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Spongebob il film – La rivincita delle spugne

di Nicola Franco 27 Luglio 2014Commenti

“Chi vive in un ananas in fondo al mar?”: Spongebob Squarepants! Si apre così ogni episodio di quella che potrebbe essere una delle serie animate più discusse e apprezzate del nuovo millennio. Il biologo marino, nonché disegnatore, Stephen Hillenburg, ha dato vita alla sua schiera di creature marine che nel 2000 sarebbero diventate la punta di diamante del palinsesto di Nickelodeon. Una sfilza di puntate dai toni surreali e ricche di travolgente umorismo, capaci di fare ridere sia grandi che piccini, hanno riscosso talmente tanti consensi da garantire la realizzazione del primo lungometraggio animato sulla spugna più famosa del mondo. Spongebob il film è una perla rara da non sottovalutare, sia per la perfetta resa visiva che per la trama semplice ma ben articolata, arricchita da una sorprendente sceneggiatura e tecniche d’animazione miste a momenti live-action. La storia vede protagonista la giovane spugna di mare impegnata in una pericolosa missione per trovare la corona rubata al Re Nettuno e scongelare il suo principale, Mr. Krabs, ingiustamente accusato del furto a causa del diabolico intervento di Plankton, il suo storico nemico; da sempre interessato a fare sprofondare il regno finanziario del rivale e impossessarsi della mitica ricetta del Krabby Patty. Accompagnato dal fedele amico Patrick Stella, Spongebob si spinge al limite estremo di Bikini Bottom per ritrovare la preziosa corona e dimostrare a tutti di non essere più il ragazzino frivolo che era, potendo così guadagnarsi il prestigioso titolo di manager del Krusty Krab. Non mancheranno disavventure e incontri con pericolose creature marine che ostacoleranno il cammino dei due improbabili eroi, mettendo a dura prova il loro coraggio e la loro tenacia. Il film, oltre a riportare fedelmente la stessa linea umoristica delle già citate puntate televisive, offre al pubblico numerosi spunti per fare matematicamente scoppiare la risata. L’indiscussa ilarità della scena iniziale in cui un gruppo di pirati in carne e ossa pescano un forziere con dentro i biglietti per il film di Spongebob è la conferma di un prodotto che vuole divertire utilizzando elementi dell’assurdo, volti a creare uno dei più incredibili team-up della storia cinematografica; Spongebob e David Hasselhoff. È infatti possibile vedere il palestrato ex bagnino di Baywatch aiutare la spugna e la stella marina a ritornare a Bikini Bottom, trasformandosi in un motoscafo e subito dopo in una sorta di automa super potenziato dai pettorali rinforzati; cosa non si fa per ritornare in scena dopo tanto tempo?!

La tecnica mista è dominante in diverse occasioni, dando vita a un’interessante e divertentissima scena in cui un crudele palombaro dovrà fare i conti con tutte le creature del mare da lui catturate ed essiccate, tornate magicamente in vita grazie a un flusso d’acqua all’interno del suo negozio di chincaglierie navali. Sono presenti una pressoché infinita serie di citazioni e riferimenti, dal cinema ai fumetti, dalla cultura pop alla musica degli anni ’80. Straordinario l’omaggio al gruppo rock Twisted Sister con una versione personalizzata di I wanna Rock, in cui la spugna sprigiona tutto il suo potenziale canoro, volto a esorcizzare le menti degli abitanti della città controllate dal perfido Plankton. Negli Stati Uniti Spongebob è anche un’icona gay e nel lungometraggio si conservano molti messaggi subliminali già presenti e riconoscibili per un pubblico più maturo, che ha amato il personaggio anche per questo suo aspetto. Insomma, Spongebob come Frank ‘n Furter di The Rocky Horror Picture Show è il simbolo neanche troppo velato di una libertà che è sempre più distante e sotterrata spesso dall’ignoranza e la pochezza dell’uomo medio. Un dettaglio apparentemente poco influente che però aiuta a comprendere il successo di questo personaggio, anche e soprattutto per lo spaventoso seguito di persone certamente lontane dal periodo infantile. Il lungometraggio rappresenta quasi la beatificazione della spugna creata da Hillenburg, e la certezza di un cinema d’animazione che sfrutta il nonsense e gli aspetti più surreali creando un genere unico e per certi versi inimitabile. Dopo i successi di Nickelodeon come il famosissimo Rugrats e Jimmy Neutron, abbiamo di fronte il vero re di questo contenitore per ragazzi e il suo nome, scandito più volte nella sigla d’apertura originale, è Spongebob Squarepants. Dopo il buon successo di questa pellicola, e qualche anno di silenzio contornato da continue repliche televisive, la spugna dai pantaloni quadrati ritornerà a breve sul grande schermo con un ulteriore lungometraggio animato, questa volta interamente (almeno sembrerebbe) in computer grafica. Il lancio pubblicitario americano dell’imminente uscita cinematografica propone una rivisitazione della celebre pubblicità della crema solare Coppertone con Spongebob nel ruolo della storica bambina con il costume da bagno tirato dall’iconico cane, e un granchio nei panni di quest’ultimo; quando si dice pubblicità funzionale. Per prepararvi degnamente a questo prossimo appuntamento non vi resta che andare anche voi, come i pirati della prima scena del film, alla ricerca del forziere contenente i biglietti per la visione della prima, surreale e pittoresca pellicola di Spongebob, aspettando le parole: “Siete pronti ragazzi?”. 

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