Quell'articolo lì

Quell’articolo lì

di Riccardo Lionello 12 novembre 2013Commenti

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo da Vincenzo del Laboratorio Saccardi, con un messaggio su facebook.

 

Pensavo avesse la barba, ma nella maggior parte delle foto che ho trovato di lui è sbarbato.

 

Pensavo avesse le orecchie, ma nelle foto niente orecchie. Pensavo fosse Leone del Laboratorio Saccardi, invece era Vincenzo, appunto. Vincenzo è artista, membro del suddetto eccetera eccetera, e vuole un articolo su qualcosa che non conosciamo entrambi. Con tutta probabilità sarà un articolo di merda, come lo sono tutti gli articoli (sì, sarà un articolo con le parolacce). Credi che dopo l’età classica si possa davvero scrivere qualcosa di interessante? Scrivere di un libro senza farti addormentare. Scrivere d’arte senza farti pensare che l’arte sia una grande cagata. Impossibile. La gente vuole la figa e i soldi, in quantità perlomeno esagerate. Non vuole un opera di Giacometti nello studio pieno di primi edizioni. La gente non vuole il mio articolo. A meno che non parli di figa e di soldi, ma in quel caso preferisco leggere, non scrivere. Vincenzo però è un bravo picciotto, non mi va di tradire la fiducia che ha riposto in me scrivendogli non mi va, non ho nulla da dire, nulla da dare ciao. Così mi sono immaginato dentro uno studio di prime edizioni, con la mia opera del Giacometti in bella vista, impiccata al soffitto. Con la mia opera della Apple accesa sul bel tavolo. E ho guardato lo schermo, e ho pensato che fosse proprio il caso di spararle grosse, per informare, o farti ridere. Magari ti parlo di quel brano che ho ascoltato dal dentista, o di quel cervo che ha mangiato le uova di coccodrillo e ha avuto un esperienza psichedelica. Il mio articolo nel tuo blog, sul tuo giornale. Lo leggono 239 persone, forse lo scorgono soltanto. Le prime due righe, poi non abbiamo tempo perchè tocca mandare delle email. Lo leggono 239 persone, ma 9 tra le 239 lo leggono fino in fondo, lo apprezzano, lo ricordano durante una cena. Altre persone leggono l’articolo. Alcune di queste lo dimenticano dopo pochi secondi, altre lo ricordano durante un pic nic. Si sparge in fretta la voce, ondate di celebrità, soldi e fica, Il Corriere della Sera. Camminare per il marciapiede ed essere riconosciuto per quello che ha scritto quell’articolo lì. Sì esatto, sono io, sono quello che ha scritto quell’articolo lì, ora levati dai piedi. Fumare dell’erba e guardare il paesaggio, per dieci anni, tanto si è scritto quell’articolo lì amico mio. Di sicuro Vincenzo del suddetto ne sarebbe contento, ma non accadrà mai, caro Vincenzo. Perchè io non scriverò mai, quell’articolo lì.

 

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