sapessi anche saltare sui trapezi o che ne so..fare le evoluzioni in macchina, potrei pensare di fare anche quelle cose nella vita, ma sin da piccola suono il violino, mi piace. A te piace suonare il piano, e si vede…fai quello! Fai quello. Si vive una volta sola eh, non è che poi di nuovo succederà tutto e saremo qui a parlare di ‘ste cose in un altro mondo. Mi raccomando.

– Secondo me sei agitato perché hai suonato poche volte in pubblico. Io è da quando sono piccola che comunque faccio concorsi, esami, concerti. A un certo punto ti abitui. Cioè sono sempre esigente con me stessa, ma il fatto che ci sia il pubblico lo digerisco sempre meglio, sono abituata. Poi guarda questi…ma chi sono? Fossimo al conservatorio…questi quattro vecchi che non sanno cos’è una nota! Ma che ce ne frega! Poi tu pensa: il mio nome scritto su una scaletta di un concerto di musica, pensa l’onore, cioè è stupendo già solo questo.

– Tu devi suonare Brahms: pensa “io sono Brahms”. In questo momento tu sei Brahms e devi suonare un tuo pezzo a questo pubblico. Te lo immagini Brahms qui!…ah ah. Comunque sarebbe tranquillo, conscio della sua grandezza: ecco tu sei Brahms. Mi raccomando, in bocca al lupo.

– Ma io ti capisco, alla fine anch’io sono come te. Un intimista, poi però mi sono buttato. Tanto chi se ne frega. Noi sappiamo qual è la musica importante, sappiamo cosa è valido e cosa ci piace. Art for art’s sake! Lo facciamo per noi, tutto il resto..

– Sei un musicista? Davvero? Ah che meraviglia! Pianista compositore? Bellissimo! Io ero un pianista prima, in America. Suonavo, proprio concerti. Ho studiato a New York e ho fatto due concorsi, insegnavo anche. Ah l’ultima sonata di Beethoven…è terribile quella, se guardi quel ciclo che ha fatto adesso Barenboim: calcola tutto, è un grandissimo, anche il trillo di tre pagine; se stai attento capisci che lui lo fa tutto quanto misurato. Bestiale. Eh sì, ma ora io non mi ricordo niente del piano, solo più organo. Pensa che quando sono arrivato qui, dopo aver lasciato tutto e tutti chiaramente, mi sono detto ‘vabbè, addio suonare’. E invece due mesi dopo padre Mariano, l’organista, bravissimo, è mancato. Era molto vecchio, pace all’anima sua. Allora io ho detto ‘veramente io sarei un pianosta…’. Basta, Santa Sede, lezioni da padre Gorfith, maestro straordinario, e ho ricominciato tutto da capo con l’organo. Che è tutto diverso: pedaliera, modo diverso di articolare, registri. Ho imparato tutto, con lui che quando fai tutto giusto dice “ecco, ora appena appena ci siamo”. Per me era già un complimento. E adesso siamo qui, organista ufficiale. Studio tutte le sere, devo preparare tutti i pezzi per Pasqua, uh…fino a compieta non mi schiodo da là sopra. E mi piace tantissimo. Mi raccomando eh: sei nell’età giusta per scrivere musica buona! Anche mio fratello in Messico è compositore, ha sentito una volta un pezzo di Bernstein e ha detto ‘voglio fare quello’. Mia sorella scrive…tutti artisti in famiglia ah ah!

– Guarda, per me l’arte è un fatto privato. Quando sei tranquillo, per i cazzi tuoi, ti godi l’opera, il film, il pezzo di musica, il quadro, il libro, quello che vuoi. Tutte le altre pretese non mi importano.

Alla fine c’è bisogno di stare bene in prima persona, di godersela.

– Non capisco tutti ‘sti schiamazzi e discorsi: dopotutto in fondo tra un bel pezzo di musica, una scopata e una tavoletta di cioccolato non c’è nessuna differenza. Danno piacere, soddisfano, la reazione è sempre quella. Punto. Inutile farsi troppe seghe mentali..

– Capisco che Beethoven nella storia della musica anche per me è un po’ come il materialismo storico nella filosofia: ha cambiato tutto e sorregge tutto. Ma non è il caso di essere ossessionati o farne una mitologia…Dopotutto Cage diceva che Beethoven invece non ha capito nulla e ha dato un corso sbagliato alla musica occidentale.

– Adesso basta! È ora che la finisci! Prima lasci due Università, butti nel cesso tutti gli esami per fare solo il musicista, e adesso fai storie anche per quello? Cos’hai nella testa! Io tutti ‘sti libri te li brucio! Giuro! Bisogna piantarla di perdere tempo così! Fannullone!

– Grande! L’assolo è stato fantastico! stupendo! Sei un mostro, davvero. Con una tastiera così andiamo lontano. Era proprio quello che serviva porca miseria! Guarda che tutta la sala gridava solo

“Tastiera! Tastiera!” sul serio. Lo so che da lì non sentivi un cazzo, ma ti giuro che la sala è impazzita per te. Grande!

– La vita non è mica un romanzo. Mi sembra che tu alle volte confonda la fantasia con la realtà. Quelle son cose inventate, scritte chissà quando! E chissà chi le ha scritte che razza di persona era…

– L’orecchio bisogna sempre violentarlo un po’. È inevitabile. Quando ti avvicini a nuove sonorità, a stili che non conosci, c’è sempre una fatica per ascoltare. È normale. Poi in ogni caso noi ascoltiamo tutte le cose già fatte come storici dell’arte, non viviamo più in quelle epoche. Ora manca un movimento..

– Uh, un pianista! Che bello! Oh io ho studiato un po’ di piano da piccola, poi ho smesso. No adesso non ce la farei a riprendere, poi con l’uni è un casino. Ma il piano lo amo, tu lo ascolti Allevi? È bravo eh…proprio piacevole..

– Cos’è? Variazione continua! Bello! Quello era il tema del concerto in la di Schumann no? Io dipingo. Cioè studio legge ma voglio dipingere. No guarda, all’Accademia sono degli impreparati. Non ti insegnano sul serio: pensa che li fanno disegnare copiando i paesaggi dalle cartoline! Dalle cartoline! Capisci che la prospettiva è già tutta falsata, così non impari nulla. Per risparmiare. Uno schifo davvero. È Cezanne il vero capostipite della pittura contemporanea, lui ha iniziato a scomporre le forme e usare i colori in modo completamente nuovo: tutte cose poi riprese e sviluppate dai cubisti e dagli altri. Io studio così, disegno, dipingo, mi arrangio da autodidatta. Ma è l’unica guarda. Continua allora, mi ha fatto piacere! Buona fortuna per il futuro!

– Ma insomma basta con queste cose tristi! Che lagne! Suonami qualcosa di allegro! Non saprei: quella della Stangata la sai fare? Quella è bella…

– Cioè mi stai dicendo che sei già in crisi creativa ancora prima di cominciare a creare qualcosa in vita tua? Fantastico, andiamo bene…

– Per ribellarti conviene sempre far sentire agli avversari che tu sei più preparato di loro sul loro stesso terreno, nella politica come nell’arte. Prendi Lenin, o Baudelaire, o Gould…o Picasso, o Hesse: volendo avrebbero potuto benissimo essere dei perfetti accademici, anzi più perfetti degli accademici a cui si sono ribellati. Solo così la ribellione è vigorosa, sostanziale.

– Janis Joplin è morta a 27 anni. Anche Jimi Hendrix, Kurt Kobain, Jim Morrison, Brian Jones e Amy Winehouse: vecchio mio, abbiamo ancora tre anni di buono per fare qualcosa di sensato! Ah ah ah…

– Non vedo tutti questi problemi: ti piace suonare o no? Se ti piace suonare suoni, altrimenti buonanotte. Devi suonare per te alla fin fine, non per qualcun altro. Le passioni uno le fa per sé, se gli interessano davvero ovviamente.

– Oddio! Tra un minuto tocca a me. Sono di scena! Ora mi chiudo nella mia bolla. Sono agitatissimo…ma tu non sei agitato? Ah già, è vero, tu non hai questi problemi; sei pacato, tranquillo tu…e poi sei abituato che suoni in pubblico. Ti invidio sai..

“Non si può suonare se non si vive, anche se si può vivere senza suonare” Martha Argerich

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