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Pomeriggio Disney #2: Orsetti di gomma medievali

di Nicola Franco 6 luglio 2014Commenti

La storia ci insegna che gli anni ’80 sono stati innovativi e poco convenzionali sia per l’animazione che per l’industria cinematografica, riuscendo a plasmare con notevole naturalezza una lunghissima serie di soggetti bizzarri e fantasiosi. Indimenticabili alcuni esempi come Denver, He-Man e i dominatori dell’universo e Jem, glitterate pietre miliari rappresentative di quel colorato periodo pop. Creare qualcosa destinato a diventare un’icona del panorama animato, partendo da un’idea debole e apparentemente poco accattivante, è stato un compito che la Disney ha brillantemente svolto proprio in quegli anni. Il soggetto in questione apre il sipario sul famoso contenitore televisivo Disney Afternoon, mostrando le gesta eroiche di un gruppo di orsetti gommosi colorati chiamati Gummi. Le avventure dei Gummi hanno luogo in un inventato periodo medievale che strizza l’occhio al genere Fantasy, concentrandosi sulla battaglia degli orsi antropomorfi contro l’esercito di Orchi guidati da un perfido Duca, intento a espugnare il castello del Re. Aiutati dal giovane scudiero Cavin, unico umano con cui stringono inizialmente un rapporto, i Gummi riescono a tenere testa alla loro storica nemesi e conoscere sempre di più il passato della loro antica razza. Una caratteristica particolarmente visibile degli animali colorati è quella di poter fare dei salti sovrumani e rimbalzare continuamente per un periodo limitato, grazie alla pozione magica chiamata “succo di Gummifrutta“; neanche troppo velato il riferimento al baffuto guerriero gallico Asterix. I nostalgici ricorderanno con un sorriso questa incredibile serie animata, che ha saputo unire il pubblico più vario e appassionare gli spettatori più piccoli e quelli più esigenti in una miscela vincente. Gli episodi mostrano una lunga sfilza di avventure in cui i Gummi si dividono tra potenti draghi acquatici, tribù di avvoltoi giganti che albergano in città ombrose, sagre del caramello e naturalmente epiche battaglie contro gli “Orchioni“, il tutto grazie alla loro tecnologia avanzata; essere degli orsetti di gomma millenari ha i suoi vantaggi. La struttura seriale sempre più avvincente ha permesso ai Gummi di guadagnarsi un enorme successo, specialmente dopo la scarsa risposta del pubblico al precedente esperimento televisivo disneyano, i Wuzzles, che non è riuscito a convincere pienamente fermandosi appena al tredicesimo episodio. Grazie alla tematica fantasy, al magnetico design dei personaggi (nonché alla festa di colori che ha saputo incollare allo schermo i bambini) e soprattutto all’ottima qualità dei contenuti narrativi, i Gummi sono gradualmente diventati un’ispirazione per varie produzioni animate di quel tempo. Le specifiche caratterizzazioni di ogni singolo orsetto, che ricordano per certi versi quelle scelte per i Sette Nani, colorano ancora di più le figure principali mostrando un quadro a trecentosessanta gradi, così da potere anche facilmente indentificarsi con uno di loro.

Alcuni episodi sembrano volere addirittura riportare alla luce dei particolari che evocano le atmosfere de La spada nella roccia, altro caposaldo animato dei lungometraggi Disney di natura fantasy. Le ponderate variazioni cromatiche degli orsetti ispirati alle celebri caramelle gommose, valorizzano, rendono riconoscibili e godibili molti atteggiamenti e modi di fare dei personaggi in questione, dal piccolo e rosa orsetto Cubbi al brontolone orsetto color marrone. Un gruppo affiatato che ha accompagnato l’infanzia dei non più giovani, trasportandoli in un meraviglioso universo popolato da creature fantastiche, dove ogni scusa era buona per lasciarsi andare a una risata. Elemento fondamentale è la colonna sonora di tutte le stagioni della serie, capace di catapultare letteralmente lo spettatore all’interno delle atmosfere medievali e delle antiche leggende raccontate davanti a un fuoco. Particolarmente riuscita, e aggiungerei esaltante, la sigla d’apertura che, come per quella di Ducktales, non ha faticato a entrare subito in testa, in attesa un giorno di uscire fuori al suono delle prime parole: “C’erano una volta sei orsetti di gomma, la principessa e il castello del Re“. C’è da dire che i cantanti, sia in lingua originale che in italiano, ce l’hanno messa tutta per fare arrivare al pubblico il valore epico dell’opera e il risultato si può notare nelle note più alte, esplosione delle loro teste inclusa. Una storia sorprendentemente ben articolata che conferma ancora una volta che un’idea semplice può diventare qualcosa di grande grazie al sapiente uso di determinati elementi; i sei orsacchiotti portati alla vita grazie al collegamento con le gommose a tutti i gusti si dimostrano capaci di portare avanti diverse stagioni televisive senza mai annoiare. Dopo l‘incredibile boom degli anni ’80 e qualche comparsa sporadica nel contenitore Toon Disney, i Gummi hanno nuovamente fatto sparire le loro tracce, forse, come succede nell’opera originale, fino a quando gli umani non si dimostreranno pronti ad accettarli e capirli senza che risultino inutili fenomeni da baraccone. Come per diversi appuntamenti seriali animati, soprattutto in quel periodo, una sfilza di action figures a tema ha invaso gli scaffali di tutti i negozi di giocattoli, proponendo una delle migliori realizzazioni plastiche basate su personaggi dei cartoni; seconda solo alle collezionabili Tartarughe Ninja e ai Masters of the Universe (senza tralasciare quelli della serie animata di Ghostbusters). Se siete troppo giovani e non avete mai sentito parlare di questi coraggiosi orsi saltellanti, non perdete altro tempo e andate a recuperare i primi episodi facendovi travolgere dall’irresistibile sigla d’apertura, così da poter fare vivere in eterno le imprese epiche di questo improbabile gruppo di eroi.  

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