Il Pasto Nudo

Schiantato dalle idee

di Antonio Massara 4 gennaio 2014Commenti

Madre notte di Vonnegut non é uno dei suoi migliori romanzi. La scoppiettante verve di questo incredibile inventore di storie é come offuscata dal dolore, messa in scacco dalla sua stessa invenzione: mettersi nei panni di uno scrittore in prigione a Gerusalemme, in attesa del processo per crimini di guerra. Un nazista ma anche una spia che tradisce facendo qualcosa di atroce, la diffusione via radio del credo nazista: la personificazione più eclatante del propagandista, la voce del padrone.

Chi non é capace di scoppiare a sghignazzare per le tragedie folli e sconsiderate che inventa Vonnegut non può amare questo scrittore. Ti prende a sberle, letteralmente, incrociandoti i neuroni, schiantando le affastellate convinzioni che albergano nel tuo cervello, lasciandoti nudo d’idee, inerme, per una volta presente e concentrato sul reale. Il resto é risata.

Madre notte é troppo sofferente, perché il protagonista è la vittima perfetta delle idee di un secolo: nazisti, comunisti, ariani, ebrei, banchieri, dentisti, whiteman, sacerdoti, uomini di chiesa e di bandiera. E per finire persino dell’amore folle e cerebrale di una bellissima donna, spia anche lei.

Straordinario.

Fantastica storia, tanto lucida nella sua perfetta follia da diventare credibile.

E lo stile?

Tanto minimale da essere offensivo, e pur tuttavia magistrale, incalzante nel suo ritmo. Onde successive di minicapitoli che ti sbattono sugli scogli. Brevi, quanto una cartella dattiloscritta, il compito mattiniero di uno scrittore in pantofole, com’é ritratto nella fotografia che preferisco, davanti al suo deschetto, cosí stretto che ci si chiede se davvero sia riuscito a scrivere qualcosa su quella superficie minuscola, larga appena per contenere la sua macchina da scrivere, una qualunque. Quelle pagine “sole” sono le più preziose: come diceva qualcuno, per scrivere in fretta occorre aver pensato tanto.

Il compito giornaliero sembra essere molto semplice: nuovo capitolo, nuova paginetta, personaggio, dialogo, ennesimo incalzante colpo di scena, e poi via, verso nuove idee da distruggere. Semplice, ed estremamente difficile.

Certo, Madre notte non si avvicina alle zampillanti vette di creatività narrativa de Le sirene di titano, dove ciò che leggi non é quello che credi, per almeno tre strati sovrapposti, con rivolgimenti successivi, con la storia che si avviluppa e si dipana tante di quelle volte che perdi pure il filo, con inevitabile folle risata.

E come sempre, come per tutte le opere di Vonnegut, Madre notte è attuale, attualissimo, perché la gente non la finisce mai di imbottirsi di panzane pur di sopravvivere.

È più facile.

Ma pericoloso.

comments powered by Disqus