Speaker Cenzou è una delle teste hip hop che meglio incarna lo spirito di una Napoli complessa e mai gratuitamente folkloristica, edificata sui solchi di un vecchio vinile rigato a forza.
Insieme a gruppi come ‘La famiglia’ e ’13 bastardi’, Cenzou è uno dei protagonisti di una scena che intorno ai ’90 ridefinì un suono, eredità di quei rigurgiti soul mutuati quanto dalla canzone classica napoletana quanto dai seminali ‘Napoli Centrale’ di James Senese.
Dopo ‘il bambino cattivo’ (1996), Malastrada (1999), ‘L’urdimo tip’ (2008) ed alcune collaborazioni d’eccellenza (Neffa & i messaggeri della dopa), è la volta del secondo capitolo del progetto ‘Sangue Mostro’ nato dall’unione con Ekspo, Dj Uncino e Alezin.
L’odierno hip hop italiano sproloquia senza sosta sulla vita da ‘gangsta’ nei quartieri periferici delle grandi città. Sin dal primo album hai raccontato la vita del tuo quartiere, San Gaetano (Napoli), fondendo ironia tagliente e piglio malinconico. Credi sia cambiato il modo di vivere e raccontare i propri luoghi?
Il Quartiere era, (ed è) San Gaetano, Io Raccontavo (e Racconto) Storie di (Per) chi Ha Visto “ Quello e quello” E ha Scelto (E Sceglie) Nonostante Tutto di elevarsi dal ruolo del marginale a vita, di evolversi, di provare con tutte le sue forze a trovare un alternativa alla “Malastrada” credo che il Rap è uno specchio, una fotografia dei tempi che viviamo Sono i Tempi del soldo facile, dell’arrivismo, dell’affermazione selvaggia del proprio status, sembra la versione reload degli anni ‘80 e va da se che essendo cambiata molto pure la coscienza sociale\civile della gente, questo qualunquismo e menefottismo totale racconta una marginalità esasperata Che pure fa parte del quadro, è giusto, è reale in alcuni casi, io per primo faccio il Rap come Parlo per strada, Personalmente Mi interessa raccontare, forse perché mi affascina, la storia di quel luogo che cerca Paradossalmente di diventare un altro spazio, di questi luoghi si ne colgo il disagio, ma per fortuna oggi sento anche una grande voglia di trasformazione.
In questi ultimi anni il tuo flow è cambiato parecchio, i suoni sembrano assecondare una matrice più hardcore, lasciando forse meno spazio alle derive soul. Cos’ha influenzato questo passaggio?
Ma Guarda Contrariamente a quanto descrivi io sento nel mio flow , una netta Ascesa della mia venatura soul Che si esprime rallentando il bpm e cercando flow sempre piu scarni e sempre più ritmici.
Come insegna Q-Tip a Mio Avviso Il Maestro del Flow, c’è cmq da dire che il Flow cambia con te, ad ogni modo, la matrice hardcore, come tu la definisci non è nient’altro che una sana voglia di immediatezza, per arrivare dritti al Sodo, certo non tralasciando mai lo swing, ma mantenendo un impronta Di Veracità Sul Groove, ma regalando una visione sicuramente più crepuscolare che in Alcuni Casi è Davvero Comunque Ottimo.
Sono in una fase di Gran Blues Scomposto e purtroppo o per fortuna anche il Flow paga l’ imu alla Pazzia.
Il tuo ultimo progetto, ‘Sangue Mostro’, omaggia un’esperienza fondamentale per l’hip hop italiano – ‘Sangue Misto’ – cos’ha significato per te quell’album uscito ormai nel lontano 1994?
Rivoluzione, Novità, Scoperta, Ricerca, Vissuti da me poco più che 15 enne con la classica enfasi adolescenziale, Sxm In Breve Per me Fu La Classica Goccia che fece più che trasbordare, esplodere Il Vaso dell’ Hip Hop Italiano, che Aveva Bisogno in quel momento di Un Disco “Immortale” per prendere dignità propria e autodeterminazione per un genere che ai tempi ai più risultava a metà tra un ibrido e una copia italianizzata del modello statunitense.
Omaggio Sicuramente Loro, ma Non Dimentichiamo che anche Loro Nel Nome, Omaggiano un Pezzo dei Napoli Centrale.
Quindi è anche un Po volutamente Una Quadratura del cerchio, senti come suona Già sai ! (Già sai è Slang Napoletano).
A giugno uscirà il secondo album a nome ‘Sangue Mostro’. Raccontaci della sua evoluzione…
A Giugno Come Avete Potuto vedere dal Trailer, Uscirà Un Singolo, Singolo che come direbbe Tarantino “è Un Trailer del Trailer” come si può anche evincere dal titolo “Stamm Venenn” (stiamo tornando).
Poichè Parla del Fatto che Stiamo Preparando Il Nuovo Elleppi’ che Uscirà quest’Inverno Il Nuovo Album dei Sangue Mostro, per me è un Disco Molto più maturo del precedente (Fermo restando che non siamo Mai RIUSCITI A FARE Teen Rap HAHAHAHHA).
Nell’Album c’è stata una forte ricerca su Tutto, dettata dal Bisogno Tirare Fuori una cosa Che ci Piacesse, e nella quale potevamo riconoscerci, aggiungi che il primo disco dei sangue mostro è uscito nel 2008 E nel frattempo abbiamo ascoltato tera e tera di musica diversa, considera poi che abbiamo tutti e 4 Gusti e approcci diversi anche in produzione, ma a mio avviso è proprio questa diversità Che stimola il confronto e la crescita, ed è proprio “La Crescita “ diciamo il tema che ricorre spesso nei testi Affrontato dalle piu molteplici angolazioni, Abbiamo come Obbiettivo di poter fare La Nostra Musica Rivolgendoci a persone di varie fasce d’età e in questo episodio abbiamo cercato di parlare a chi come noi Era piccolino quando ad esempio è uscito ‘Sxm’ ed ora affronta le problematiche e le “tarantelle” dell’età che ha adesso.
Parliamo forse anche a Noi Stessi, Spesso Ho Detto che Fare Rap per me è Stata La Prima Forma di Psicoanalisi Nella quale mi sono Imbattuto, Oltre ad Essere un Fatto a Mostro e\è Dell’Anima…
Da qualche anno hai iniziato un’intensa attività come beatmaker. Che macchine e che campioni prediligi?
Mi Piace Sicuramente scendere e andare a spulciare negozi alla ricerca del sample, ma non mi definirei un maniaco collezionista, si ho dei pezzi rari, ma ho trovato “sugo” anche in cose apparentemente improponibili.
È la Ricerca quella che mi ha spinto sempre Oltre, Il Voler sentire come suonava una roba che magari uno non ci metteva un euro sopra….. è un cammino forte e importante ma ci metto molta passione ed entusiasmo perché mi appaga molto,
Fare Un bel Beat Che Già “Parla Da Solo”, come è sempre stato prima che iniziassi a farli, un bel beat che parla da solo Già ti ha portato per mano nel posto che descriverai col Rap.
Per Quanto Riguarda Le Macchine, Mi Piacciono i Synth Analogici vecchi, quelli monofonici, ne ho un paio, e ogni tanto me ne compro qualcuno, Mi Piacciono Le Atmosfere Spaziali\Oniriche\Sensuali abbinate a ritmiche storte\scomposte\squantizzate, Sto Lavorando Molto sulla Ricerca Del Mio Suono che è alla base di Tutto.
Le produzioni ‘Sodo Studio’ sembra stiano fornendo linfa vitale alla nuova scena napoletana…
Sinceramente Non Credo che sia Sodo Studio ad Alimentare la Nuova Scena Napoletana, La Scena Napoletana da sempre è stata alimento per tutte le scuole dello stivale Sodo Studio Collabora con I Nuovi Artisti con Lo Stesso Spirito con Il Quale collabora con Gli Altri Cioè con Passione ed Umiltà, Sicuramente Può Rappresentare per entrambi un momento di confronto e di accrescimento artistico e talvolta pure umano , Sono Più Che Felice quando Artisti che reputo talentuosi Mi Contattano per Avere delle Mie Produzioni, legittima il Lavoro che sto facendo e mi spinge a farlo sempre meglio, Posso Dirti che la Scena Napoletana – Campana va sempre tenuta d’ Occhio e Tastata Perché la storia Insegna che Ogni tot viene Fuori un Fenomeno, che spesso è Punta di Un Iceberg di Altri Mille Geni E Vanno Visti Tutti !! Basterà Seguire La Pagina “Sodo Studio” e Saremo Aggiornati Sulle varie uscite, e Freschezze del Territorio.
In Italia il dibattito tra underground e commerciale è acceso, quanto sterile. Dal ’96 hai rilasciato album per una delle etichette indipendenti più in vista dell’epoca (Flying Records) e per una grande major come la BMG. Hai vissuto diversamente l’incubazione dei dischi?
Paradossalmente Mi Sono Trovato Molto Più In Feeling a Lavorare con Una Indie Chiatta come la Flyng Records,Ma lo considero un caso a parte poiché tra le indie ai tempi la Flyng era quasi una major, dicevo che con una multinazionale vera e propria come la Bmg di quei tempi dove magari eri li per fare catalogo e basta con le tue sole 15.000 copie vendute, non potevi ricevere un attenzione tale da farti crescere artisticamente mentre alla Flyng eri un artista sul quale puntare e lavorare con un altro mood, Ma Oggi è Comunque Tutto Diverso, Oggi Non C’è Più Tanto Un Circuito Differente dal Mainstream quindi bene o male tutti o quasi puntano a quello, Major o Indie Comunque Una delle cose, Se Non La Piu Importante per ottenere dei risultati è la Perseveranza. Oltre al Talento Ovviamente.
Sei sulla scena da metà anni ’90, ci regali uno spaccato della Napoli hip hop in quella che viene definita la ‘golden age’ italiana?
Napoli in quegli anni trasudava l hip hop che ha poi formato svariate generazioni di mc’s e beatmakers negli anni a venire si è ricordato quel tempo come un Eden dell’Hip Hop Italiano quel paradiso era composto da amici, sognatori, sbandati, rivoluzionari, ballerini, artisti, pittori e poeti attori, giullari, personaggi della strada, la vecchia delle sigarette, che urlava “ Vuje Vulite e sigarett co Ha-Ha”, il fumo giallo, le cartine rizla azzurre giganti e doppie doppie, le nottate di freestyle attorno al bidone dell’immondizia in Piazza San Domenico Maggiore, (Dietro Pzza Del Gesu’) Le Battle Infuocate di metà anni 90 la Domenica Pomeriggio alle Jam “Skillz Detector “ all Officina 99.
Oggi La Vedo Ancora Più Viva e ne Gioisco con Gli Artefici Che con Svariate Jam sul Territorio, che in questi Anni si Stanno Radicando Come Abitudine,e riscuotendo sempre maggiore successo di risalto e affluenza di pubblico. Stanno dando Una Sorta di Continuità e Affermazione di Uno Spirito Hip Hop Positivo E Reale Degno Di Una Metropoli Come Napoli Con I suoi Chiari e i Suoi Scuri.
Peace !!!!
